Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale M parte 5

 

 

 

Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale M parte 5

 

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Dizionario enciclopedico termini con lettera iniziale M parte 5

 

Mayotte L'isola (67.000 ab.) più meridionale dell'arcipelago delle Comore.

Mayr, Giovànni Simone (Mendorf 1763-Bergamo 1845) Compositore italiano di origine tedesca. Autore di opere, messe, oratori e cantate.

Maysan Governatorato (487.000 ab.) dell'Iraq, al confine con l'Iran. Capoluogo Amara.

Mayurbhanj Distretto (1.434.000 ab.) dell'India, nello stato di Orissa. Capoluogo Baripada.

Mazandaran Provincia (3.419.000 ab.) dell'Iran, sul mar Caspio. Capoluogo Sari.

Mazàra dél Vàllo Comune (49.000 ab., CAP 91026, TEL. 0923) in provincia di Trapani, sulla costa sud-ovest della Sicilia. È tra i più importanti porti pescherecci d'Italia. Altre risorse economiche sono date dalle industrie cantieristiche, alimentari e per la produzione di mobili. I monumenti principali sono il duomo dell'XI sec. e la chiesa normanna di San Nicolò Regale (XII sec.).

mazarinade, sf. invar. Termine francese con il quale venivano indicati durante la Fronda libelli o canzoni, polemici o satirici, contro Mazzarino.

Mazar-i-Sharif Città (110.000 ab.) dell'Afghanistan, capoluogo della provincia di Balkh.

Mazatl´n Città (314.000 ab.) del Messico, nello stato di Sinaloa, sull'oceano Pacifico.

mazdeìsmo, sm. => "zoroastrismo"

Mazepa Dramma di J. Slowacki (1840).

Mazepa-Kolendinskij, Ivan Stepanovic (Kiev 1644-Bendery 1709) Militare cosacco. Atamano dei cosacchi di Ucraina dal 1687, inizialmente appoggiò Pietro I nella guerra di Crimea e nella seconda guerra del nord contro Carlo XII di Svezia. Successivamente però si alleò con Carlo XII e con il re di Polonia, nell'intento di dare vita a un regno ucraino indipendente. Fallita l'insurrezione dei cosacchi e sconfitto Carlo XII a Poltava (1709), dovette rinunciare ai suoi propositi e rifugiarsi in Moldavia dove morì. La sua vita ispirò poeti e artisti romantici come G. G. Byron, V. Hugo, A. S. Puskin e F. Liszt.

Mazowiechi, Tadeusz (Plock 1927-) Politico polacco. Nel 1988 e 1990 fu il primo capo di governo non comunista dell'Europa dell'est.

mazùrca, o mazùrka, sf. Ballo di origine polacca, a tre tempi.

Mazursky, Paul (New York 1930-) Attore e regista cinematografico statunitense. Realizzò Una donna tutta sola (1978), Su e giù per Beverly Hills (1986) e Storie d'amore e infedeltà (1990).

màzza, sf. 1 Bastone grosso di varia forma, usato come arma o insegna di comando. ~ manganello. 2 Martello dalle grosse dimensioni, usato specialmente dai fabbri. ~ mazzuolo. 3 Bastone da baseball o golf.
Mazza di tamburo
Fungo (noto anche come ombrellone, Lepiota procera) della famiglia delle Agaricacee e della classe dei Basidiomiceti. Commestibile.
 sf. 1 club. 2 (martello) sledge-hammer. 3 (da baseball) bat.
 lat. arcaico matea.

mazzàcchera, sf. Sistema di pesca dell'anguilla nel quale dei lombrichi vengono infilati su di una cordicella e poi calati nell'acqua per attirare le anguille e farle cadere in un ombrello aperto.

Mazzacuràti, Càrlo (Padova 1956-) Regista cinematografico e sceneggiatore. Diresse Notte italiana (1987), Un'altra vita (1992) e Il toro (1994).

Mazzacuràti, Marìno (Galliera, Bologna 1908-Parma 1969) Scultore. Tra le opere Figura d'uomo (1947, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna).

mazzafiónda, sf. Lo stesso che fionda.

mazzafrómbolo, sm. Antica arma da lancio. Era formata da una fionda fissata all'estremità di un'asta.

mazzafrùsto, sm. Tipo di frusta avente un robusto manico e più sferze o catene terminanti con palle di piombo o di ferro.

mazzamùrro, sm. Polvere e tritume di biscocco che viene utilizzato per cibare animali trasportati su un'imbarcazione.

Mazzàno Comune in provincia di Brescia (7.605 ab., CAP 25080, TEL. 030).

Mazzàno Romàno Comune in provincia di Roma (2.182 ab., CAP 00060, TEL. 06).

mazzapìcchio, sm. 1 Martello di legno usato per cerchiare le botti. 2 Attrezzo di legno duro e pesante, usato per battere il terreno durante la pavimentazione stradale.

Mazzarèlla, Pièro (Vercelli 1917-) Attore teatrale. Popolare comico dialettale, nuovo e tradizionale, soprattutto a Milano, dove nel 1957 creò una compagnia al teatro Sant'Erasmo.

Mazzarìno Comune in provincia di Caltanissetta (13.373 ab., CAP 93013, TEL. 0934). Centro industriale (prodotti del legno e alimentari). Vi si trova la chiesa del Carmelo, del XVII sec. Gli abitanti sono detti Mazzarinesi.

Mazzarìno, Giùlio (Pescina 1602-Vincennes 1661) Uomo politico e cardinale. Di origine italiana, fu al servizio del papa, finché fu chiamato dal cardinale Richelieu a Parigi come collaboratore (1640). Nel 1641 fu fatto cardinale e alla morte di Richelieu gli succedette come primo ministro di Anna d'Austria, reggente del figlio Luigi XIV. Con la pace di Westfalia (1648) pose fine alla guerra dei trent'anni e ottenne dagli Asburgo Metz, Toul, Verdun e l'Alsazia. Nel 1659, con la pace dei Pirenei ottenne dalla Spagna il Rossiglione, la Cerdagna e l'Artois, costruendo così la futura potenza europea di Luigi XIV. All'interno, sconfisse l'opposizione antiassolutista della fronda (1653). Preparò il matrimonio di Luigi XIV con l'infanta di Spagna Maria Teresa.

Mazzarrà Sant'Andrèa Comune in provincia di Messina (1.918 ab., CAP 98056, TEL. 0941). Centro agricolo (frutta, ortaggi, uva).

Mazzarròne Comune in provincia di Catania (3.542 ab., CAP 95040, TEL. 0933).

mazzàta, sf. 1 Colpo inferto con la mazza. ~ randellata. 2 Dolore o disgrazia improvvisa. ~ calamità.
 sf. heavy blow.
 deriv. da mazza.

Mazzè Comune in provincia di Torino (3.770 ab., CAP 10035, TEL. 011).

mazzerànga, sf. Attrezzo di legno massiccio utilizzato per livellare il selciato fatto di fresco.

mazzétta, sf. 1 Gruppo di titoli o cartelle esattoriali. 2 Mazzo di biglietti di banca dello stesso taglio. 3 Bustarella. ~ tangente.
 sf. 1 (di biglietti di banca) wad of banknotes. 2 (bustarella) kickback, bribe.

mazzettière, sm. Addetto alla preparazione di pietre per la pavimentazione stradale.

mazzétto, sm. 1 Piccolo mazzo. 2 Nei giochi di carte, parte del mazzo prelevata in un dato momento della partita.
Mazzetto di fiori
Fuoco d'artificio, fisso o aereo, che riproduce un mazzo di fiori.

mazzière, sm. (f.-a) 1 Chi porta la mazza precedendo un corteo, una processione o una banda. 2 Chi distribuisce le carte.

Mazzìn Comune in provincia di Trento (422 ab., CAP 38030, TEL. 0462).

Mazzìnghi, Alessàndro (Pontedera 1938-) Pugile. Dal 1963 al 1965 e per cinque mesi nel 1968 fu campione mondiale dei pesi medi junior.

Mazzìni, Andrèa Luìgi (Pescia 1814-Marsiglia 1849) Uomo politico. Nel 1840 fondò la Rivista di Firenze, poi emigrò a Parigi, dove divenne collaboratore della Gazzetta Italiana e pubblicò De l'Italie dans ses rapports avec la liberté et la civilisation moderne (1847). Tornato in patria, entrò a far parte del movimento democratico e fu un convinto sostenitore del governo di Montanelli.

Mazzìni, Giusèppe (Genova 1805-Pisa 1872) Uomo politico. Figlio di medico universitario, fu giovane patriottico e di grande tensione intellettuale. Laureato in filosofia e diritto, iniziò l'attività giornalistica collaborando a periodici di ispirazionne liberale come L'indicatore genovese e L'indicatore livornese, iscrivendosi nel 1827 alla carboneria, nel cui interno operò distinguendosi in modo attivo. Nel 1830 fu arrestato e costretto all'esilio. Si stabilì in Francia, a Marsiglia, dove fondò il movimento Giovine Italia con il proposito di condurre gli italiani sulla strada del progresso, abbattendo il papato e l'impero austro-ungarico, simbolo di vetustà e medioevo, fino a costituire un'Italia libera, unita e repubblicana. Nel programma, pubblicizzato dalle pagine del periodico Giovine Italia, si rivendicava dunque il diritto all'insurrezione contro l'oppressore, adduceroso che assicurò la notorietà ico e religioso. La Giovine Italia ispirò i moti rivoluzionari di Genova (1832-1833) e la spedizione in Savoia (1834). Dopo questi fallimenti, l'organizzazione fu sciolta e Mazzini si trasferì prima in Svizzera e poi a Londra, dove fondò L'unione degli operai italiani, su estese basi popolari. Dapprima giudicò prematuri alcuni moti insurrezionali, e poi a Parigi fondò l'Associazione nazionale italiana. Tornò in Italia nel 1848, quando, a Milano, si oppose all'unione con il Piemonte. Da ultimo, deluso dalle aspettative della corona, aderì all'idea della guerra di popolo. Nel 1849 fu a Roma, membro del triumvirato della Repubblica romana, con Saffi e Armellini. Rifugiatosi poi in Svizzera e nuovamente a Londra, costituì il Comitato centrale democratico europeo cui aderirono numerose personalità e, nel 1853, il Partito d'azione. Nel 1858 fondò la rivista Pensiero e azione. Contrario all'unificazione d'Italia sotto il regno sabaudo, aveva predicato una collaborazione tra capitale e lavoro per la soluzione delle lotte di classe che si andavano affermando. Restò in esilio anche dopo il 1860 e nel 1864 collaborò alla fondazione della Prima Internazionale, dalla quale uscì per l'accresciuta importanza delle correnti anarchiche e marxiste.

mazziniàno, agg. e sm. Che fa riferimento al pensiero e all'opera di Giuseppe Mazzini.

màzzo, sm. 1 Fascio di fiori legati insieme. 2 Quantità di cose riunite insieme, con un certo ordine. 3 La serie completa delle carte da gioco.
 sm. 1 bunch. 2 (di carte) pack.

Màzzo di Valtellìna Comune in provincia di Sondrio (1.010 ab., CAP 23030, TEL. 0342).

Mazzòla, Alessàndro (Torino 1942-) Calciatore, figlio di Valentino. Nell'Inter, tra il 1963 e il 1971 conquistò quattro scudetti, due Coppe dei campioni e due Intercontinentali. Totalizzò inoltre settanta presenze in nazionale, con ventidue reti.

Mazzòla, Valentìno (Cassano d'Adda 1919-Superga 1949) Calciatore. Vinse con il Torino cinque scudetti (1943 e 1946-1949). Morì con l'intera squadra nella sciagura di Superga il 4 maggio 1949.

mazzolàre, v. tr. 1 Uccidere con la mazzuola. 2 Battere la mazzuola.

Mazzolàri, Prìmo (Boschetto di Cremona 1890-Cremona 1959) Prosatore. Tra le opere La Pieve sull'argine (1952) e La parola che non passa (1953).

mazzolàta, sf. 1 Colpo dato con il mazzuolo. 2 Bastonatura.

mazzolìno, sm. Piccolo mazzo di fiori.

mazzóne, sm. Attrezzo teatrale che regge i fili di sostegno di una marionetta. Viene impugnato dal marionettista che, muovendolo, anima il pupazzo.

Mazzóni, Guìdo (Modena ca. 1450-1518) Scultore. Tra le opere Compianto su Cristo morto (1477-1480, Modena, San Giovanni).

Mazzucàto, Albèrto (Udine 1813-Milano 1877) Compositore e direttore d'orchestra. Direttore d'orchestra del Teatro alla Scala dal 1859 al 1868, dal 1872 passò alla direzione del Conservatorio di Milano. Ebbe tra i suoi allievi Arrigo Boito.

mazzuòla, sf. 1 Piccola mazza di legno o di metallo. 2 Supplizio che consisteva nell'uccidere i condannati con una mazzata sul capo.

mazzuolatùra, sf. Lavoro di bonifica e di sistemazione di quei terreni in cui vi è ristagno d'acqua.

mazzuòlo, sm. 1 La mazza usata per lavorare il marmo. ~ mazzuola. 2 Il martello di legno dei falegnami. ~ martelletto. 3 Bacchetta per suonare strumenti a percussione.

mb Sigla di millibar (unità di misura fisica).

Mbam Dipartimento (164.000 ab.) del Camerun, nella provincia del Centro. Capoluogo Bafia.

Mbandaka Città (137.000 ab.) dello Zaire, capoluogo della regione di Equator.

Mbarara Distretto (930.000 ab.) dell'Uganda, nella Regione Occidentale. Capoluogo la città omonima.

Mbeya Città (77.000 ab.) della Tanzania, capoluogo della regione omonima (1.476.000 ab.).

Mbini Provincia (214.000 ab.) della Guinea Equatoriale.

M'Bomou Prefettura (154.000 ab.) della Repubblica Centrafricana, al confine con lo Zaire. Capoluogo Bangassou.

Mbuji-Mayi Città (486.000 ab.) dello Zaire, capoluogo della regione di Kasai Orientale.

MC Sigla di megaciclo (unità di misura fisica).

McBain, Ed (New York 1926-) Pseudonimo di Salvatore Lambino. Romanziere. Tra le opere Il seme della violenza (1954) e Qui 87° distretto (1957).

McBride, Jim (1941-) Regista cinematografico statunitense. Diresse All'ultimo respiro (1983), The Big Easy (1986) e Great Balls of Fire (1986).

McCarey, Leo (Los Angeles 1898-Santa Monica 1969) Regista cinematografico statunitense. Diresse Zuppa d'anatra (1933), L'orribile verità (1937) e La mia via (1944).

McCarthy, Joseph Raymond (Grand Chute 1908-Bethesda 1957) Politico statunitense. Senatore di ideologia repubblicana, varò una persecutoria campagna anticomunista (1950-1953).

McCarthy, Mary (Seattle, Whashington 1912-New York 1989) Scrittrice. Tra le opere Il gruppo (1963) e Cannibali e missionari (1979).

McCullough, Colleen (Wellington 1937-) Scrittrice australiana. Autrice di Uccelli di rovo (1977), ha scritto anche Le signore di Missolungi (1987), I giorni del potere (1990) e I favoriti della fortuna (1993).

MCD Sigla di Massimo Comune Divisore.

McEnroe, John (Wiesbaden 1959-) Tennista statunitense. Vinse tre volte il torneo di Wimbledon (1981, 1983 e 1984) e quattro volte gli Open USA (1979, 1980, 1981 e 1984).

McKinley Monte (6.194 m) dell'Alaska. Vetta più elevata dell'America settentrionale.

McKinley, William (Niles, Ohio 1843-Buffalo 1901) Politico statunitense. Di ideologia repubblicana fu presidente degli USA dal 1896. Nel 1898 dichiarò guerra alla Spagna. Morì assassinato da un anarchico.

McLaren, Norman (Stirling 1914-Montreal 1987) Regista canadese. Diresse I vicini (1952) e Pas de deux (1968).

McLaughlin, Andrew Cunningham (Beardstown 1861-Chicago 1947) Storico statunitense. Tra le opere, A History of the American Nation (1899), The Confederation and the Constitution (1905), The Court, the Constitution and Parties (1912), America and Britain (1918) e A Constitutional History of the U.S. (1935).

McLuhan, Herbert Marshall (Edmonton, Alberta 1911-Toronto 1980) Sociologo canadese. Già nel 1952 presentò un'analisi sociopsicologica del mezzi di comunicazione di massa con la pubblicazione di The mechanical bride (La sposa meccanica). Nella sua analisi si trovano già i termini che sarebbero diventati di uso comune, come villaggio globale e mass-media, ed è presente la denuncia dei pericoli della tecnologia elettronica come strumento del potere in una società complessa. Tra le opere Gli strumenti del comunicare (1964) e Il medium è il messaggio (con Q. Fiore, 1967).

mcm Sigla di minimo comune multiplo.
MCM
Sigla di Manifatture Cotoniere Meridionali.

McQueen, Steve (Slater 1930-Juarez 1980) Attore cinematografico statunitense. Interpretò I magnifici sette (1960), Bullitt (1969), L'ultimo buscadero (1972) e Papillon (1973).

Md Simbolo chimico del mendelevio.
md
Sigla di mano destra.

ME Sigla di Movimento Europeo.

me, pron. pers. di prima pers. m. e f. Si usa nelle esclamazioni, come soggetto o complemento oggetto. povero me!; secondo me, secondo il mio parere; quanto a me, per quel che mi riguarda.
1 me. 2 (fate come me) do as I do. 3 (me stesso) myself.
lat. me.
Chi non è con me, è contro di me. Gesù Vangelo di S. Matteo, cap. XII-S. Luca, cap.
XI-A volte non è possibile essere neutrali.

mea culpa, loc. sost. m. invar. Riconoscimento della propria colpa.

Mead, làgo Lago (637 km2) artificiale degli USA, al confine tra l'Arizona e il Nevada.

Mead, Margaret (Filadelfia 1901-1979) Antropologa statunitense. Tra le opere L'adolescenza in Samoa (1928) e Maschio e femmina (1949).

Meade, James Edward (Swanage 1907-Cambridge 1995) Economista inglese. Diede importanti contributi all'economia del benessere, alla teoria dello sviluppo e all'economia internazionale. Nel 1977, con B. Ohlin, fu insignito del premio Nobel.

meadiàno, agg. e sm. Relativo a un aspetto culturale dell'Egitto preistorico che deriva il suo nome dalla località di Maadi nella quale sono stati rinvenuti i resti di un importante insediamento umano. In particolare sono stati trovati gruppi di ossa di ippopotamo infisse nel terreno che servivano, probabilmente, per eseguire rituali.

Mean Streets Film drammatico, americano (1972). Regia di Martin Scorsese. Interpreti: Robert De Niro, Harvey Keitel, Cesare Danova. Titolo originale: Mean Streets

Meàna di Sùsa Comune in provincia di Torino (858 ab., CAP 10050, TEL. 0122).

Meàna Sàrdo Comune in provincia di Nuoro (2.157 ab., CAP 08030, TEL. 0784).

meandrìna, sf. Genere di antozoi esacoralli coloniani, appartenente alla famiglia dei Favidi, ordine dei Madreporari, che contribuiscono alla formazione delle formazioni coralline dei mari equatoriali.

meàndro, sm. 1 Sinuosità del corso dei fiumi. ~ ansa. 2 Tracciato tortuoso di strade. ~ dedalo, groviglio.
 sm. meander.
 lat. meandrus curva.

Meàndro Fiume (529 km) della Turchia, nell'Anatolia. Nasce presso Afyonkarahisar e sfocia nel mar Egeo. Si divide in Grande e Piccolo Meandro. Il Grande Meandro forma il bacino artificiale di Adigüzel e sfocia poco a nord del golfo di Mandalya; il Piccolo Meandro sfocia nel golfo Kusadasi.

Meath Contea (104.000 ab.) dell'Irlanda, nel Leinster. Capoluogo Trim.

meàto, sm. 1 Ogni piccolo canale del corpo per cui passi un liquido o l'aria. 2 Apertura, orifizio.

Meàzza, Giusèppe (Milano 1910-1979) Calciatore. Tra i più popolari, giocò nell'Inter dal 1927 al 1947, collezionando inoltre cinquantatre presenze e trentatre reti con la nazionale e due titoli mondiali (1934 e 1938).

MEC Sigla di Mercato Comune Europeo.

mècca, sf. 1 Luogo mitico dove si pensa di potere realizzare le proprie aspirazioni. 2 Luogo remoto.

Mecca, La Città (367.000 ab.) dell'Arabia Saudita, capoluogo dell'Hegiaz. Priva di coltivazioni, la città viene rifornita con provviste provenienti soprattutto dall'Egitto, mediante il porto di Gidda. Le poche industrie si limitano alla fabbricazione di ornamenti religiosi. La principale risorsa economica della città è data dai pellegrini in visita alla moschea. Patria di Maometto e centro religioso dello stato e del mondo musulmano, la sua importanza risale a tempi molto remoti: attivo mercato (incenso) e nodo carovaniero, fu, in tempi preislamici, centro religioso delle tribù arabe che vi adoravano la Pietra Nera e altri idoli. Rimase, anche dopo la predicazione di Maometto e la diffusione dell'islamismo, la città santa per eccellenza. Sotto gli Omayyadi e gli Abbasidi, fu generalmente amministrata da califfi e dal 960 da sceriffi alidi. Dal 1517 al 1916 fu sottomessa agli ottomani e nel 1924 i wahhabiti ne fecero la capitale del regno di Hegiaz.

meccànica, sf. 1 Parte della fisica che studia le proprietà statiche (condizioni di equilibrio, …) e dinamiche (movimento) dei corpi. 2 Sviluppo di fatti e fenomeni naturali. 3 Composizione e funzionamento di un meccanismo.
 sf. mechanics.
È suddivisa in tre branche: la cinematica, che si occupa dello studio dei moti, indipendentemente dalle cause che li generano, la statica che studia le condizioni di equilibrio dei corpi e la dinamica che studia le forze che provocano il moto dei corpi. La meccanica classica, dopo i contributi di G. Galilei e di I. Newton, divenne la costruzione generale sulla base della quale interpretare tutti i fenomeni fisici. Nel XIX e XX sec. furono sviluppate nuove discipline (termodinamica e elettromagnetismo) e gli studi di A. Einstein e H. A. Lorentz portarono alla meccanica relativistica, della quale la meccanica classica è un'approssimazione per velocità dei corpi in moto molto inferiore a quella della luce. A livello atomico, la meccanica classica non è più utilizzabile per la descrizione degli eventi e si deve ricorrere alla meccanica quantistica, che deve la sua forma attuale a P. A. M. Dirac e che si basa sull'equivalenza tra la meccanica delle matrici di W. Heisenberg e la meccanica ondulatoria. Nello studio di sistemi atomici e subatomici, nei quali la velocità dei corpi è paragonabile alla velocità della luce, si ricorre alla meccanica quantistica relativistica. La meccanica razionale si occupa dell'espressione puramente matematica delle leggi della meccanica, prescindendo dalla effettiva esistenza dei corpi. La meccanica statistica studia i sistemi meccanici formati da un numero elevato di particelle, studiando a livello probabilistico i comportamenti medi dei sistemi. La trattazione dei sistemi di tipo atomico o subatomico, è affidata alla meccanica statistica quantistica.

Meccanica, La Romanzo di C. E. Gadda (1970).

meccanicaménte, avv. 1 Con mezzi meccanici. ~ macchinalmente. 2 Senza l'azione della volontà. ~ automaticamente.

meccanicìsmo, sm. Concezione che considera la realtà in termini di pura causalità meccanica, senza finalità prestabilite. I fenomeni vengono descritti in termini di materia e movimento, in contrapposizione con la filosofia scolastica e la sua visione finalistica della realtà. Cartesio estese l'applicazione del meccanicismo agli esseri viventi, escludendo tuttavia l'uomo, che fu invece compreso nella visione meccanicistica materialista di J. O. Le Mettrie. Il meccanicismo entrò in crisi con lo sviluppo della meccanica relativistica e quantistica, all'inizio del XX sec.

meccanicìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi segue la dottrina filosofica del meccanicismo.

meccanicistico, agg. (pl. m.-ci) Del meccanicismo.

meccanicità, sf. Carattere di ciò che è meccanico.

meccànico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Relativo alla meccanica. leggi meccaniche della fisica. 2 Di cosa che si fa con una macchina. produzione meccanica. 3 Senza l'intervento della volontà. ~ automatico. <> manuale, elettronico, elettrico. gesto meccanico.
sm. 1 Persona esperta in meccanica. ~ tecnico. 2 Addetto alla manutenzione di macchine. ~ operaio.
 agg. mechanical. sm. mechanic.
 lat. mechanicus, dal greco mechanikòs, agg. di mechanè macchina.

meccanìsmo, sm. 1 Il complesso degli elementi che costituiscono una macchina o un congegno. ~ dispositivo. il meccanismo dell'orologio sembrava danneggiato. 2 Il modo di funzionamento. ~ organizzazione. 3 Funzionamento di un'organizzazione. non era ben chiaro il meccanismo con cui venivano portate avanti le pratiche in quell'ufficio.
 sm. mechanism.
 lat. mechanisma,-atis.

meccanizzàre, v. tr. Sostituire il lavoro manuale con quello delle macchine.

meccanizzàto, agg. 1 Che funziona mediante macchine. 2 Che usa mezzi meccanici.
 agg. mechanized.

meccanizzazióne, sf. Il meccanizzare. ~ automatizzazione.

meccàno, sm. Gioco di costruzione costituito da piccoli elementi di ferro da unire con bulloni.

meccanocettóre, sm. Recettore fisiologico che si può attivare tramite la sua distensibilità.

meccanografìa, sf. Ogni tecnica che prevede l'impiego di macchine per la scrittura, il calcolo e l'elaborazione dei dati.

meccanogràfico, agg. (pl. m.-ci) Che svolge operazioni di contabilità e simili, per mezzo di macchine.

meccanoterapìa, sf. Trattamento effettuato con l'aiuto di apparecchi meccanici utilizzato per curare affezioni muscolari, osteoarticolari o nervose.

mecenàte, sm. Protettore delle arti e delle lettere (dal nome del politico romano).
 sm. patron.

Mecenàte, Gàio (Arezzo 70 a. C. ca.-Roma 8 a. C.) Politico e letterato romano. Consigliere di Augusto, pur senza ricoprire cariche ufficiali divenne famoso come protettore di artisti e promotore della cultura del tempo. Dotato di ottima cultura e letterato, protesse in particolare i principali letterati (Virgilio, Orazio, Properzio, Gallo).

mecenatìsmo, sm. Tendenza a favorire e proteggere artisti e letterati.

mèche, sf. invar. Ciocca di capelli di colore più chiaro, naturale o ottenuta per mezzo di tintura.
 sf. streak.

Meclembùrgo Regione della Germania nordoccidentale e stato confederato (1.964.000 ab., 23.835 km2) con capitale Schwerin. Bagnata dal mar Baltico, a est confina con la Polonia, mentre a sud-ovest è limitato dal fiume Elba. Il territorio è prevalentemente pianeggiante, con numerosi laghi e corsi d'acqua. Le principali risorse sono l'agricoltura (cereali, foraggi, barbabietola da zucchero), l'allevamento di bovini, suini e pollame e lo sfruttamento delle foreste. Le industrie sono prevalentemente alimentari, meccaniche, navali ed elettrotecniche. I principali centri sono Rostock, Wismar e Neubrandeburg. La regione fu conquistata nel XII sec. da Enrico il Leone, duca di Sassonia, che sconfisse le popolazioni slave residenti. Solo sei anni dopo però assegnò la regione come feudo al figlio del re slavo spodestato, la cui dinastia resse il Meclenburgo fino alla fine della prima guerra mondiale. Nel 1949 entrò a far parte della Repubblica democratica tedesca e, nel 1990, con l'unificazione della Germania, divenne un Land.

Mecnikov, Ilja Ilic (Ivanowka 1845-Parigi 1916) Biologo russo. Elaborò la teoria fagocitaria dell'immunità; nel 1908, con P. Ehrlich, fu insignito del premio Nobel.

méco, pron. Con me.

mecònio, sm. 1 Materiale che costituisce le prime feci del neonato. 2 In zoologia, liquido che è contenuto nell'intestino di alcune specie di Insetti allo stato di ninfa.

meconìsmo, sm. Intossicazione da oppio.

Mecòtteri Ordine di Insetti Pterigoti alometaboli. In genere hanno il capo che si termina in un rostro portante all'estremità pezzi boccali masticatori.

méda, sf. Segnale che indica scogli o bassi fondali.

Méda Comune in provincia di Milano (20.820 ab., CAP 20036, TEL. 0362). Centro industriale (prodotti tessili, chimici, meccanici e mobilifici). Vi si trova la chiesa di San Vittore, del XVI sec. Gli abitanti sono detti Medesi.

Méda, Albèrto (Lenno Tremezzina, Como 1945-) Ingegnere e designer. Funzionario della società Kartell (1973-1978), si è occupato della tecnologia dei poliuretani. Docente di tecnologia industriale alla Domus Academy di Milano.

Méda, Filìppo (Milano 1869-1939) Politico. Dal 1916 al 1919 fu ministro delle finanze e, dal 1919 al 1924 fu tra i leader del Partito popolare, quindi contribuì alla fondazione dell'Università Cattolica di Milano.

medàglia, sf. 1 Piccolo disco metallico, solitamente in oro, argento, bronzo, con immagini, sacre o profane, o iscrizioni, prevalentemente a scopo commemorativo di un evento o un personaggio. ~ decorazione.
 sf. medal.
La medaglia assunse valore artistico nel rinascimento, soprattutto con le opere di Pisanello in Italia e della scuola di Norimberga (L. Krug, H. Reinhart) e Augusta (H. Daucher, U. Schwarz) in Germania. Dopo una lunga decadenza, solo nel XIX sec. la medaglia tornò in auge, con un profondo rinnovamento artistico.

Medaglie della vecchia signora, Le Commedia di J. M. Barrie (1917).

medaglière, sm. 1 Raccolta di medaglie e monete antiche. 2 Mobile usato per contenere le medaglie.

medagliétta, sf. Medaglia di piccole dimensioni.

medaglióne, sm. 1 Ornamento vario, di forma rotonda, inserito dentro una cornice. 2 Gioiello a forma di medaglia, al cui interno viene conservato un ritratto. 3 Ritratto letterario.
 sm. locket.
In architettura indica un qualsiasi elemento decorativo e ornamentale, scolpito o dipinto in una cornice circolare od ovale. È stato usato in architettura, soprattutto quella rinascimentale, e nella produzione di mobili e ceramiche a partire dal XVIII sec. Il nome indica anche le medaglie prodotte dalla zecca imperiale romana, che si distinguevano dalle monete a corso legale per la maggiore dimensione e peso e per la migliore esecuzione.

medaglìsta, sm. (pl.-i) Incisore o collezionista di medaglie.

medaglìstica, sf. (pl.-che) 1 Studio delle medaglie. 2 L'arte di incidere medaglie.

Medak Distretto (1.468.000 ab.) dell'India, nello stato dell'Andhra Pradesh. Capoluogo Sangareddi.

Medan Città (1.379.000 ab.) dell'Indonesia, sull'isola di Sumatra. Capoluogo della provincia di Sumatra Settentrionale.

Medawar, Peter Brian (Rio de Janeiro 1915-Londra 1987) Biologo inglese. Compì importanti studi sulla tolleranza immunologica acquisita e nel 1960, con F. M. Burnet, fu insignito del premio Nobel.

Méde Comune in provincia di Pavia (7.138 ab., CAP 27035, TEL. 0384).

Médéa (Algerìa) Città (84.000 ab.) dell'Algeria, capoluogo del wilaya omonimo (651.000 ab.).

Medèa (comune) Comune in provincia di Gorizia (839 ab., CAP 34070, TEL. 0481).

Medèa (mitologia) Figlia di Eete, re della Colchide. Nella mitologia greca, Medea era dotata di poteri magici e si innamorò di Giasone, capo della spedizione degli argonauti per la conquista del vello d'oro. In cambio dell'aiuto di Medea, Giasone le promise di sposarla. Stabilitasi a Corinto, Medea fu bandita da Creonte, che intendeva dare sua figlia Glauce in sposa a Giasone. Medea uccise quindi Creonte, Glauce e i figli da lei avuti da Giasone, fuggendo poi ad Atene dove sposò il re Egeo, al quale diede il figlio Medo. La figura tragica di Medea fu narrata nelle omonime tragedie da Euripide, Seneca e Corneille e nell'opera di Cherubuni.

Medea (opere) Tragedia di Euripide (431 a. C.). È una delle 19 tragedie di Euripide conservate (delle ca. 90 attribuitegli). Protagonista è la maga Medea che ha dovuto sacrificare il padre e il fratello per consentire la conquista del vello d'oro a Giasone e ha avuto da lui due figli. Ora Giasone medita di abbandonarla per sposare la figlia del re di Corinto. Cacciata con un bando, Medea lamenta la sorte di sofferenza comune a tutte le donne, poi maledice il traditore e decide la vendetta. Con le sue arti magiche seminerà la morte intorno a Giasone, uccidendo la figlia del re e lo stesso re di Corinto, e intorno a sé, uccidendo i figli avuti con Giasone. Una passione incontrollata che determina una scelta disperata e irrazionale contraria alle leggi della natura. La tragedia è stata portata sullo schermo da P. P. Pasolini nel 1970.
Medea
Tragedia di L. A. Seneca (seconda metà I sec.).
Medea
Tragedia di P. Corneille (1635).
Medea
Opera tragica in tre atti di L. Cherubini, libretto di F. B. Hoffmann (Parigi, 1797).

Medebàch, Giròlamo (Roma 1706-1790) Attore capocomico. Amico di Goldoni, dal 1749 al 1753 rappresentò le sue commedie a Venezia, quindi, in seguito ad alcuni dissidi, passò a quelle del suo rivale P. Chiari.

Medellín Città (1.418.000 ab.) della Colombia, capoluogo del dipartimento di Antioquia, sulla Cordigliera centrale, a 1.480 m s.l.m. Centro commerciale di prodotti agricoli (caffè e cocaina), le principali industrie sono quelle estrattive, metallurgiche, tessili (80% della produzione colombiana), chimiche, alimentari e del tabacco. È sede di una cattedrale del XVII sec. Fu fondata dagli spagnoli nel 1675.

Medesàno Comune in provincia di Parma (7.909 ab., CAP 43014, TEL. 0525).

medésimo, agg. e pron. agg. dimostr. Stesso, identico, per grandezza, quantità o qualità. ~ uguale. <> diverso, differente. si era stancato di svolgere il medesimo lavoro tutti i giorni; nonostante avessero la medesima età, egli sembrava molto più vecchio fra i due.
pron. dimostr. La stessa persona o cosa.
 agg. same.
 lat. volg. metipsimus, comp. da met-+ ipsimus, superl. di ipse proprio esso.

mèdia, sf. Valore intermedio tra il massimo e il minimo di una serie di dati, calcolato in modi diversi. Sono esempi di medie la media aritmetica, la moda e la mediana.
 sf. 1 average. 2 (mat.) mean, average. 3 (media scolastica) end-of-term average. 4 (in media) on average.
Media aritmetica
Detta anche valor medio, è il rapporto tra la somma di n termini e n. La media aritmetica ponderata è usata quanto i termini hanno pesi diversi ed è il rapporto tra la somma dei prodotti di ciascun termine per il proprio peso e la somma dei pesi.
Media armonica
La media armonica è l'inverso della media aritmetica degli inversi dei termini.
Media geometrica
La media geometrica di n termini è la radice n-esima del prodotto dei termini.

mediacalcinòsi, sf. Patologia degenerativa-calcificante che attacca la tunica media delle arterie.

mediàle, agg. Vicino al piano mediano del corpo.

mediaménte, avv. In media, circa.

mediàna, sf. In statistica la mediana di una serie di dati è il valore centrale che si ottiene dopo aver ordinato i termini della serie; se n è pari i valori centrali sono due e, a seconda delle convenzioni o del fenomeno considerato, si assume come mediana il primo o il secondo di essi, o, in qualche caso, la media aritmetica o un'altra funzione di essi.
In geometria è il segmento che congiunge il punto medio di un lato con il vertice opposto, nel caso dei triangoli, oppure con il punto medio del lato opposto, nei parallelogrammi. Il punto di intersezione delle mediane di un triangolo coincide con il centroide (o baricentro) del triangolo stesso.

medianicità, sf. Fenomeni parapsicologici provocati dai sensitivi o medium.

mediànico, agg. (pl. m.-ci) Che avviene per mezzo di un medium. ~ spiritico.

medianìsmo, sm. Complesso di fenomeni determinati dai medium.

medianità, sf. L'insieme delle facoltà attribuite ai medium.

mediàno, agg. e sm. agg. Che è in mezzo.
sm. Giocatore a centro campo nel gioco del calcio.
 agg. median. sm. half-back.
 lat. tardo medianus, deriv. da medius che sta in mezzo.

mediànte, prep. Per mezzo di, con l'aiuto di.
 prep. through, by means.

mediàre, v. tr. Fare da mediatore. ~ interpretare.
 v. tr. to act as mediator.
 lat. mediare, deriv. da medius che sta in mezzo.

mediastìnico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al mediastino, la regione mediana del torace.
Sindrome mediastinica
Il complesso dei fenomeni che sono provocati dall'alterata funzionalità degli organi del mediastino.

mediastinìte, sf. Processo infiammatorio a carico del tessuto cellulare lasso del mediastino.

mediàstino, sm. Spazio delimitato da colonna vertebrale, sterno, polmoni e diaframma, all'interno del quale sono contenuti il cuore, il timo, la trachea, i bronchi, l'esofago e grossi vasi sanguigni. Un setto lo divide in anteriore e posteriore, dei quali il primo risulta molto più grande e contiene cuore, timo, vena cava superiore, aorta discendente, bronchi e trachea. Il secondo invece contiene l'esofago, l'arco aortico, il dotto toracico, i nervi vaghi e le vene azygos e emiazygos. Ad assorbire le eventuali variazioni di pressione provocate dai movimenti (primo fra tutti quelli dei polmoni), funge il tessuto lasso distribuito nel mediastino fra un organo e l'altro. Le funzioni del mediastino sono di permettere con la sua conformazione l'aspirazione del sangue nei grossi vasi venosi e verso l'atrio cardiaco destro, nonché di garantire l'indipendenza funzionale dei vari organi e di adattarsi ai movimenti del torace durante il movimento respiratorio.

mediastinopericardìte, sf. Infiammazione che colpisce i tessuti mediastinici.

mediatèca, sf. (pl.-che) 1 Centro dove sono raccolti e si possono consultare documenti audiovisivi. 2 Raccolta di elementi multimediali.

mediàto, agg. Indiretto.

mediatóre, agg. e sm. (f.-trice) agg. Che svolge opera di mediazione. quell'intervento mediatore non è servito a molto.
sm. Chi interviene tra più persone per definire accordi e simili. faceva spesso da mediatore in quegli affari.
 sm. 1 mediator. 2 (comm.) middle man.

mediazióne, sf. 1 L'intervento del mediatore. 2 Il compenso spettante al mediatore.
In diritto è il contratto che intercorre quando un terzo mette in contatto tra loro due parti per la conclusione di un affare, senza essere dipendente o collaboratore di esse e mantenendo la propria imparzialità tra esse. Colui che svolge la mediazione è detto mediatore e a lui spetta un compenso da ciascuna delle parti, proporzionale al valore economico dell'accordo.

mèdica, sf. Erba che viene coltivata come foraggio.

medicàbile, agg. Che si può medicare.

medicàio, sm. Campo coltivato a erba medica.

medicàle, agg. Relativo ai medici e alla medicina.

medicalizzazióne, sf. L'attribuire caratteri medici a fatti che derivano da altre cause, in particolare sociali o psichiche.

medicaménto, sm. Ogni mezzo che si usa come rimedio a una malattia. ~ medicinale.
 sm. drug, medicine.
 lat. medicamentum.

medicamentóso, agg. Che ha virtù di medicamento.
 lat. medicamentosus.

medicàre, v. v. tr. 1 Curare esternamente una ferita e simili. ~ curare. 2 Trattare con medicinali. medicare l'acqua per renderla bevibile. 3 Rimediare.
v. rifl. Farsi una medicazione.
 v. tr. 1 to dress. 2 (trattare con medicinali) to treat.
 lat. medicare, deriv. da medico.

medicàstro, sm. Medico di poco valore.

medicàto, agg. 1 Curato con medicazioni. 2 Di cose a cui sono state aggiunte sostanze medicinali.

medicazióne, sf. 1 Il medicare. ~ bendatura. 2 L'insieme delle cose che servono per medicare.
 sf. 1 medication, treatment. 2 (di ferita) dressing.
 lat. tardo medicatio,-onis.

medice, cura te ipsum, loc. avv. Locuzione latina che significa "medico, cura te stesso" e viene utilizzata per esortare una persona a guardare alla propria condotta prima di consigliare gli altri. È tratta dal Vangelo secondo Luca (4, 23).

medìceo, agg. Relativo alla dinastia dei Medici.
Medicee, cappelle
Mausoleo fiorentino, è annesso alle cappelle dei Medici, facenti parte della basilica di S. Lorenzo. Di questo complesso fanno parte la cappella dei Principi, a pianta ottagonale, su progetto di Matteo Nigetti e sovvenzione di Ferdinando I, con funzione di mausoleo della famiglia, in porfido e granito. Opposta alla cappella si trova la sagrestia Nuova, un capolavoro di Michelangelo, che aveva la funzione di cappella funebre della famiglia. Splendidi sono i monumenti michelangioleschi in essa contenuti: tomba di Lorenzo il Magnifico e di Giuliano de' Medici. Altre statue sono state realizzate su indicazione del maestro stesso (Giovanni Angelo Montorsi e Raffaello da Montelupo).
Pianeta mediceo
Ognuno dei quattro principali satelliti di Giove scoperti da Galileo Galilei e dedicati alla famiglia Medici. Furono la prima prova evidente dell'inconsistenza delle tesi geocentriche, ossia della Terra come centro dell'universo, sostenute con forza dalla chiesa; secondo una tesi di Copernico, nell'universo ci sarebbero stati due centri di rotazione, ossia il Sole e Giove, attorno a cui sarebbero ruotati altri oggetti celesti. Questo è stato il colpo definitivo all'ingerenza del mondo ecclesiastico nella scienza e l'inizio di una nuova fase di ricerche, che avrebbero portato alle scoperte più significative dell'astronomia moderna.

medichéssa, sf. Donna che esercita la medicina.

Médici Famiglia fiorentina di origine popolare arricchitasi con il commercio e la finanza e divenuta tanto potente da mantenere, quasi ininterrottamente, il governo di Firenze e di buona parte della Toscana dal XV al XVIII sec. Alla ribalta della vita di Firenze con Silvestro, che guidò la rivolta dei Ciompi (1378), la potenza economica della famiglia fu consolidata da Giovanni Bicci (1360-1429) che fondò il Banco Medici, uno dei principali istituti finanziari d'Europa. Il figlio Cosimo il Vecchio trasformò Firenze in una signoria di fatto, esautorando i patrizi. Gli succedettero il figlio Pietro e quindi il nipote Lorenzo, al quale, sedata la congiura dei Pazzi nella quale morì il fratello Giuliano (1453-1478), si deve un periodo di straordinario splendore artistico e umanistico della città. Dal 1494 al 1512, il figlio di Lorenzo, Piero, non poté rientrare a Firenze per la proclamazione della repubblica. Rientrato a Firenze con l'aiuto degli spagnoli, dopo il congresso di Mantova, il figlio di Lorenzo, Giovanni (1475-1521), ripristinò il potere della signoria, continuando a esercitarlo anche dopo essere divenuto papa con il nome di Leone X (1513). Formalmente la signoria passò a Lorenzo II, figlio di Piero (1492-1519) duca di Urbino, al quale Machiavelli dedicò il Principe, mentre al soglio pontificio saliva, con il nome di Clemente VII, il figlio di Giuliano, Giulio. Dopo il sacco di Roma del 1527, si costituì la repubblica fino al 1530, quando Carlo V impose il ritorno dei Medici con Alessandro e la famiglia ottenne il titolo ducale. Ad Alessandro succedette Cosimo I (1519-1574) detto il Grande, che nel 1569 ottenne il titolo granducale e fu il creatore dello stato mediceo assolutista. Quando la dinastia Medici si estinse con Gian Gastone (1671-1737) il granducato passò a Francesco Stefano di Lorena, divenuto poi imperatore con il nome di Francesco I d'Asburgo-Lorena.

Mèdici dél Vascèllo, Giàcomo (Milano 1817-Roma 1882) Patriota. Nel 1849 difese la Repubblica romana e nel 1860 fu a capo della seconda spedizione di Garibaldi in Sicilia.

Mèdici, Ànna Marìa Luìsa de' (1667-Firenze 1743) Principessa palatina. Figlia di Cosimo III de' Medici, andò sposa a Giovanni Guglielmo, elettore palatino. Fu nominata dal padre erede del granducato di Toscana, ma senza alcun effetto pratico. Morto Giovan Gastone de' Medici (1671-1737), il granducato di Toscana passò ai duchi di Lorena.

Médici, Còsimo (Firenze 1389-Careggi 1464) detto il Vecchio. Uomo politico, aiutò il padre Giovanni Bicci e sfruttò le ingenti ricchezze per proteggere artisti e letterati. A lui si deve la nascita effettiva della signoria, che egli governò mantenendo formalmente intatte le istituzioni. Durante il suo governo, Firenze crebbe come centro commerciale e industriale, oltre che come polo culturale.

Médici, Lorènzo (Firenze 1514-Venezia 1548) detto Lorenzaccio. Figlio di Pierfrancesco, uccise nel 1537 il cugino Alessandro, duca di Firenze. Fu assassinato a sua volta dai sicari di Cosimo il Grande, figlio di Alessandro. Scrisse alcune opere letterarie, come la commedia Aridosia e l'Apologia, con la quale volle giustificare il tirannicidio commesso.

Mèdici, Luìgi de' (Napoli 1759-Madrid 1830) Capo del governo napoletano dal 1816 al 1820 e dal 1821 al 1830, nel 1816, allontanato il principe di Canosa, formò il regno delle Due Sicilie.

Medicìna Comune in provincia di Bologna (12.470 ab., CAP 40059, TEL. 051). Centro agricolo (coltivazione di frutta, foraggi, frumento e barbabietole) e industriale (prodotti del vetro e mobilifici), sede di un osservatorio radioastronomico. Vi si trovano edifici risalenti al XVII e XVIII sec. Gli abitanti sono detti Medicinesi.

medicìna, sf. 1 Scienza che studia le malattie, ricercandone le cause, effettuandone la diagnosi e attuando la terapia e la prevenzione. ~ arte medica. 2 Facoltà universitaria. 3 Preparato medicinale, farmaco. ~ medicamento. 4 Tutto ciò che dà benessere. ~ panacea, balsamo.
 sf. medicine.
 lat. medicina, deriv. da medicus.
La medicina utilizza tutti i metodi di indagine della struttura e della funzionalità del corpo umano e dei suoi organi, come l'anatomia, la fisiologia, l'istologia, la biochimica e la microbiologia. Si avvale inoltre della farmacologia, per individuare sostanze chimiche in grado di agire terapeuticamente sulle malattie. La chirurgia è quella branca della medicina che si propone di curare mediante interventi operatori le malattie, o comunque le lesioni e i danni, altrimenti non curabili. La psichiatria studia le malattie mentali e le relative terapie.
Medicina alternativa
Complesso di teorie e terapie, spesso naturali, che si contrappone alla visione farmacologica della medicina tradizionale.
Medicina d'urgenza
È il complesso delle terapie e soccorsi praticati in situazioni che mettono a repentaglio la vita del paziente. Ogni branca della medicina ha il proprio settore di urgenza.
Medicina legale
È la branca della medicina che studia i rapporti tra il diritto e gli aspetti medici, in ambito assicurativo, civile o penale.
Medicina preventiva
Detta anche profilassi, si occupa di tutte quelle misure igieniche e profilattiche, tendenti alla prevenzione della malattia.
Medicina psicosomatica
Studia le relazioni tra la psiche e le malattie.
Medicina riabilitativa
Studia gli effetti invalidanti delle malattie, mirando al recupero massimo possibile della funzionalità psicofisica del soggetto invalidato.
Medicina sociale
Si occupa della prevenzione delle malattie a livello collettivo (igiene pubblica), della prevenzione e terapia delle malattie provocate dalle attività lavorative o dall'ambiente di lavoro (medicina del lavoro) e dei problemi sanitari relativi alle generazioni future (eugenetica).
Medicina sportiva
Si occupa di tutti gli aspetti medici correlati con l'esercizio di attività sportive.
Medicina veterinaria
Scienza che studia le malattie e i problemi biologici degli animali, in particolare quelli di allevamento o domestici.

medicinàle, agg. e sm. agg. Atto a sanare le malattie. ~ officinale.
sm. Farmaco con proprietà curative. ~ medicamento.
 agg. medicinal. sm. medicine, drug.

mèdico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Relativo ai medici e alla medicina. la scienza medica non aveva ancora trovato un rimedio a quella malattia.
sm. 1 Chi professa la medicina. voleva cambiare il medico di famiglia. 2 Chi cura e consola sul piano spirituale.
 agg. medical. sm. doctor.
 lat. medicus, deriv. da mederi curare.

Medico della mutua, Il Film commedia, italiano (1967). Regia di Luigi Zampa. Interpreti: Alberto Sordi, Evelyn Stewart, Bice Valori.

Medico di campagna, Il Romanzo di H. de Balzac contenuto nell'opera La commedia umana (1833).

Medico per forza, Il Commedia di Molière (1666)

medico-legàle, agg. Relativo alla medicina legale.

medico-sociàle, agg. Relativo alla medicina sociale.

medietà, sf. Condizione di ciò che è in mezzo a due cose.

medievàle, agg. 1 Che è relativo, o che appartiene, al medioevo. 2 Arretrato, retrogrado. ~ antiquato. <> attuale.
 agg. medieval.

medievalìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Studioso del Medioevo.

medievalìstica, sf. Il complesso delle scienze che studiano la civiltà medioevale.

Medìglia Comune in provincia di Milano (8.413 ab., CAP 20060, TEL. 02).

medimareòmetro, sm. Strumento atto a indicare il livello medio del mare.

Medìna Città (200.000 ab.) dell'Arabia Saudita e capoluogo della provincia omonima, nella regione dell'Hijaz. Città santa dell'Islam, vi si trasferì Maometto dopo la fuga da La Mecca (622). È diventata centro di cultura religiosa e meta di pellegrinaggio nella grande Moschea, costruita (a partire dal 703) intorno alla tomba di Maometto. Le principali risorse consistono nel commercio dei prodotti agricoli (banane, datteri, uva, frumento, orzo).

medìna, sf. La parte vecchia delle città arabe.

Medina, malattìa di => "dracunculosi"

Medina, Vicente (Archena, Murcia 1866-1937) Poeta spagnolo. Insegnante elementare in Argentina dal 1905 al 1929. La sua poesia rispecchia il mondo e i problemi degli umili. Tra le opere, Anima del popolo (1900) e Canzoni per bambini (1919).

mèdio, agg. e sm. agg. 1 Che sta nel mezzo. aveva altezza media fra i due. 2 Mediocre. 3 Che corrisponde al risultato di una media. la velocità media risultò essere molto bassa.
sm. 1 Il dito tra l'indice e l'anulare. 2 Secondo e terzo termine di una proporzione.
 agg. 1 average, mean. 2 (di statura) medium. 3 (punto di mezzo) middle. sm. middle finger.
 lat. medius.

Mèdio Oriènte Denominazione generica delle regioni dell'Asia sudoccidentale, tra il Mediterraneo e l'Afghanistan, e dell'Africa settentrionale, che furono sottomesse al dominio dell'impero ottomano (Turchia, Libano, Siria, Israele, Giordania, Iraq, Iran, stati della Penisola Arabica, Egitto e Libia). Dal secondo dopoguerra, il Medio Oriente è diventato una delle aree più instabili del mondo, per l'incrocio di diversi interessi e, soprattutto, per l'importanza strategica dei suoi giacimenti di petrolio. Le differenze religiose ed etnichea presenti nella regione mediorientale, hanno complicato poi gli assestamenti nazionali, dando origine a forti tensioni che si ripercuotono nei continui conflitti (dopo il 1948), tra gli stati arabi e il nuovo stato di Israele. In momenti diversi Egitto, Siria, Iraq, Iran e Arabia Saudita, hanno cercato di affermare la loro supremazia nella regione, sfruttando spesso le divergenze tra l'URSS e gli Stati Uniti, per ottenere il loro appoggio politico e militare determinando così, altre sanguinose guerre (guerra Iran-Iraq, guerra civile in Libano e guerra del Golfo). Nel 1992 è stata avviata dagli Stati Uniti una conferenza di pace, nella speranza di giungere a una soluzione stabile della situazione politica nella regione, con particolare riguardo ai rapporti tra Israele e gli stati arabi.

Mediobànca Nome della Banca di credito finanziario.

mediòcre, agg. 1 Che sta in mezzo. accettava quella vita mediocre, lontana dagli eccessi. 2 Modesto, inferiore alla norma. ~ scadente. <> eccellente. 3 Scadente. ~ scalcinato, misero. vendevano prodotti di mediocre qualità.
 agg. poor, mediocre.
 lat. mediocris, comp. da medius che sta nel mezzo + ocris erta.

Mediocrèdito Nome dell'Istituto centrale per il credito a medio termine a favore delle medie e piccole industrie.

mediocreménte, avv. In modo mediocre.

mediocrità, sf. invar. 1 Condizione di mediocre. ~ modestia. <> qualità. 2 Persona mediocre.
 lat. mediocritas,-atis.

mediodorsàle, agg. 1 In fonetica, di consonante che viene articolata sollevando il dorso della lingua fino alla parte centrale del palato. 2 In anatomia, posto al centro del dorso.

medioevàle e derivati => "medievale e derivati"

medioèvo, sm. Periodo storico compreso tra l'antichità classica e l'età moderna. Nello studio della storia occidentale è il periodo compreso convenzionalmente tra la caduta dell'impero romano d'occidente (476) e la scoperta dell'America (1492). Il concetto di medioevo come periodo di transizione cominciò a formarsi già nel XIV sec., ma divenne esplicito insieme al concetto di rinascimento, per opera di storici umanisti come G. B. Vico e L. Muratori, che videro in esso la negazione della bellezza e dell'equilibrio artistico classici e per opera dei riformati che identificarono il medioevo con un lungo periodo di decadenza e corruzione della chiesa (nonostante il periodo di splendore di papa Gregorio VII). Inizialmente visto come periodo di decadenza culturale, è attualmente considerato come un periodo sostanzialmente positivo, nel quale popoli respinti come barbari dall'impero romano furono comunque assorbiti nel mondo romano cristiano. Viene diviso genericamente in due periodi: alto e basso medioevo. Nel primo periodo (dal IV al IX sec.) il commercio venne gradualmente ridotto sia per mare che per terra (gli arabi paralizzarono i traffici nel Mediterraneo); le città si spopolarono e gli abitanti diminuirono; la cultura si conservò solo nei monasteri e i benedettini, specialmente, si distinsero nelle trascrizioni dei codici. Le opere classiche (Virgilio, Orazio) invece, vennero interpretate, per esempio, alla corte di Carlo Magno, secondo la mentalità medievale orientata verso il simbolismo e l'allegorismo. Il X sec. vide una modesta ripresa: le città si ripopolarono e nelle campagne si costruirono castelli. Dall'XI al XIII sec. (basso medioevo), ha inizio, con la riforma gregoriana, una nuova fase della storia medievale. La riforma, principalmente etico-religiosa, coincide con la nascita della nuova classe borghese, che nelle città si affermava attraverso i traffici e il commercio (comuni). In questo periodo l'impero diventò romano germanico, si rafforzò (Ottoni, Franconia, Svevia), nacquero i comuni, le città europee ebbero nuovo slancio, si intensificarono gli scambi commerciali e la circolazione monetaria ebbe nuovi stimoli. Nel campo artistico, si passò dallo stile romanico allo stile gotico. Il contatto con il mondo arabo, grazie alle crociate, favorì la diffusione di prodotti preziosi e dei numeri arabi. L'Italia brillò per la cultura e le arti e l'importanza di questo rinnovamento fu determinante per la nascita dell'umanesimo (Dante e Giotto ne furono i precursori). Nel XIV e XV sec. vi furono ulteriori mutamenti: i comuni vennero sostituiti dalle signorie; le città si ingrandirono; la popolazione, grazie al benessere economico e nonostante le terribili epidemie (peste), aumentò; alcune corti (Medici a Firenze, Sforza a Milano, Este a Ferrara) divennero centri di lusso e di cultura; nacque la stampa a caratteri mobili che permise le trascrizioni di manoscritti in modo più rapido e meno costoso. Con la sconfitta dei mori a Granada, e la partenza di Cristoforo Colombo sulle vie delle Indie, che portò alla scoperta delle americhe (1492), ha termine il medioevo.
 sm. pl. middle ages.
 lat. moderno medium aevum.

Medioevo prossimo venturo, Il Saggio di R. Vacca (1971).

Medioevo, Il Opera di storia di G. Volpe (1927).

Mediolanum Nome latino di alcune città di origine celtica e che significa "in mezzo alla pianura". La più famosa è Milano.

mediolatìno, agg. Che concerne la lingua latina del medioevo.

medio-leggèri Categoria della lotta comprendente lottatori tra i 67 e i 73 kg.

medioleggèro, agg. e sm. Di lottatore o pugile che rientra nella categoria precedente a quella dei medi.

medio-màssimi 1 Categoria della lotta comprendente lottatori tra i 79 e gli 87 kg.2 Categoria del pugilato comprendente atleti di peso compreso tra i 72,575 e 79,378 kg. 3 Categoria del sollevamento pesi comprendente pesisti di peso compreso tra i 75 e gli 82,5 kg.

mediomàssimo, agg. e sm. Di atleta che rientra nella categoria precedente a quella dei massimi (per la lotta, comprende gli atleti di peso tra 79 e 82 kg; per il pugilato professionistico comprende gli atleti di peso tra 72,574 e 79,378 kg).

mediopalatàle, agg. In fonetica, articolazione realizzata nella parte centrale del palato.

mediopassìvo, agg. In grammatica, termine utilizzato in riferimento alle lingue classiche.

mediorientàle, agg. Relativo al Medio Oriente.

meditabóndo, agg. Profondamente assorto in meditazioni. ~ concentrato. <> distratto.
 lat. tardo meditabundus.

meditàre, v. tr. e intr. 1 Soffermare la mente sopra una cosa. ~ elucubrare. meditò a lungo su quell'argomento prima di addormentarsi. 2 Progettare, preparare. ~ ordire. meditava di farsi una vacanza.
 v. tr. e intr. to meditate.
 lat. meditari.

meditatìvo, agg. Dedito alla meditazione.

meditàto, agg. 1 Che è stato pensato a lungo. ~ ponderato. <> estemporaneo. 2 Premeditato. ~ calcolato. <> improvvisato.

meditazióne, sf. 1 Il meditare. 2 Discorso o scritto di carattere religioso o filosofico che invita a meditare.
 sf. meditation.
 lat. meditatio,-onis.

Meditazioni cristiane e metafisiche Opera di filosofia di N. de Malebranche (1682).

Meditazioni in una situazione d'emergenza Opera di poesia di F. O'Hara (1957).

Meditazioni letterarie Opera di critica letteraria di V. G. Belinskij (1834).

Meditazioni metafisiche Opera di filosofia di R. Cartesio (1641).

Meditazioni poetiche Opera di poesia di A. de Lamartine (1820).

Meditazioni sul Chisciotte Opera di filosofia di J. Ortega y Gasset (1914).

Meditazioni sullo scorpione Prosa di S. Solmi (1972).

mediterràneo, agg. 1 Di mare posto tra terre. 2 Mare delimitato dai continenti Europa, Asia e Africa. 3 Proprio delle regioni bagnate dal Mediterraneo. 4 In medicina, febbre mediterranea (febbre di Malta). ~ brucellosi.
 agg. Mediterranean.
 lat. mediterraneus.
In geografia è un mare quasi interamente racchiuso da terre, come il mare Mediterraneo e il mar Baltico. Per analogia con il mare Mediterraneo si definisce clima mediterraneo un clima piovoso e tiepido in inverno, secco e caldo in estate, dovuto all'influenza climatica del mare.
In antropologia, razza mediterrana è il termine con cui si identifica il tipo fisico delle popolazioni neolitiche insediate intorno al bacino del Mediterraneo. I mediterranei sembra siano originari dell'Africa settentrionale: hanno cranio alto, statura media, occhi grandi, capelli e pelle scura, corporatura slanciata. Dai mediterranei ebbero origine vari popoli europei e nordafricani: iberi, liguri, sicani, libici, minoici ecc.
In botanica, con il termine macchia mediterranea viene indicata una tipica vegetazione (bosco sempreverde e macchia), che cresce in un'area limitata alle regioni intorno al mar Mediterraneo in Africa settentrionale, nella Grecia, in Sicilia e sulle coste meridionali, dove si trovano anche agrumi, uliveti, viti, palme.

Mediterraneo Film commedia, drammatico, italiano (1990). Regia di Gabriele Salvatores. Interpreti: Diego Abatantuono, Claudio Bigagli, Giuseppe Cederna.

Mediterràneo (giochi del) Insieme di gare sportive a cui partecipano le nazioni mediterranee che si svolgono ogni quattro anni, l'anno prima delle Olimpiadi. La prima edizione si è svolta in Egitto nel 1951.

Mediterràneo, màre Bacino dell'oceano Atlantico (2.505.000 km2), bagna l'Europa a nord, l'Asia a est e l'Africa a sud. La profondità massima è di 5.020 m nel mar Ionio, la distanza tra le coste siro-albanesi e lo stretto di Gibilterra a ovest è di circa 3.800 km, la temperatura media è di 12 °C, mentre la salinità media è del 38% con la sua massa d'acqua influenza notevolmente il clima delle regioni che vi si affacciano ed è soggetto a forte evaporazione sia perché è un mare chiuso, sia per la scarsità delle precipitazioni e delle acque apportate dagli affluenti. Fra questi si annoverano il Nilo, il Tevere, il Po, l'Adige, il Rodano, l'Ebro. Comunica con l'oceano Atlantico attraverso lo stretto di Gibilterra, con il mar Rosso attraverso il canale di Suez e con il mar di Marmara attraverso lo stretto dei Dardanelli. Attraverso lo stretto di Gibilterra si ha un notevole reintegro di massa d'acqua, a minore salinità e più fredda, così come attraverso lo stretto dei Dardanelli. La caratteristica di mare chiuso, la forte evaporazione, lo scarso apporto di acque dolci, le scarse precipitazioni si affiancano alla densità di popolazione costiera e allo sfruttamento della pesca che contribuiscono all'impoverimento del Mediterraneo; l'inquinamento e l'eutrofizzazione delle acque costiere ne sono testimonianza. Il canale di Sicilia, tra Sicilia e Tunisia, permette di distinguere due bacini, uno orientale e uno occidentale. Il bacino orientale comprende i bacini secondari del mar Ionio, mar Adriatico, mar della Sirte e mar Egeo e le isole Cipro, Creta, Egee, Ioniche e Dalmate. Il bacino occidentale comprende i bacini secondari del mar delle Baleari, mar Ligure e mar Tirreno e le isole Corsica, Sardegna, Sicilia e gli arcipelaghi Toscano e delle Baleari. Nel mar Mediterraneo si protendono le penisole iberica, italica, balcanica e anatolica. I principali porti sono Barcellona, Marsiglia, Genova, Napoli, Venezia, Trieste, Bari, il Pireo, Beirut, Alessandria e Algeri. Storicamente il mar Mediterraneo fu il centro della nascita della cultura occidentale, che si formò intorno alle sue sponde. La civiltà egizia nacque sulle sponde del Nilo nella penisola anatolica si svilupparono le civiltà dei sumeri, degli assiro-babilonesi e dei persiani. Dopo il periodo di predominio sul mare da parte dei cretesi, intorno al 1000 a. C., il mar Mediterraneo occidentale era dominato dai cartaginesi, originari di un'antica colonia fenicia, mentre il mar Mediterraneo orientale era dominato dai greci e dalle loro colonie. Sfumato, con la sua morte, l'impero di Alessandro Magno, si impose la potenza di Roma, con la costruzione dell'impero romano. La crescita dell'influenza araba e le imprese delle crociate diedero nuovo impulso ai traffici commerciali, che subirono però un grave contraccolpo quando il traffico commerciale verso le Indie fu deviato verso la circumnavigazione dell'Africa e dopo la scoperta dell'America, con lo sviluppo delle potenze industriali del Nordeuropa. Neanche la realizzazione del canale di Suez, pur importante per il traffico verso l'oriente e verso l'Asia meridionale, riuscì a restituire al mar Mediterraneo l'importanza rivestita in passato.

mèdium, sm. e sf. invar. 1 Nel linguaggio degli spiritisti, chi può fare da mediatore tra i vivi e gli spiriti dei morti.
2 Ciascuno dei mass media. 3 Mezzo espressivo nella comunicazione visiva.

Medium è il messaggio, Il Opera di sociologia di H. M. McLuhan (1967).

Medium, La Opera in cinque atti di G. C. Menotti (New York, 1946).

mèdo, agg. e sm. agg. 1 Relativo all'antica popolazione dei medi. 2 Appartenente al popolo dei medi. 3 Che si riferisce alla regione che era abitata dai medi. ~ medico.
sm. 1 Appartenente all'antico popolo dei medi. 2 Lingua della famiglia iraniana che era parlata dai medi.

Médoc Regione della Francia, tra il fiume Gironda, l'oceano Atlantico e le Landes.

Medolàgo Comune in provincia di Bergamo (1.606 ab., CAP 24030, TEL. 035).

Médole Comune in provincia di Mantova (3.222 ab., CAP 46046, TEL. 0376).

Medólla Comune in provincia di Modena (5.481 ab., CAP 41036, TEL. 0535).

Medràno, Emìlio Giròlamo (1849-1912) Acrobata, clown e fondatore nel 1897 dell'omonimo circo francese.

Medràno, Jérome (1907-) Direttore dell'omonimo circo e figlio di Emilio Girolamo, tra il 1928 e il 1963 riportò il circo al suo antico splendore.

medulloblastòma, sm. Neoformazione embrionaria invasiva che si origina nel cervelletto e nel IV ventricolo dei bambini.

Medullosàcee Famiglia di pteridosperme medullosali fossili che vivevano nel Carbonifero e nel Permiano e che avevano ampie fronde falciformi polliniche e fusti il cui diametro raggiungeva il mezzo metro di larghezza.

Medùna di Livènza Comune in provincia di Treviso (2.425 ab., CAP 31040, TEL. 0422).

Medùno Comune in provincia di Pordenone (1.770 ab., CAP 33093, TEL. 0427).

Medùsa Essere mitologico greco, la sola delle tre Gorgoni a essere mortale. Bellissima fanciulla, fu trasformata da Atena in essere spaventoso, con serpenti come capelli e il potere di tramutare in pietra chiunque la guardasse negli occhi. Perseo la uccise e dal suo corpo nacquero due cavalli, Pegaso e Crisaore.

medùsa, sf. Forma mobile sessuata dei Celenterati marini, avente corpo ombrelliforme, trasparente e in alcuni casi luminescente, dotato di filamenti pensili e urticanti per la cattura del cibo.
 sf. jellyfish.

Medvedev, Roj A. (Tbilisi 1925-) Storico russo. Tra le opere Lo stalinismo (1972).

Medvedkin, Aleksandr Ivanovic (Penza 1900-Mosca 1989) Regista cinematografico russo. Diresse La felicità (1934) e La ragazza dei miracoli (1937).

Meerut Città (417.000 ab.) dell'India, nell'Uttar Pradesh.

meeting, sm. invar. 1 Convegno. ~ riunione. 2 Incontro sportivo.

meeting point, loc. sost. m. invar. Punto di incontro.

mèfio, sm. Apporto economico del marito nel matrimonio longobardo.

Mefistòfele Personaggio demoniaco di una leggenda tedesca a cui Faust vende la propria anima in cambio dell'eterna giovinezza.
Mefistofele
Opera in un prologo, quattro atti e un epilogo di A. Boito, libretto proprio (Milano, 1868).

mefistofèlico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo a Mefistofele. 2 Satanico, maligno. ~ demoniaco.

mefìte, sf. Aria irrespirabile e nauseabonda prodotta da acque putride.

mefìtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Fetido, malsano. ~ maleodorante. <> aulente, odoroso. 2 Corrotto. ~ perfido.

mega- 1 In metrologia, prefisso di unità di misura che ne moltiplica il valore per 106 e indicato dal simbolo M. 2 Primo elemento di parole composte.
 greco mégas grande.

megabyte, sm. invar. Multiplo del byte, corrispondente a circa un milione di byte.

megacariocìto, sm. Cellula gigante del midollo osseo da cui derivano le piastrine del sangue.

megacefalìa, sf. Macrocefalia.

megacèfalo, sm. Individuo fornito di un cranio eccessivamente sviluppato rispetto al corpo.

megaceros, sm. invar. Genere di grandi Mammiferi Artiodattili dalle corna molto estese (fino a 3 m), appartenenti alla famiglia dei Cervidi, che vissero in Europa, Asia e Africa settentrionale durante il Quaternario.

Megachiròtteri Sottordine di Mammiferi Chirotteri, originari di Asia, Africa e Australia, a cui appartengono la famiglia degli Arpionitteridi, quella dei macroglossidi e quella degli pteropidi. Comprende i grandi pipistrelli frugivori.

megacìclo, sm. Unità di frequenza pari a un milione di periodi al secondo.

megacòlon, sm. invar. Dilatazione e ispessimento delle pareti del colon unita. Solitamente provoca stitichezza.

Megadermàtidi Famiglia di pipistrelli Microchirotteri con ampie orecchie, privi di incisivi superiori e con coda assente o mancante, detti anche falsi vampiri. Vivono in Asia, Africa e Australia.

megaencefalìa, sf. Abnorme sviluppo del cervello.

megàfono, sm. Strumento a forma di imbuto, utilizzato per amplificare la voce a breve distanza, munito a volte di microfono e altoparlante.
 sm. megaphone.

megagalàttico, agg. (pl. m.-ci) Molto grande, enorme.

megahertz, sm. invar. Unità di misura della frequenza, pari a 106 Hz e di simbolo MHz.

megalèppo, sm. => "ciliegio di Santa Lucia"

megalèsie, o megalènsie, sf. pl. Antiche feste in onore di Cibele istituite nel 204 a. C. in vigore fino alla caduta dell'impero.

megalìte, sm. Monumento preistorico costituito da grossi blocchi di pietra.

megalìtico, agg. (pl. m.-ci) Costituito da enormi blocchi di pietra.

megalo- Primo elemento di parole composte che nella terminologia scientifica significano grande.

megalocìto, sm. Globulo rosso di dimensioni superiori al normale.

megalòmane, agg., sm. e sf. Che, o chi, è affetto da megalomania, da mania di grandezza. ~ presuntuoso.

megalomanìa, sf. Mania di grandezza. ~ presunzione.

megalòpoli, sf. invar. Città con un grande sviluppo urbanistico e demografico.

megalops, sm. invar. Genere di Pesci elopiformi aventi corpo allungato e colorazione argentea. Appartiene alla famiglia dei Megalopidi.

megalosàuro, sm. Genere di giganteschi dinosauri teropodi diffusi in Africa ed Europa tra il Giurassico e il Cretaceo. Appartiene alla famiglia dei Megalosauridi.

Megalòtteri Sottordine di Insetti neurotteri cui appartengono le famiglie dei sialidi e dei coridalidi.

megaòhm, sm. invar. Unità di misura di resistenza elettrica equivalente a 106 ohm che ha per simbolo M.

Megapòdidi, o Megapodìidi Famiglia di Uccelli galliformi di grosse dimensioni aventi robuste zampe con dita prensili. Vivono in Malesia e in Australia.

Mégara Città (21.000 ab.) della Grecia, in Attica, e porto sul golfo omonimo. Di origini doriche, raggiunse il massimo splendore nel VII e VI sec. a. C., fondando colonie in Sicilia, Megara Iblea e in Asia minore. Nel IV sec. a. C. fu sede della scuola filosofica megarica. In epoca imperiale divenne colonia romana e fu distrutta dai visigoti nel 395. Sotto la dominazione turca ne iniziò la decadenza, fino a diventare un modesto villaggio.

Mégara Iblèa Colonia fondata nel VII sec. a. C. da coloni di Megara, in Sicilia, tra Lentini e Siracusa. Fondò a sua volta Selinunte. Nel V sec. a. C. fu conquistata da Gelone di Siracusa e poi distrutta. Rinata nel III sec. a. C., fu distrutta definitivamente dal console Marcello. Importanti i resti archeologici portati alla luce, dal villaggio di epoca neolitica, ai templi del VI sec. a. C., alla cinta muraria e agorà del IV e III sec. a. C.

megàrico, agg. e sm. 1 Relativo alla città di Megara o alla Megaride. 2 Appartenente o seguace della scuola di Megara.

mégaron, sm. invar. Stanza principale della casa descritta nei poemi omerici e utilizzata in seguito come pianta dei primi tempi greci.

megasclère, sf. pl. Elementi dello scheletro delle spugne formati da calcite, opale e spongina.

Megasecòtteri Ordine di Insetti carnivori diffusi nel Carbonifero e nel Permiano.

megasìsmo, sm. Definizione che alcuni sismologi danno per indicare un terremoto di grandi proporzioni.

megatèrmo, agg. Riferito a un organismo vegetale che ha bisogno di una temperatura media superiore ai 20° per svilupparsi.

mègaton, sm. invar. Unità di misura di una bomba o di un proiettile nucleare; è il rapporto tra l'energia prodotta dall'esplosione nucleare con quella generata da 106t di trinitrotoluene, più noto con il nome di TNT.

megàttera Genere di Cetacei misticeti appartenenti alla famiglia dei Balenotteridi, lunghi circa 15 m con pinne pettorali strette e falciformi. Da ricordare la Megaptera novae-angliae, specie protteta in quanto oggetto in passato di cacce spietate.

megèra, sf. Donna vecchia, brutta e cattiva. ~ arpia.

Megèra In greco Mégaira. Personaggio mitologico, una delle Erinni.

Megerda Fiume (365 km) dell'Africa settentrionale. Nasce in Algeria dai monti omonimi e sfocia nel mar Mediterraneo.

Megève, ex Mégève Centro francese nell'Alta Savoia tra le valli d'Arly e dell'Arve, vicino al monte Bianco, famosa per le sue stazioni turistiche invernali.

Meghalaya Stato (1.761.000 ab.) dell'India nordorientale, al confine con il Bangladesh. Capitale Shillong.

Meghna Fiume (360 km) del Bangladesh. È formato dal fiume Kalni e sfocia nel golfo del Bengala.

Megliadìno San Fidènzio Comune in provincia di Padova (1.858 ab., CAP 35040, TEL. 0429).

Megliadìno San Vitàle Comune in provincia di Padova (2.072 ab., CAP 35040, TEL. 0429).

mèglio, agg., avv. e sm. agg. compar. invar. Più buono, migliore. gli sembravano meglio i loro compiti dei suoi.
avv. In modo migliore o più soddisfacente. poteva vedere che stava meglio dopo aver messo definitivamente alle spalle quella brutta avventura.
sm. invar. La cosa o la parte migliore. sceglieva sempre il meglio per i suoi figli.
 avv. e agg. 1 best, better. 2 (fare il meglio possibile) to do one's best. 3 (avere la meglio) to get the better of it.
 lat. melius, da melior,-oris migliore.

Meglio gioventù, La Opera di poesia di P. P. Pasolini (1954).

Meglio un mercoledì da leone ... Film comico, americano (1946). Regia di Preston Sturges. Interpreti: Harold Lloyd, Frances Ramsden. Titolo originale: Mad Wednesday

mehari, sm. invar. Varietà di dromedari domestici dell'Africa centrosettentrionale addestrati per le corse veloci. Cavalcatura tipica dei Tuareg, possono ricoprire fino a 200 km.

meharìsta, sm. (pl. m.-i) Soldato coloniale montato su dromedario.

Mehedinti Distretto (334.000 ab.) della Romania, al confine con la Federazione iugoslava e la Bulgaria. Capoluogo Drobeta-Turnu Severin.

Mehmet Ali (Kavála 1769-Il Cairo 1849) Ufficiale ottomano. Di origine albanese, nel 1805 eliminò i mamelucchi dall'Egitto, divenendone pascià fino al 1948 e tentando di renderlo nazione indipendente dall'impero ottomano.

Mehta, Zubin (Bombay 1936-) Direttore d'orchestra indiano. Dal 1972 al 1992 ha diretto la New York Philharmonic Orchestra. Nel 1995 è stato nominato (con decorrenza dal 1998) direttore della Bayerische Stratsoper di Monaco di Baviera.

Mei Lan Fang (1894-1961) Attore cinese. Fu specializzato in parti femminili.

Mèi, Stèfano (La Spezia 1963-) Atleta italiano. Ha vinto la medaglia d'oro nei 10.000 m. e quella d'argento nei 5.000 m agli Europei di Stoccarda del 1986. Nel 1990 è stato terzo nei 10.000 ai mondiali di Spalato.

Meibom, Heinrich il Giovane (Lubecca 1638-Helmstedt 1700) Medico. Per primo descrisse le ghiandole situate nelle palpebre, analoghe a quelle sebacee, dando loro il suo nome.

Mèina Comune in provincia di Novara (2.089 ab., CAP 28046, TEL. 0322).

Meinecke, Friedrich (Salzwedel, Magdeburgo 1962-Berlino 1954) Storico e filosofo tedesco. Tra le opere Le origini dello storicismo (1936) e L'idea della ragion di stato nella storia moderna (1942).

meio- Primo elemento di parole composte che nella terminologia scientifica significano minore, dal greco mêion.

meiopragìa, sf. Stato in cui si trova un organo in seguito a un'insufficienza funzionale.

meiòsi, sf. Processo di divisione cellulare nel quale una cellula diploide, con corredo cromosomico normale, si divide anzitutto in due cellule, anch'esse diploidi, per duplicazione dei cromosomi, e quindi in quattro cellule aploidi, con corredo cromosomico dimezzato. È caratteristica di tutti gli organismi superiori a riproduzione sessuata e negli animali superiori è caratteristica della gametogenesi, nella quale spermatozoo e ovocellula hanno entrambi numero cromosomico dimezzato. I gameti fondono i cromosomi con la fecondazione e il nuovo individuo ha quindi il corredo cromosomico normale tipico della propria specie.
 greco mèiosis diminuzione.

meiospòra, sf. Spora aploide generata da un processo di meiosi.

meiostàgmico, agg. (pl. m.-ci) Riferito a una reazione sierologica che consiste nella diminuzione della tensione superficiale di un siero posto a contatto con il suo antigene.

meiòtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a meiosi.

Meir, Golda (Kiev 1898-Gerusalemme 1978) Golda Meyrson Mabovitz, divenuta Meir nel 1956. Politico israeliano. Di ideologia laburista, iniziò la carriera politica come membro del comitato provvisorio del governo israeliano nel 1948. Fu poi ambasciatore d'Israele in Unione Sovietica e quindi, nel 1966, segretario generale del Mapai. Fu primo ministro dal 1969 al 1974, quindi in seguito alla guerra del Kippur (1974) si dimise.

Meissner, Georg (Hannover 1829-Gottinga 1905) Anatomista tedesco. Per primo descrisse gli omonimi corpuscoli del tatto.

Meissonier, Jean-Louis-Ernest (Lione 1815-Parigi 1891) Pittore francese. Tra le opere Barricata, rue de la Mortellerie (1848, Parigi, Louvre) e Napoleone III alla battaglia di Solferino (1863, Parigi, Louvre).

Meit, Conrad (Worms ca. 1480-Anversa? 1550/1551) Scultore tedesco. Tra le opere Tomba di Margherita di Borbone (1526-1531, Bourg-en-Bresse, Certosa di Brou).

Meknès Città (320.000 ab.) del Marocco, capoluogo della provincia omonima.

Mekong Fiume dell'Asia sudorientale (4.500 km di lunghezza, bacino di 810.000 km2). Nasce in Cina, con il nome di Za Qu, nel Qinghai. Entra nell'Indocina, della quale rappresenta il fiume principale: divide il Laos dalla Birmania e parzialmente dalla Thailandia. Attraversa poi la Cambogia e il Viet Nam, con un ampio delta (70.000 km2) che si apre nel mar Cinese meridionale. Risente del clima monsonico, con frequenti piene.

Mel Comune in provincia di Belluno (6.393 ab., CAP 32026, TEL. 0437).

méla, sf. 1 Frutto del melo. odiava reggere in mano il torsolo della mela. 2 Oggetto simile a una mela. il suo viso sembrava una mela rosa.
 sf. 1 apple. 2 (cotogna) quince. 3 (renetta) rennet.
 lat. volg. melum, dal greco attico mèlon.
Dalle uova fino alle mele. Era comune presso i Romani cominciare il pranzo con le uova e finirlo con mele e altra frutta.

Mèla, Pompònio (I sec.) Geografo romano. Di origine spagnola, scrisse De chorographia.

melafìro, sm. Roccia eruttiva effusiva basica ancora più antica del basalto.

melagràna, sf. Frutto del melograno.
 sf. pomegranate.

melalgìa, sf. Dolore localizzato agli arti.

melammìna, sf. Trimero ciclico della cianammide utilizzato come materia prima nell'industria dei polimeri.

melampìro, sm. Genere di piante erbacee emiparassite diffuse anche in Italia come l'erba volpina e il Melampyrus pratense. Appartiene alla famiglia delle Scrofulariacee.

Melampsoràcee Famiglia di Funghi Basidiomiceti parassiti che hanno la particolarità di presentare le teleutospore sessili. Appartiene all'ordine delle Uredinali.

melanconìa, sf. Disturbo psichico dell'affettività che presenta una depressione endogena; colpisce in media l'1% della popolazione e si manifesta generalmente prima dei 40 anni. Si associa a manie nelle forme maniaco-depressive e si manifesta con una esagerata manifestazione di sentimenti spiacevoli e tristi.

Melanconiàli Ordine di Funghi imperfetti appartenenti alla famiglia delle Melanconiacee con più di seicento specie.

melancònico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo alla melanconia. 2 Malinconico.

Melàndri, Maddaléna (Fusignano 1943-) Saggista. Tra le opere L'infamia originaria (1977) e Come nasce un sogno d'amore (1988).

Melanèllidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi Prosobranchi in possesso di un solo ctenidio. Appartiene all'ordine dei Monotocardi.

Melanèsia Una delle tre parti geografiche dell'Oceania (4.700.000 ab., 967.000 km2). Si estende, nel Pacifico occidentale, dall'equatore al tropico del Capricorno e comprende varie isole e arcipelaghi: Nuova Guinea, Bismarck, Salomone, Santa Cruz, Vanuatu, Nuova Caledonia, Lealtà e Figi. La vetta più alta è il monte Jaya (5.030 m) nella Nuova Guinea, mentre la massima profondità del mare si trova a ovest delle isole Salomone, nell'abisso Planet (9.141 m). La popolazione è costituita da melanesiani, popoli che presentano caratteristiche comuni, come i capelli crespi, la carnagione scura, la pelosità del corpo e la statura medio-bassa. La società ha organizzazione matrilineare e struttura gerarchizzata. Importanti le cerimonie rituali e il culto dei defunti.

mélange, sm. invar. Mescolanza di colori.

melànico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla melanina.

melanìna, sf. Pigmento bruno e nero, derivato della tiroxina, con peso molecolare elevato, presente in forma di granuli nel capello, nell'epidermide, nei peli e nella retina. Si localizza anche nell'iride, nella coroide e in alcuni tumori. La sua mancanza è la causa dell'albinismo.

melanìsmo, sm. Mutazione recessiva che si presenta con una pigmentazione nera dei tegumenti.
Melanismo industriale
Mutazione, che consiste nella comparsa di mutanti melanici, che possono subire le farfalle di alcune zone industriali.

melanìte, sf. Minerale di colore nero contenente titanio.

melanodèrma, sm. Riferito a tipi umani con pelle scura.

melanodermìa, sf. Pigmentazione scura della pelle.

melanoleucodèrma, sm. Cambiamento della pigmentazione cutanea che si manifesta con macchie chiare e scure.

melanòma, sm. Termine medico che designa genericamente tutte le forme neoplastiche che si sviluppano da cellule elaboratrici di melanina. Poiché il melanoma insorge generalmente su un neo esistente fin dalla nascita, è consigliabile effettuare controlli periodici di tali nei, soprattutto se di grandi dimensioni, procedendo all'asportazione chirurgica nei casi dubbi. Talvolta il melanoma si sviluppa autonomamente, presentandosi come una chiazza che si estende lentamente e che provoca prurito e tende a cambiare colore e a divenire rilevata. La mancata asportazione di un melanoma consente alla neoplasia di evolversi alla fase invasiva, provocando metastasi nelle linfoghiandole e, attraverso gli apparati linfatico e sanguigno, in tutto l'organismo.
L'età del paziente, la localizzazione (il melanoma insorge specialmente in età adulta, generalmente localizzato sul dorso, nell'uomo, e agli arti inferiori, nella donna) e le caratteristiche evolutive consentono di formulare il sospetto diagnostico con una certa tempestività.

melanterìte, sf. Solfato idrato di ferro formato per ossidazione della pirite, da cui il colore grigio nerastro.

Melantóne, Filìppo (Bretten 1497-Wittenberg 1560) Umanista e riformatore tedesco. Il vero nome è Philipp Schwarzerd. Collaborò con Lutero, pubblicando i Loci communes rerum theologicarum (1521), testo fondamentale della teologia protestante. Nel 1530 scrisse la Confessione di Augusta. Alla morte di Lutero, guidò il protestantesimo, pur scontrandosi con i calvinisti e luterani più integralisti. Importante il contributo filosofico (Compendio di filosofia morale, 1538). Si occupò anche della riforma dell'università in Germania, ottenendo il titolo di praeceptor Germaniae.

melanzàna, sf. Pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee, dai frutti commestibili, di colore violaceo.
 sf. aubergine.

Melàra Comune in provincia di Rovigo (2.055 ab., CAP 45037, TEL. 0425).

melarància => "arancia"

melaràncio, sm. Altro nome dell'arancio dolce.

melàrio, sm. Parte dell'arnia dove viene depositato il miele.

melàsma, sm. Termine medico che designa macchie brunastre e irregolari presenti sugli arti inferiori di pazienti anziani.

melàssa, sf. Sciroppo che si ricava dalle barbabietole e dalla canna da zucchero.

Melastomatàcee, o Melastomàcee Famiglia di piante erbacee diffuse nelle regioni tropicali e subtropicali. Appartiene all'ordine delle Mirtali con circa duecento generi.

melàta, sf. Sostanza zuccherina secreta da piccoli insetti parassiti delle piante o prodotta dalle piante stesse.

melàto, agg. 1 Condito con miele. 2 Dolce, mellifluo.

Melàto, Marìa (Reggio Emilia 1885-Forte dei Marmi 1950) Attrice teatrale. Interpretò Andreev, Pirandello e D'Annunzio.

Melàto, Mariàngela (Milano 1943-) Attrice teatrale e cinematografica. Interpretò per il teatro Orlando Furioso (L. Ronconi 1968), Il caso di Alessandro e Maria (1982), Vestire gli ignudi (1986) Medea (1987), Un tram chiamato desiderio (1993), L'affare Makropulos (1994) e Tango barbaro (1994); per il cinema Mimì metallurgico ferito nell'onore (1972), Segreti segreti di Bertolucci (1985), Notte d'estate di Wertmüller (1986), Mortacci (1988) e La fine è nota (1992).

Melàzzo Comune in provincia di Alessandria (1.100 ab., CAP 15010, TEL. 0144).

Melbourne Città (3.002.000 ab.) dell'Australia e capitale dello stato di Victoria, situata alla foce del fiume Yarra, sulla baia di Port Phillip. Importante porto mercantile, centro commerciale, finanziario, industriale e culturale. Le principali risorse sono le industrie meccaniche (automobilistiche, cantieristiche e aeronautiche), delle materie plastiche, alimentari, chimiche, petrolchimiche, metallurgiche, del tabacco. La città è inoltre grande mercato della lana e dell'allevamento e nelle sue vicinanze si trovano ricchi giacimenti auriferi. Fu fondata nel 1835 da alcuni coloni provenienti dalla Tasmania che la chiamarono Dootigala; nel 1837 prese il nome attuale, dal primo ministro inglese dell'epoca, e fu capitale dell'Australia dal 1901 al 1927.

Melchiòrre Personaggio biblico, uno dei tre re magi.

Melchìsedec Personaggio biblico, re di Shalem e sacerdote, benedisse Abramo tornato vincitore dalla Mesopotamia e offrì a Dio pane e vino in ringraziamento.

melchìta, agg. Cattolico di rito bizantino ma di lingua araba.

Mèldola Comune in provincia di Forlì (9.057 ab., CAP 47014, TEL. 0543).

Méle Comune in provincia di Genova (2.764 ab., CAP 16010, TEL. 010).
Mele
Promontorio della costa ligure di Ponente, tra Laigueglia e Diano Marina.

Meleagridìdi Famiglia di Uccelli galliformi cui appartengono i tacchini.

meleagrìna, sf. Ostrica perlifera.

Meleàgro Personaggio mitologico, figlio di Eneo a Altea e re di Calidone. Artemide mandò un cinghiale a devastare le sue terre, ma egli lo uccise e ne donò le spoglie alla sua amata, Atalanta.

Melegnàno Comune (17.000 ab., CAP 20077, TEL. 02) della provincia di Milano, sul fiume Lambro. Le principali risorse sono le industrie alimentari (casearie), tessili, chimiche, elettrotecniche e argentiere. Nell'alto medioevo, con il nome di Marignano, fu borgo fortificato e venne distrutto nel 1239 da Federico II. Ricostruito nel 1245 dai milanesi, entrò a far parte del dominio dei Torriani e poi dei Visconti. Nel 1515 Massimiliano Sforza vi fu sconfitto dai veneziani e dal loro alleato il re di Francia Francesco I. Con il trattato di Noyon che pose fine alla guerra, Melegnano divenne possedimento francese. Durante la seconda guerra d'indipendenza, nel 1859, i francesi vi sconfissero gli austriaci.

melèna, sf. Fuoriuscita di feci nere causata dalla quantità di sangue presente nell'intestino.

Melendùgno Comune in provincia di Lecce (8.789 ab., CAP 73026, TEL. 0832).

melensàggine, sf. 1 L'essere melenso. 2 Atto o detto da melenso.

melensaménte, avv. In modo melenso.

melènso, agg. e sm. 1 Tardo nell'intendere e nel muoversi. 2 Insulso, insipido. ~ sciocco.
 agg. e sm. stupid, dull.

Meléti Comune in provincia di Lodi (477 ab., CAP 20070, TEL. 0377).

meléto, sm. Terreno coltivato a mele.

Mèlfi Comune (16.000 ab., CAP 85025, TEL. 0972) in provincia di Potenza. Le principali risorse sono rappresentate dall'agricoltura (cereali, uva, olive), dalle industrie alimentari collegate e dall'industria automobilistica. Nel medioevo fiorì dopo la conquista normanna del 1041, e nel 1089 vi si tenne un concilio generale, sotto papa Urbano II. Federico II di Svevia vi fondò una famosa scuola e lo elesse a residenza estiva.

Méli, Giovànni (Palermo 1740-1815) Poeta. Tra le opere La bucolica (1762-1772) e Poesie siciliane (1787).

Meliàcee Famiglia di piante arbustacee diffuse nelle regioni tropicali e subtropicali. La maggior parte fornisce un legno di ottima qualità. Appartiene all'ordine delle Terebintali.

Meliantàcee Piccola famiglia di piante legnose ed erbacee diffuse solo in Africa. Appartiene all'ordine delle Terebintali.

melibiòsio, sm. Disaccaride ottenuto per idrolisi incompleta del trisaccaride raffinosio.

mèlica, sf. Poesia lirica con accompagnamento musicale.
 greco melikè.

mèlico, agg. (pl. m.-ci) Musicale, lirico.

Melicuccà Comune in provincia di Reggio Calabria (1.214 ab., CAP 89020, TEL. 0966).

Melicùcco Comune in provincia di Reggio Calabria (5.063 ab., CAP 89020, TEL. 0966).

Méliès, Georges (Parigi 1861-1938) Regista e produttore francese. Diresse Il viaggio sulla luna (1902), Il viaggio attraverso l'impossibile (1904), I 400 scherzi del diavolo (1906) e La conquista del Polo (1912).

Melifàgidi Famiglia di piccoli passeri australiani.

mèliga, sf. 1 Saggina. 2 Granturco.

melilìte, sf. Alluminosilicato di sodio, calcio, alluminio e magnesio presente in rocce effusive basiche e in calcari metamorfici.

Melilla Città (12,3 km2, ca. 54.000 ab.) sulla costa marocchina del mar Mediterraneo. Costituisce una enclave spagnola ed è sede di un importante presidio militare, data la sua posizione, un tempo strategica, in prossimità di Gibilterra.
È un attivo centro portuale e commerciale, sede di industrie cantieristiche e alimentari.

Melìlli Comune in provincia di Siracusa (11.656 ab., CAP 96010, TEL. 0911). Centro agricolo (coltivazione di olive e agrumi) e industriale (prodotti chimici, metalmeccanici e raffinerie di petrolio). Gli abitanti sono detti Melillesi.

melilòto, sm. Genere di piante erbacee annue e biennali diffuse in Europa, Asia e Africa. Tra le specie più note si ricordano il Melilotus officinalis e il Melilotus alba o trifoglio di Buchara. Appartiene alla famiglia delle Papilionacee.

melìna, sf. Nello sport, gioco ostruzionistico praticato per perdere tempo.

melinìte, sf. Esplosivo a base di acido picrico.

melioidòsi, sf. Malattia tropicale causata dal batterio Pseudomonas pseudomallei trasmesso da roditori e da alcuni insetti.

melìsma, sm. (pl.-i) Nel canto gregoriano, fioritura melodica che utilizza più note su un'unica vocale del testo.

melìssa, sf. Pianta appartenente alla famiglia delle Tubiflorali, dalle cui foglie odorose si estrae un'essenza dalle proprietà rilassanti.
 sf. lemon verbena.

Melìssa Comune in provincia di Crotone (4.683 ab., CAP 88070, TEL. 0962).

Melissàno Comune in provincia di Lecce (7.124 ab., CAP 73040, TEL. 0833).

melìssico, agg. (pl. m.-ci) Riferito a un alcool che si trova nella cera d'api come estere dell'acido palmitico.

melitaea, sf. invar. Genere di Insetti Lepidotteri eteroneuri. Appartiene alla famiglia dei Ninfalidi.

melitemìa, sf. Presenza patologica di zucchero nel sangue.

melitènse, agg. e sm. Riferito all'isola di Malta.

Melìto di Nàpoli Comune in provincia di Napoli (20.095 ab., CAP 80017, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi e frutta) e industriale (prodotti dell'abbigliamento, alimentari, chimici e del vetro). Gli abitanti sono detti Melitesi.

Mèlito di Pòrto Sàlvo Comune in provincia di Reggio Calabria (10.727 ab., CAP 89063, TEL. 0965). Centro agricolo (coltivazione di agrumi), turistico (balneazione) e industriale (produzione di essenza di bergamotto). Nel 1860, dopo aver conquistato la Sicilia, vi sbarcò Garibaldi. Gli abitanti sono detti Melitesi.

Melìto Irpìno Comune in provincia di Avellino (2.106 ab., CAP 83030, TEL. 0825).

Melitopol Città (177.000 ab.) dell'Ucraina, nella provincia di Zaporozje.

melittànte, agg. Relativo a quelle piante che possiedono fiori ricchi di nettare, per cui risultano molto appetiti dalle api.
 dal greco mélitta, ape.

melittofilìa, sf. Impollinazione effettuata dalle api.

Melizzàno Comune in provincia di Benevento (1.924 ab., CAP 82030, TEL. 0824).

Melk Centro dell'Austria Inferiore (5.000 ab.) situato alla destra del Danubio, famosa per l'abbazia bizantina.

Mell, Max (Marburgo, Stiria 1882-Vienna 1971) Drammaturgo austriaco. I temi prevalenti dei suoi lavori sono di carattere religioso. Tra le opere per il teatro Das Apostelspiel (La rappresentazione degli apostoli, 1923) e Das Nachfolge-Christi-Spiel (La rappresentazione dell'imitazione di Cristo, 1927).

Mèlla Fiume (96 km) della Lombardia. Nasce presso il passo del Maniva e confluisce nel fiume Oglio.

mellah, sm. invar. Nel Maghreb, quartiere abitato da ebrei.

Mèlle Comune in provincia di Cuneo (455 ab., CAP 12020, TEL. 0175).

mèlleo, agg. Che ha il sapore del miele.

Mèlli, Robèrto (Ferrara 1885-Roma 1958) Scultore. Tra le opere Mia moglie (1913, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna) e Signora con cappello nero (1913, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna).

mellìfero, agg. Che dà miele.

mellificàre, v. intr. Fare il miele.

mellificazióne, sf. La produzione del miele da parte delle api.

mellifluaménte, avv. In modo mellifluo.

mellifluità, sf. L'essere mellifluo.

mellìfluo, agg. 1 Da cui scorre miele. ~ melenso. 2 Dolce come il miele, ma in realtà ipocrita e falso. ~ adulatorio.
 agg. honeyed, sugary.

mellìte, sf. Sostanza organica minerale che si trova nei giacimenti di carbone. Si presenta in piccoli cristalli tetragonali colore del miele.
 lat. mel, mellis miele.

mellìto, sm. In farmacia, preparato contenente miele anziché zucchero.

mellìvora, sf. Genere di Mammiferi mustelidi carnivori africani che comprende l'unica specie Mellivora capensis (tasso del miele o ratele) caratterizzata da arti e coda corti e unghie molto robuste.

Mèllo Comune in provincia di Sondrio (965 ab., CAP 23010, TEL. 0342).

mellonàggine, sf. Azione stupidaggine. ~ sciocchezza.

Mellóni, Macedònio (Parma 1798-Portici 1854) Fisico. Compì importanti studi sull'irraggiamento del calore utilizzando coppie termoelettriche da lui create.

mellotron, sm. invar. Strumento musicale elettronico a tastiera con il quale si possono riprodurre i suoni di quasi tutti gli strumenti, mediante registrazione memorizzata degli stessi.

mèlma, sf. 1 Terra intrisa d'acqua, lasciata da piene o alluvioni. ~ fanghiglia. 2 Mota, fango. ~ limo. 3 Cosa o persona ripugnante.
 sf. 1 slime. 2 (fango) mire, mud.
 longob. melm.

melmosità, sf. L'essere melmoso.

melmóso, agg. Pieno di melma. ~ fangoso.
 agg. 1 slimy. 2 (fangoso) muddy.

Melnàti, Umbèrto (Livorno 1900-Roma 1979) Attore teatrale. Interpretò la commedia comico-brillante degli anni '30 e '40.

Melnikov, Costantin Stefanovic (Mosca 1890-1975) Architetto russo. Principale rappresentante dello stile architettonico legato allo sviluppo dell'avanguardia sovietica dopo la Rivoluzione d'ottobre. Tra le opere, la progettazione del club operaio di Doulev (1925), il padiglione russo all'Esposizione di Parigi (1925), il club Rusakov di Mosca (1928), caratterizzato dalle tre sale costituenti una specie di ruota dentata che emerge dalla costruzione principale, la casa dell'architetto a Mosca (1929).

mélo, sm. Angiosperma (Malus communis) della famiglia delle Rosacee e dell'ordine delle Rosali. Albero da frutto coltivato nelle zone temperate. La mela è un falso frutto dal quale si estrae, per fermentazione, il sidro.
 sm. apple tree.

melòde, sf. e sm. sf. Melodia.
sm. Denominazione con cui venivano indicati, dal VI al IX sec. i compositori di canti liturgici bizantini. I più noti sono Romano il Melode (VI sec.), Cosma di Maiuma e Giovanni Damasceno (VIII sec.) e la poetessa Cesia (IX sec.).

melodìa, sf. 1 Successione di suoni modulati che rappresenta un pensiero musicale organico. ~ motivo. non riusciva a smettere di pensare a quella fantastica melodia. 2 Armonia, dolcezza di suoni. ~ musicalità. non si sarebbe mai stancato di ascoltare la melodia della sua voce. 3 Canto patetico. la bambina intonava una triste melodia.
 sf. tune, melody.
 lat. melodia, dal greco meloidìa canto, deriv. da meloidèin cantare, comp. da mèlos canto + oidè carme.

melòdica, sf. (pl.-che) L'insieme di norme che presiede alla costruzione di una melodia.

melòdico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo a melodia. 2 Che presenta elementi e aspetti propri della melodia.
 greco tardo melodikòs.

melodiosaménte, avv. In modo melodioso.

melodióso, agg. Che ha melodia. ~ armonioso.
 agg. melodious.

melodioterapìa, sf. Musicoterapia.

melodìsta, sm. e sf. (pl.-i) Compositore di musica melodica.

melodràmma, sm. (pl.-i) 1 Azione drammatica cantata e con accompagnamento musicale. 2 Comportamento ridicolo per eccessiva teatralità.

melodrammaticaménte, avv. In modo melodrammatico, enfaticamente.

melodrammàtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo a melodramma. 2 Di atto o gesto, ridicolo per esagerata teatralità. ~ enfatico.
 agg. melodramatic.

melogràno, sm. Angiosperma (Punica granatum) della famiglia delle Punicacee e dell'ordine delle Mirtali. Arbusto originario dell'Asia minore, raggiunge i 5 m di altezza.
 sm. pomegranate tree.

Melòidi Famiglia di Insetti Coleotteri.

melòlogo, sm. (pl.-ghi) Composizione teatrale costituita da una voce recitante, accompagnata da un complesso strumentale.

melòmane, sm. e sf. Affetto da melomania.

melomanìa, sf. Patologico amore per la musica.

melomelìa, sf. Presenza di arti accessori sugli arti normali.

melòmelo, sm. Individuo affetto da melomelia.

melóne, sm. Angiosperma (Cucumis melo) della famiglia delle Cucurbitacee e dell'ordine delle Cucurbitali. Pianta erbacea annua, a fusto rampicante, probabilmente originaria delle zone caucasiche, coltivata nei paesi temperati per i suoi frutti commestibili e dolci. È diffuso in Europa in tre varietà principali: cantalupi, reticolari e lisci o invernali. ~ popone, mellone.
 sm. melon.

Melóni, Gìno (Varese 1905-1989) Pittore italiano. Dalla prima produzione di tipo figurativo è passato, attraverso esperienze cubiste e surrealiste, a un'espressività lirica che ha espresso nei due cicli delle donne (1946-1950) e dei Galli (1947-1953).

melopèa, sf. Melodia lenta, di ispirazione liturgica.

Melòria Zona del mare Adriatico, situata a ovest di Livorno, caratterizzata da bassifondi, nei cui pressi si svolsero tre battaglie.

mèlos, sm. invar. Melodia, canto, poesia lirica.

Melòtti, Fàusto (Rovereto 1901-Milano 1986) Scultore. Tra le opere Scultura n. 15 (1935, Torino, Galleria d'Arte Moderna) e I sette savi (1938, Milano, Galleria d'Arte Moderna).

Melòzzo da Forlì (Forlì 1438-1494) Melozzo degli Amorosi detto Melozzo da Forlì. Pittore. Durante i suoi studi a Urbino, dal 1465 al 1475, conobbe Piero della Francesca ed ebbe modo di apprendere la lezione dei fiamminghi. Da tale incontro trasse una visione spaziale ampia e solenne, che lo portò a privilegiare ampie opere murali in cui si realizza il suo gusto per la rappresentazione scenografica. Tra le opere Sisto IV nomina il Platina prefetto della Biblioteca Vaticana (1477, Vaticano, Pinacoteca Vaticana) e Angeli musicanti (1480, Vaticano, Pinacoteca Vaticana).

Melpignàno Comune in provincia di Lecce (2.156 ab., CAP 73020, TEL. 0836).

Mèltina (in ted. Molten) Comune in provincia di Bolzano (1.214 ab., CAP 39010, TEL. 0471).

Melusìnidi Famiglia di Insetti Ditteri Nematoceri pungitori dalle ali larghe e brevi.

Melville (isola) Isola del Canada, nell'arcipelago Artico Canadese, la maggiore delle isole Parry.

Melville (lago) Lago (2.934 km2) del Canada, nel Labrador sudorientale.

Melville (penisola) Penisola del Canada, all'estremità nordorientale dei Territori del Nord-Ovest, tra i golfi di Boothia e il bacino di Foxe.

Melville, Herman (New York 1819-New York 1891) Scrittore statunitense. Rimase orfano di padre e, imbarcatosi come mozzo, trascorse la giovinezza in mare, navigando anche nell'oceano Pacifico. Da qui trasse l'ispirazione per i primi racconti avventurosi, Typee, uno sguardo alla vita polinesiana (1846), Omoo, un racconto dei mari del Sud (1847), Redburn (1849), Giacchetta bianca (1850). Nella sua opera descrisse la lotta con la natura dell'uomo primitivo, contrapposto all'uomo civilizzato, mescolando la narrazione dell'avventura con riflessioni metafisiche e allegoriche. Dopo il romanzo Mardi (1849) incontrò N. Hawthorne e iniziò la stesura del proprio capolavoro Moby Dick (1851), nel quale narrò l'epica e tragica caccia alla balena bianca da parte del capitano Achab. Anche gli altri romanzi, Pierre o dell'ambiguità (1856), L'uomo di fiducia (1857) e Billy Bud (pubblicato postumo nel 1924), furono trascurati dai contemporanei e Melville fu riconosciuto come uno dei principali esponenti della letteratura statunitense del 1800 soltanto dopo la prima guerra mondiale.

Melville, Jean-Pierre (Parigi 1917-1973) Regista cinematografico francese, maestro del poliziesco. Diresse Il silenzio del mare (1948), I ragazzi terribili (1950), Lo spione (1962) e I senza nome (1970).

Mèlzi d'Erìl, Francésco (Milano 1753-Bellagio 1816) Politico. Dal 1802 al 1805, in qualità di vicepresidente della repubblica italiana, riorganizzò le finanze e l'amministrazione. Di ideologia monarchica, nel 1814, sostenne la candidatura al trono italico di E. Beauharnais.

Mèlzo Comune in provincia di Milano (18.430 ab., CAP 20066, TEL. 02). Centro industriale (prodotti tessili, meccanici, elettrotecnici e caseifici) e dell'allevamento (bovini). Gli abitanti sono detti Melzesi.

Membràcidi Famiglia di Insetti Emitteri Omotteri di piccole dimensioni.

membràna, sf. 1 Struttura che avvolge organi del corpo umano e animale. 2 Involucro della cellula e del nucleo. 3 Pelle di animale, usata per strumenti a percussione.
In anatomia indica genericamente qualsiasi struttura di spessore minimo, che riveste o delimita altri organi, come per esempio la membrana timpanica e la pleura. In citologia indica strutture microscopiche o submicroscopiche a livello cellulare, come la membrana cellulare che racchiude la cellula ed è composta da un doppio strato di fosfolipidi nel quale sono inserite molecole proteiche.

membranàceo, agg. Che ha natura di membrana.

membranifórme, agg. Che ha forma di membrana.

membranòfoni Nella classificazione degli strumenti musicali fatta da Hornbostel e Sachs, quegli strumenti che producono suono per mezzo delle vibrazioni di una o più membrane tese e percosse con le mani o con apposite mazze.

membranòfono, agg. Che suona mediante percussione di una membrana.

membranóso, agg. Che ha membrane.
 lat. tardo membranosus.

membratùra, sf. 1 Il complesso delle membra umane. 2 Insieme delle strutture architettoniche di una costruzione.

mèmbro, sm. 1 Ogni parte del corpo animale. sentiva le membra intorpidite dal freddo. 2 Ogni individuo che forma una collettività. ~ aderente. non era membro di nessuna associazione. 3 Organo genitale maschile. ~ fallo, pene. membro virile.
[plurale: i membri (della famiglia, della giuria, di una equazione), le membra (del corpo umano, nel loro complesso)]
 sm. 1 member. 2 (arto) limb.
 lat. membrum.

membrùto, agg. Grosso e forte di membra.

Meme Dipartimento (196.000 ab.) del Camerun, nella provincia di Sud-Ovest. Capoluogo Kumba.

meménto, sm. invar. 1 Preghiera per i vivi e i morti, inserita nella Messa. 2 Ammonizione.

memento mori, loc. avv. Espressione latina scritturale che significa "ricordati che morirai".

meminisse iuvabit, loc. avv. Espressione latina di Virgilio che significa "gioverà ricordare". Significa che in un futuro più sereno anche le avversità costituiranno un ricordo gradito.

Memling, Hans (Seligenstadt 1435/40-Bruges 1494) Pittore fiammingo. Tra le opere Trittico del Giudizio universale (1466-1473, Danzica, Centralne Muzeum Morskie) e Trittico del matrimonio mistico di Santa Caterina (1479, Bruges, Sint Janshospitaal).

Mèmmi, Lìppo (Siena not. 1317-1356) Pittore. Tra le opere Madonna con il Bambino (ca. 1325, Berlino, Gemäldegalerie).

Mèmnone Essere mitologico greco, figlio di Titone e di Eos e re degli Etiopi. Alleato dei troiani, fu ucciso da Achille per vendicare l'uccisione di Antiloco, ma la madre ne ottenne da Zeus l'immortalità.
Colossi di Memnone
Nome dato dai greci a due enormi statue del faraone Amenofi III a Tebe, una delle quali è ancora esistente.

Memnóne, colòssi di Nome con cui i greci chiamarono le due statue di Amenofi III a Tebe. Il nome deriva dal fatto che una di esse, in seguito a un terremoto, iniziò a emettere vibrazioni che vennero interpretate come il saluto di Memnone.

Memolo Romanzo di E. Emanuelli (1929).

memoràbile, agg. Degno di essere ricordato. ~ indimenticabile.
 agg. 1 memorable. 2 (indimenticabile) unforgettable.
 lat. memorabilis.

memorabilità, sf. 1 L'essere memorabile. 2 Caratteristica consistente nell'essere ritenuto a memoria.

memorabilménte, avv. In modo memorabile.

memoràndo, agg. Memorabile.

memorandum, sm. invar. 1 Promemoria. ~ annotazione. 2 Taccuino, agenda. ~ notes. 3 Scritto riepilogativo degli aspetti relativi a una questione.
 sm. invar. memorandum.

mèmore, agg. Che serba memoria di qualcosa. ~ riconoscente. <> immemore.
 lat. memor,-oris.

memòria, sf. 1 Facoltà delle mente umana di conservare e rievocare esperienze e conoscenze del passato. ~ ricordo. 2 Scrittura di interesse processuale, memoriale. 3 Dissertazione. 4 Organo degli elaboratori elettronici nel quale vengono registrati e conservati i dati e i programmi.
 sf. 1 memory. 2 (autobiografia) pl. memoirs. 3 (imparare a memoria) to learn by heart.
 lat. memoria, deriv. da memor,-oris.
Dal punto di vista neurofisiologico si ritiene che la funzione della memoria abbia sede nelle aree corticali vicine alle aree percettive. Nel 1997 ricercatori tedeschi hanno scoperto il gene della memoria a lungo termine, responsabile dell'abilità umana. In psicologia, si distinguono la memoria sensoriale, la memoria affettiva, la memoria intellettiva e la memoria associativa, nella quale, alla risposta provocata da uno stimolo, si uniscono altre risposte provocate da stimoli associati al primo. Dal punto di vista della patologia della mente umana, le alterazioni della memoria si distinguono in amnesie, ovvero incapacità totali o parziali del ricordo, e paramnesie, ovvero distorsioni o allucinazioni del ricordo.
In informatica è la parte di ogni sistema di elaborazione o calcolatore elettronico in grado di immagazzinare dati e programmi, rendendoli disponibili al bisogno. Le memorie possono essere classificate secondo diversi criteri. La prima e più importante suddivisione avviene in base al tipo di accesso che la memoria stessa consente e comprende due ampie categorie: la RAM (Random Access Memory o Memoria ad accesso casuale), che permette all'utilizzatore di leggere e scrivere correntemente le sue celle, e la ROM (Read Only Memory o Memoria a sola lettura), nella quale i dati vengono normalmente registrati dal fabbricante e consentono all'utilizzatore finale la sola operazione di lettura. Queste due categorie generali utilizzano poi diversi supporti di memorizzazione, come i componenti a semiconduttore (sia RAM che ROM), i dischi magnetici (RAM), i dischi ottici (ROM) e i dischi magneto-ottici (RAM). Nella struttura di un elaboratore elettronico la memoria viene infine distinta in centrale e periferica. La prima è composta da componenti elettronici a semiconduttore, tra i quali alcuni contengono la programmazione di base dell'elaboratore stesso (firmware) registrata dal fabbricante (ROM programmabili o EPROM) e altri sono invece utilizzabili per la scrittura e lettura di dati e programmi di lavoro, ma perdono il loro contenuto quando l'elaboratore viene spento (RAM volatile). La memoria periferica o memoria di massa è invece costituita dalle unità a dischi magnetici (RAM fissi o asportabili), a dischi magneto-ottici (RAM asportabili) e a dischi ottici (CD-ROM).

memorial, sm. invar. Manifestazione, specialmente sportiva, dedicata alla memoria di un personaggio famoso. celebrarono il memorial in onore di quel grande calciatore.
 ingl. memorial.

memoriàle, sm. 1 Libro di memorie. ~ diario. 2 Scritto nel quale si espongono le ragioni del proprio operato. ~ documentazione. 3 Raccolta di memorie relative ad avvenimenti o personaggi illustri. ~ biografia, monografia, storiografia.
 sm. 1 pl. memoirs. 2 (dir.) memorial.
 lat. tardo memorialis.

Memoriale Romanzo di P. Volponi (1962).

Memoriale di Sant'Elena Memorie di E. A. D. conte di Las Cases (Mémorial de Sainte-Hélène, 1823). Una delle numerose opere scritte in Francia sulla figura di Napoleone Bonaparte. Opera destinata a far rivivere il prestigio di Napoleone, non è sempre attendibile per le tesi che l'autore sostiene.

memorialìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Autore di memorie.

memorialìstica, sf. (pl.-che) L'insieme delle opere letterarie a carattere biografico riferite a un'epoca o un momento storico.

memorialìstico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce ai memoriali.

Memorie Cronaca di Ph. de Commynes (1489-1498).
Memorie
Memorie del cardinale di Retz (postuma, 1717).
Memorie
Memorie di L. de Saint-Simon (postuma, 1813).
Mémoires
Memorie di C. Goldoni (1787).
Mémoires
Memorie di G. G. Casanova (1791-1798).

Memorie da una casa di morti Romanzo di F. M. Dostoevskij (1861-1862).

Memorie del sottosuolo Romanzo di F. M. Dostoevskij (1864). Lungo monologo composto dopo l'esperienza traumatica dei lavori forzati, dell'esilio, delle difficoltà economiche e della morte della moglie, nel quale lo scrittore intende indagare i motivi più riposti della sua inquietudine. Esplorazione del sottosuolo della coscienza nel quale si aggrovigliano tutti gli impulsi più oscuri. Dopo una prima parte teorica, il narratore racconta alcuni episodi illustrativi della parte svolta dal sottosuolo nella sua vita. Il libro è una sorta di autoanalisi compiuta dallo scrittore che più di ogni altro ha scandagliato i lati oscuri dell'animo umano.

Memorie dell'aldilà Opera di narrativa di J. M. Machado de Assis (1881).

Memorie di Adriano Romanzo di M. Yourcenar (1951). Il testamento spirituale che l'imperatore Adriano, presentendo vicina la propria morte, lascia al giovane Marco Aurelio sotto forma di una lunga lettera con la quale ripercorre le tappe più significative della sua vita e della sua esperienza. Tra le vicende narrate, spicca l'incontro con il giovane Antinoo, per il quale Adriano provò una speciale passione terminata bruscamente con il suicidio di Antinoo.

Memorie di Barry Lyndon, Le Romanzo di W. M. Thackeray (1844-1856).

Memorie di un cacciatore Romanzo di I. S. Turgenev (1852).

Memorie di un pazzo, Le Racconto di N. V. Gogol' (1836).

Memorie di una cameriera, Le Romanzo di O. Mirbeau (1900).

Memorie di una maîtresse americana Romanzo di N. Kimball (postumo, 1970).

Memorie di una ragazza perbene Memorie di S. de Beauvoir (1958).

Memorie d'oltretomba Memorie di F. R. de Chateaubriand (1848-1850).

memorizzàre, v. tr. 1 Fissare nella memoria. 2 Immagazzinare nella memoria di un elaboratore elettronico.
 v. tr. 1 to memorize. 2 (inform.) to store.
 franc. mémoriser.

memorizzazióne, sf. Il memorizzare.

Memphis Città (610.000 ab.) degli USA, nello stato del Tennessee, sul fiume Mississippi, al centro di importanti linnee di comunicazione stradali, ferroviarie e aeree. È porto fluviale, mercato mondiale di cotone e centro commerciale di prodotti agricoli (grano, mais, riso, soia e tabacco). Sviluppato è anche l'allevamento del bestiame e lo sfruttamento boschivo. Le principali industrie sono quelle petrolifere, meccaniche, del legno e di trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici. È sede di un'università e di altri istituti culturali. Fu fondata nel 1819 sull'area di un preesistente insediamento francese.

men(o)- Primo elemento di parole composte tratto da un termine greco la cui traduzione letterale è "mese", ma che di solito viene usato col significato di "mestruazione".

ména, sf. 1 Subdolo intrigo. 2 Maneggio.

menabò, sm. invar. Facsimile di un libro che serve da riferimento per la stampa definitiva.

Menabrèa, Luìgi Federìco (Chambéry 1809-Saint-Cassin 1896) Politico francese. Di ideologia moderata, fu ufficiale del genio, deputato e dal 1867 al 1869 presidente del consiglio; privatizzò il monopolio dei tabacchi e istituì la legge sul macinato.

mènade, sf. Baccante.

menadìto, sm. Nella locuzione a menadito, conoscere qualcosa benissimo.
 avv. 1 thoroughly, perfectly. 2 (conoscere a menadito) at one's fingertips.

Menaechmi Commedia di T. M. Plauto (205-191 a. C.). È una delle 21 commedie di Plauto pervenute fino a noi. Menecmo ha un fratello di uguale nome, Menecmo, del tutto identico a lui. I due fratelli non si conoscono, perché vissuti separatamente: uno dei due è stato smarrito tra la folla e allevato da un mercante in un'altra città. Quando, ormai adulto, questi arriva nella città dove l'altro risiede, si determina una incredibile confusione. La commedia è considerata l'archetipo di tutte le commedie degli equivoci: la comicità è essenzialmente legata agli errori e alle confusioni di persona (che includono anche la moglie e l'amante del fratello); la vicenda si risolve con il riconoscimento finale tra i due fratelli (la cosiddetta agnizione).

ménage, sm. invar. Andamento di una situazione familiare.

Menàggio Comune in provincia di Como (3.138 ab., CAP 22017, TEL. 0344).

menagràmo, sm. e sf. invar. Iettatore.

menàide, sf. 1 Rete semplice utilizzata per la pesca del pesce azzurro. 2 Barca usata per la pesca delle sardine e delle acciughe.

Menam Fiume (365 km) della Thailandia. Nasce presso Nakhon Sawan e sfocia nel golfo di Siam.

Menàndro (Atene 342 a. C.-290 a. C.) Commediografo greco e principale esponente della commedia nuova. Vissuto ad Atene, studiò con Teofrasto e fu amico di Epicuro. Scrisse circa cento commedie, basate sullo studio dei sentimenti e dei rapporti interpersonali, con una comicità che deriva dalle situazioni piuttosto che dalle battute del testo. Gli autori latini Plauto e Terenzio lo imitarono, estendendone l'influsso allo sviluppo della commedia europea. Le principali opere furono La donna di Samo, L'arbitrato, La fanciulla dalla chioma recisa, L'eroe, Il citarista e Il misantropo.

menànte, sm. Amanuense.

menàrca, sm. (pl.-chi) Il primo flusso mestruale che si verifica tra i dieci e i quindici anni e che segnala l'inizio dell'attività ovarica.

menàre, v. v. tr. 1 Condurre, portare. menare per il naso qualcuno, prenderlo in giro. 2 Agitare, muovere con forza. 3 Picchiare. arrivarono al punto di menare le mani. 4 Rimandare nel tempo senza concludere, ingannare. menare per le lunghe una faccenda.
v. rifl. Picchiarsi.
 v. tr. 1 to lead. 2 (dare colpi) to deal.
 lat. minare, spingere minacciando.

 

menaròla, sf. Trapano a manovella.

Menaròla Comune in provincia di Sondrio (49 ab., CAP 23022, TEL. 0343).

menàta, sf. 1 L'atto del menare. 2 Serie di percosse. 3 Ripetizione monotona. ~ solfa.

Menchú, Rigoberta (Guatemala 1959-) Politica guatemalteca. A capo del movimento per i diritti civili degli indios, nel 1992 fu insignita del premio Nobel.

Mencònico Comune in provincia di Pavia (591 ab., CAP 27050, TEL. 0383).

mènda, sf. Difetto, errore.

mendàce, agg. Che dice o contiene menzogne, bugiardo.
 lat. mendax,-acis, deriv. da mendum errore.

mendaceménte, avv. In modo mendace, menzognero.

mendàcio, sm. Bugia, menzogna.

mendacità, sf. L'essere falso, mendace.
 lat. tardo mendacitas,-atis.

Mendaña de Neira, Álvaro de (1541-Santa Cruz 1595) Navigatore spagnolo. Nel 1568 scoprì le isole Salomone e nel 1595 l'arcipelago delle Marchesi.

Mendàtica Comune in provincia di Imperia (271 ab., CAP 18025, TEL. 0183).

Mendel, Gregor Johann (Heinzendorf 1822-Brno 1884) Frate agostiniano, biologo e naturalista boemo. Studiò l'incrocio di piante di pisello scoprendo le leggi fondamentali sull'ereditarietà dei caratteri (1866) alla base della moderna genetica.
Leggi di Mendel
Attraverso un'accurata registrazione statistica dei risultati dei suoi esperimenti, raggiunse le seguenti conclusioni:
- ciascun carattere è controllato da fattori (poi chiamati "geni") che possono esistere in forme diverse; per ogni carattere ogni individuo possiede due geni ("alleli"), che possono essere uguali o diversi (rispetto a quel carattere, nel primo caso l'individuo è detto "puro" o "omozigote", nel secondo "eterozigote");
- per ogni carattere ogni nuovo individuo eredita uno dei due geni del padre e uno dei due geni della madre;
- due individui diversi per un carattere e puri (ossia che per quel carattere hanno ciascuno una coppia di alleli tra loro uguali, ma diversi da quelli dell'altro individuo) generano individui eterozigoti che manifestano un solo allele, detto dominante, mentre l'altro, detto recessivo, rimane latente (prima legge, o legge della dominanza);
- due individui non puri generano individui che nel 25% dei casi manifestano la caratteristica recessiva (omozigoti recessivi) e nel 75% dei casi manifestano quella dominante, nel 50% dei casi essendo eterozigoti, nel 25% essendo omozigoti dominanti (seconda legge, o legge della segregazione);
- la trasmissione di ogni carattere avviene in maniera indipendente da quella degli altri, in combinazioni che obbediscono alle proporzioni volute dal calcolo delle probabilità: incrociando piante di pisello a fiori bianchi e rossi e a semi gialli e verdi, la trasmissione del colore rosso del fiore avviene con la stessa probabilità sia che il seme sia giallo sia che verde (terza legge, o legge dell'indipendenza).
Oltre al caso della "dominanza" si presentano casi intermedi: "allele".

Mendeleev, Dmitrij Ivanovic (Tobolsk 1834-San Pietroburgo 1907) Chimico russo, si laureò all'Istituto pedagogico di San Pietroburgo, dove insegnò per alcuni anni e diede inizio alle proprie ricerche sulla densità delle sostanze chimiche. Trasferitosi nel 1859 a Heidelberg, proseguì i propri studi ed ebbe l'opportunità di incontrare Stalinslao Cannizzaro, chimico italiano impegnato nella ricerca delle relazioni esistenti tra il peso atomico e le altre proprietà dei singoli elementi. Nel 1863 ritornò a San Pietroburgo, dove insegnò chimica presso la locale università e, nel 1893, fu nominato direttore dell'Ente dei pesi e delle misure. Enunciò per primo la legge che lega le proprietà chimico-fisiche degli elementi alla periodicità del peso atomico (1869). Definì il sistema periodico degli elementi, arrivando a prevedere le caratteristiche di elementi scoperti solo più tardi.

mendelèvio, sm. Elemento chimico artificiale di numero atomico 101 e peso atomico 257, fu identificato nel 1955 nel ciclotrone di Berkeley, bombardando atomi di einsteinio con ioni di elio.

mendeliàno, agg. 1 Relativo all'ereditarietà indicata dalle leggi di Mendel. 2 Di carattere che sembra dipendere da un solo gene.

mendelìsmo, sm. Teoria generale dell'ereditarietà secondo le leggi di Mendel.

Mendelsohn, Erich (Allenstein, odierna Olsztyn 1887-San Francisco 1953) Architetto tedesco. Tra le opere la torre Einstein a Potsdam (1920-1924), Berliner Tageblatt a Berlino (1921-1923) e i magazzini Schocken a Stoccarda (1926).

Mendelssohn, Bartholdy, Felix Jacob (Amburgo 1809-Lipsia 1847) Compositore, direttore d'orchestra e pianista tedesco. Educato alla musica sin dalla prima infanzia, fu uomo di profonda cultura e studioso della tradizione musicale, oltre che ottimo violinista e pianista. Cent'anni dopo la prima esecuzione di Lipsia, diresse nel 1829 la Passione secondo San Matteo di J. S. Bach. Restò al margine del movimento romantico, condividendone gli interessi naturalistici e la visione della musica come riflesso dell'animo, senza però immedesimarsi nelle ansie e nei tormenti tipici del romanticismo. Le opere principali sono le cinque sinfonie (in particolare la Scozzese, op. 56, 1842, l'Italiana, op. 90, 1833), le musiche di scena per il Sogno di una notte di mezza estate di W. Shakespeare (1842), il Concerto in mi minore per violino e orchestra, op. 64 (1844) e gli oratori Paulus ed Elias (1837-1846).

Mendelssohn, Moses (Dessau 1729-Berlino 1786) Filosofo tedesco. Di famiglia israelita, fu tra i principali esponenti dell'illuminismo moderato. Difese la libertà di coscienza, sostenendo una religione basata sul senso comune e si dedicò alla divulgazione della cultura. Le opere principali sono i Dialoghi filosofici (1755), Sui principi fondamentali delle belle arti e delle scienze (1757), Sull'evidenza delle scienze metafisiche (1763) e Gerusalemme, o del potere religioso e l'ebraismo (1783).

Menderes, Adnan (Aydin 1899-Isola di Imrali 1961) Politico turco. Nel 1945 fondò il Partito democratico, quindi dal 1950 al 1960 fu primo ministro, finché, destituito da un golpe, venne giustiziato.

Mendes, Chico (Xapurí 1944-1988) Sindacalista brasiliano. Divenne un simbolo internazionale dell'impegno ambientalista per i suoi sforzi in difesa degli indios e della foresta amazzonica. Morì assassinato da un sicario dei latifondisti.

Mendes, Murilo (Juiz de Fora, Minas Gerais 1901-Lisbona 1975) Poeta brasiliano. Tra le opere Poesia in panico (1938) e Tempo spagnolo (1959).

Mendès-France, Pierre (Parigi 1907-1982) Politico francese. Di ideologia radical-socialista, fu presidente del consiglio dal 1954 al 1955; terminò l'intervento militare in Indocina e garantì alla Tunisia l'autonomia interna.

mendesiàno, agg. Relativo all'antica città di Mendes.

mendicànte, agg., sm. e sf. Che, o chi, vive di elemosine. ~ questuante.
 sm. e sf. beggar.

mendicàre, v. v. tr. 1 Elemosinare. ~ questuare. 2 Chiedere in modo insistente. ~ supplicare, implorare. non poteva passare la vita a mendicare favori dagli altri.
v. intr. Chiedere l'elemosina. arrivò al punto di mendicare.
 v. tr. to beg.
 lat. mendicare, deriv. da mendicus mendico.

Mendicìno Comune in provincia di Cosenza (6.418 ab., CAP 87040, TEL. 0984).

mendicità, sf. L'essere mendico.

mendìco, agg. e sm. (pl. m.-chi) Mendicante.
 lat. mendicus, deriv. da mendum difetto.

Mendìni, Alessàndro (Milano 1931-) Architetto. Direttore delle riviste Casabella, Modo e Domus, è stato uno dei maggiori designer degli anni Ottanta e ha collaborato con i più noti produttori di arredamenti d'arte, come Alessi e Artemide. Degno di nota il suo progetto della Poltrona di Proust, realizzato nel 1978 per lo studio Alchimia.

Mèndola, pàsso délla Passo (1.363 m) del Trentino-Alto Adige, tra le valli dell'Adige e del Noce.

Mendoza Città (122.000 ab.) dell'Argentina, capoluogo della provincia omonima (1.400.000 ab.), estesa sul versante orientale delle Ande.

Mendrìsio Città della Svizzera (6.000 ab.) situata nel Canton Ticino tra i laghi di Como e Lugano. È attraversata dalla linea ferroviaria del San Gottardo.

Menècmo (IV sec. a. C.) Matematico greco. Compì importanti studi di geometria, proponendo inoltre una soluzione al problema della duplicazione del cubo.

menefreghìsmo, sm. Noncuranza dei propri doveri. ~ disinteresse. <> interesse.

menefreghìsta, agg., sm. e sf. (/pl. m.-i) Che, o chi, si comporta con menefreghismo.

Meneghèllo, Luìgi (Malo, Vicenza 1922-) Romanziere. Tra le opere Libera nos a Malo (1963) e Pomo pero (1974).

Meneghìn, Dìno (Alano di Piave 1950-) Giocatore di pallacanestro. Alto 2,05 m, dal 1969 al 1978 conquistò con Varese sette scudetti e cinque Coppe dei campioni; dal 1981 al 1990, con Milano, ottenne cinque scudetti e due Coppe dei campioni. Si ritirò nel 1994 dopo aver collezionato anche 271 presenze in nazionale.

meneghìno, agg. e sm. 1 Milanese. 2 Popolare maschera milanese.

Menelào Eroe greco, figlio di Atreo, re di Micene, e fratello minore di Agamennone. Sposò Elena, figlia di Tindaro re di Sparta e, alla morte di Tindaro, gli succedette al trono. Dopo nove anni, Elena fu rapita da Paride e Menelao organizzò la spedizione a Troia, guidata dal fratello Agamennone. Combatté valorosamente e alla conquista di Troia riebbe la moglie Elena che perdonò.

Menelik II (Ancober 1844-Addis Abeba 1913) Negus d'Etiopia. Succedette all'imperatore Giovanni IV nel 1889, con l'appoggio dei paesi europei e in particolare dell'Italia. Con il trattato di Uccialli (1889) accettò il protettorato italiano e il possesso italiano dell'Eritrea, pur mantenendo il titolo di imperatore. Nel 1894 però, la diversa interpretazione del trattato portò alla guerra con l'Italia, vinta nel 1896 dall'Etiopia che restò quindi indipendente.

Menem, Carlos Saúl (Anillaco, Rioja 1935-) Politico argentino. Arrestato per sospetto appoggio ai Montoneros nel 1976 fu liberato quattro anni dopo; di ideologia peronista, fu eletto presidente della repubblica nel 1989 quando sconfisse il candidato radicale Angeloz; fu riconfermato nel 1995 dopo che sventò un tentato golpe dei militari del 1990.

Menéndez Pidal, Ramón (La Coruña 1869-Madrid 1968) Filologo. Tra le opere Le origini dello spagnolo (1926) e Romancero spagnolo. Teoria e storia (1953).

Menes Leggendario primo re d'Egitto e fondatore nel 3100 ca. a. C. della prima dinastia thinita. È identificato con il primo re che unificò l'Alto e il Basso Egitto, indicato anche con il nome di Aha o Narmer.

menestrèllo, sm. Giullare, cantore di corte. ~ trovatore.
Il menestrello cantava o recitava poesie con l'accompagnamento di uno strumento a corde. A differenza del giullare il menestrello evitava atteggiamenti buffoneschi, pur non disdegnando virtuosismi canori e giochi di abilità e il suo pubblico era costituito da dame e cavalieri. Diversamente dal giullare, non era girovago per professione e spesso si fermava stabilmente presso una corte o presso un signore.

Mènfi Comune in provincia di Agrigento (13.251 ab., CAP 92013, TEL. 0925). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, frutta e olive) e industriale (prodotti alimentari e mobilifici). Fondata nel 1658, sulle rovine di un castello di Federico II, dai principi di Castelvetrano. Gli abitanti sono detti Menfitani.

Mengèidi Famiglia di Insetti strepsitteri aventi stigmi addominali.

Menghistu, Hailé (Hayla) Mariam (Hara 1939-) Uomo politico e militare etiope. Nel 1974 guidò il colpo di stato contro l'imperatore Hailé Selassiè e nel 1977 assunse il potere. Guidò l'Etiopia nella guerra contro la Somalia per il possesso dell'Ogaden (1977-1978) ma, a causa della guerriglia eritrea nel 1991, fu costretto all'esilio.

Mengier, Carl (Neu-Sandez 1840-Vienna 1921) Economista austriaco. Compì importanti studi sulle relazioni tra utilità, valore e prezzo e fondò con L. Walrus e W. S. Jevons, il marginalismo. Tra le sue opere Principi di economia pura (1871) e Ricerche sul metodo delle scienze sociali e dell'economia in particolare (1883).

Mengóni, Giusèppe (Fontanelice, Bologna 1829-Milano 1877) Architetto. Tra le opere la galleria Vittorio Emauele a Milano (1865-1877) e la sede della Cassa di Risparmio a Bologna (1868-1876).

Mengs, Anton Raphael (Aussig, Boemia 1728-Roma 1779) Pittore tedesco. Tra le opere Il Parnaso (1760-1761, Roma, Villa Albani) e Ritratto di Winckelmann (1761-1762, New York, Metropolitan Museum of Art).

Meng-tzu Italianizzato in Mencio (ca. 371-298 a. C.) Filosofo cinese. Tra le opere Libro di Mencio.

mènhir, o menhìr, sm. Grossa pietra piantata verticalmente nel terreno, tipica delle civiltà preistoriche.

Meniantàcee Famiglia di piante acquatiche appartenente all'ordine delle Contorte.

Menicànti, Dària (Piacenza 1914-1995) Poetessa italiana. Dopo l'esordio con Città come (1964), ha scritto Poesie per un passante (1978), Ferragosto (1986), Altri amici (1986) e Ultimo quarto (1990).

Menichèlli, Frànco (Roma 1941-) Ginnasta. Vinse l'oro nel corpo libero, l'argento negli anelli e il bronzo nelle parallele alle olimpiadi del 1964.

Mènidi Famiglia di Pesci Perciformi aventi la bocca protrattile.

Ménière, Prosper (Angers 1799-Parigi 1862) Medico francese. Direttore dell'istituto dei sordomuti di Parigi, studiò le patologie dell'orecchio.
Ménière, sindrome di
Forma di vertigine ricorrente accompagnata da acufeni e sordità, dovuta alla dilatazione del sistema endolinfatico, che porta a una degenerazione delle cellule ciliate vestibolari e cocleari.

menìnge, sf. Ciascuna delle membrane che avvolgono l'asse cerebrospinale. La più esterna, a contatto con il cranio, è detta duramadre ed è vascolarizzata. L'intermedia è detta aracnoide, non è vascolarizzata ed è separata dalla più interna, detta piamadre, dal liquido cefalorachidiano. La piamadre riveste l'encefalo e il midollo spinale e, per mezzo delle tele coroidee, penetra nell'encefalo. Dalla piamadre ha origine il nevrilemma, la membrana che ricopre le fibre nervose.

meningèo, agg. Relativo alle meningi.
Arterie meningee
Le quattro arterie che irrorano la regione meningea.

menìngi, sf. Le membrane che ricoprono l'encefalo e il midollo spinale con funzione protettiva.

meningiòma, sm. (pl.-i) Tumore meningeo.
Meningioma angioblastico
Tumore vascolare che di solito si sviluppa nella fossa cranica superiore.

meningìsmo, sm. Insieme di sintomi simili a quelli della meningite e che si possono presentare in diverse malattie, come influenze e tifo.

meningìte, sf. In medicina è l'infiammazione delle meningi, di origine infettiva, e può essere acuta o cronica. È dovuta a infezioni batteriche (meningite purulenta) o virali (meningite asettica) ed è spesso contagiosa. La sintomatologia clinica delle meningiti è comune ed è caratterizzata da febbre alta, cefalea, sonnolenza, vomito, rigidità della nuca, convulsioni), oltre a sintomi particolari delle diverse forme.

meningocòcco, agg. (pl. m.-chi) Nome comune del batterio Neisseria meningitidis che provoca la meningite cerebrospinale epidemica.

meningoencefalìte, sf. Infiammazione che colpisce il cervello e le meningi.

meningomielìte, sf. Infiammazione delle meningi e del midollo spinale.

meningoradicolìte, sf. Infiammazione delle meningi e delle radici dei nervi rachidiani.

menìsco, sm. (pl.-chi) 1 Struttura cartilaginosa del ginocchio. 2 Lente con una faccia concava e una convessa. 3 In geometria è la forma geometrica, piana o solida, formata dall'intersezione di due curve, o due superfici curve, una concava e l'altra convessa.
In anatomia, è la formazione fibro-cartilaginea, a forma di menisco, posta a entrambi i lati del ginocchio, il cui scopo consiste nell'aumentare la superficie articolare, spostandosi indietro nella flessione e in avanti nell'estensione.

Menispermàcee Famiglia di piante tropicali, per lo più lianose e legnose, appartenenti all'ordine delle Policarpiche.

Mennèa, Piètro (Barletta 1952-) Atleta. Dal 1979 detenne il primato mondiale nei 200 m con 19"72 (fino al 1996) ed europeo nei 100 m con 10"01 (fino al 1984). Alle olimpiadi del 1980 vinse l'oro nei 200 m.

Meno Fiume (524 km) della Germania. Nasce dal Giura di Franconia e confluisce nel Reno. Si forma per la confluenza dei due rami sorgentizi del monte Bianco e del monte Rosso; costeggia il gruppo montuoso dello Spessart e, nella pianura renana, riceve le acque dei fiumi Kinzig e Nidda. Bagna Schweinfurt, Francoforte e Ted.

méno, agg., avv., prep. e sm. agg. compar. invar. Minore per quantità, numero o misura.
avv. 1 Che indica difetto o mancanza. riteneva di aver agito alla meno peggio possibile. 2 Con significato negativo. si rivelò meno capace di quanto pensassi. 3 Indica sottrazione matematica. 4 Non pienezza di un voto o giudizio.
prep. Eccetto, fuorché.
sm. invar. 1 La minor cosa. riteneva che fosse il meno che si potesse fare per lei. 2 La differenza matematica o il segno che la rappresenta.
 agg. less, not as much, not so much. avv. 1 (comparativi) less, not as ... as, not so ... as. 2 (ancora meno) even less. 3 (mat.) minus. prep. 1 (eccetto) apart from, except. 2 (a meno di) unless. sm. 1 (comparativi) not as much, less. 2 (superlativo) as little as, the least. 3 (il meno possibile) as little as possible. 4 (parlare del più e del meno) to talk about this and that.
 lat. minus, da minor,-oris minore.

Menòchio, Giovanni Stéfano (Pavia 1575-Roma 1655) Gesuita e teologo lombardo. Favorì con i propri scritti, Brevis explicatio sensus literalis S. Scripturae (1630) e De re publica Hebraeorum (1648), lo studio della Bibbia e delle Sacre Scitture. Fu direttore del Collegio Romano.

menòla, sf. Nome volgare della Spicara maena, un pesce perciforme, appartenete alla famiglia dei Menidi, diffuso nel mar Mediterraneo.

menomàre, v. tr. 1 Diminuire. ~ ridurre. <> aumentare. 2 Danneggiare fisicamente, mutilare. ~ ledere.
 v. tr. 1 to disable. 2 (danneggiare) to maim.

menomàto, agg. e sm. Che, o chi, ha subito una menomazione. ~ mutilato.

menomazióne, sf. Il menomare.

mènomo, agg. Minimo.

Menone Opera di filosofia di Platone (prima metà IV sec. a. C.).

menopàusa, sf. È il periodo nel quale, nella donna, si ha la scomparsa delle mestruazioni, a causa della fine dell'attività fisiologica dell'ovario. È accompagnata da alterazioni del sistema endocrino e si verifica solitamente intorno ai cinquant'anni, seppur con ampia tolleranza. Durante la menopausa possono verificarsi alcuni disturbi fisici (vampe di calore) e psichici (depressione, irritabilità). ~ climaterio.
 sf. menopause.

menorragìa, sf. Aumento non normale del flusso mestruale. Può essere sintomo di una patologia uterina.

menostàsi, sf. Cessazione delle mestruazioni.

Menòtti, Cìro (Migliarina 1798-Modena 1831) Patriota. Fu imprigionato per aver partecipato ai moti insurrezionali del 1820-1821. Organizzò successivamente un'insurrezione che avrebbe dovuto coinvolgere le città di Bologna, Parma e Mantova, con a capo il duca di Modena Francesco IV. Tradito e abbandonato dal duca, continuò lo stesso il progetto, ma fu arrestato e condannato a morte nel 1831, poco prima dell'insurrezione.

Menòtti, Giàn Càrlo (Cadegliano 1911-) Compositore, regista di teatro lirico e drammatico. Studiò al conservatorio di Milano, prima di trasferirsi negli Stati Uniti, dove completò gli studi al Curtis Institute of Music di Filadelfia nel 1933, tornandovi poi a insegnare composizione dal 1941 al 1955. Nel 1957 fondò il Festival dei Due Mondi di Spoleto, del quale è animatore e organizzatore. La sua produzione è soprattutto di musica teatrale su libretto proprio. Le opere principali sono Amelia al ballo (1937), Il ladro e la zitella (1939), La medium (1946), Il telefono (1947), Il console (1950) vincitore del premio Pulitzer, Amahl and the night visitors (1951), La Santa di Bleecker Street (1955) altro premio Pulitzer, L'ultimo selvaggio (1963), Help! Help! The Globolinks! (1968), L'uomo più importante del mondo (1970), Giovanna la pazza (1979), Una sposa da Plutone (1982), Goya (1986). Inoltre è autore di balletti, tra cui Sebastian (1944), della suite sinfonica Apocalypse (1951), di vari concerti. Le opere liriche di Menotti si inseriscono sostanzialmente nel solco della tradizione italiana postpucciniana, che tiene conto delle esperienze di M. Musorgskij, C. Debussy e I. Stravinskij. Menotti è abilissimo librettista, dotato di sicuro senso del teatro e di eleganza verbale, specialmente nel comico. Il successo dei suoi lavori è dovuto a queste qualità e alla scelta di argomenti tratti dalla vita contemporanea.

Mènoua Dipartimento (201.000 ab.) del Camerun, nella provincia dell'Ovest. Capoluogo Dschang.

mens sana in corpore sano, loc. avv. Locuzione latina che significa "mente sana in corpo sano" e che viene usata per indicare un'educazione ideale che sviluppi contemporaneamente la mente e il fisico. È tratta da un verso di Giovenale (Satire, X, 365) che sostiene che questo sarebbe l'unico dono da chiedere agli dei.

mènsa, sf. 1 Tavola apparecchiata per mangiare. ~ desco. quando si levarono dalla mensa, si accorsero che era venuto tardi. 2 Ciò che viene consumato a tavola. ~ pasto, refezione. 3 Organizzazione che provvede a preparare i pasti per una collettività e il luogo dove vengono consumati. la mensa universitaria aveva prezzi favorevoli.
 sf. 1 canteen. 2 (mil.) mess. 3 (di scuola) refectory.
 lat. mensa.

menscevìco, agg. e sm. (pl. m.-chi) Relativo agli esponenti della corrente minoritaria del partito socialdemocratico russo che si oppose alle tesi sull'organizzazione del partito sostenute da Lenin e dai bolscevichi durante il secondo congresso del partito, nel 1903.

Mensikov, Aleksandr Danilovic (Vladimir 1673-Berezov 1729) Politico e militare russo. Si mise in evidenza tra il 1700 e il 1721 nella guerra nordica e dal 1725, morto Pietro il Grande. Regnò di fatto sulla Russia prima di essere destituito da una rivolta aristocratica.

mensìle, agg. e sm. agg. 1 Di ogni mese. 2 Che dura un mese.
sm. 1 Lo stipendio di un mese. 2 Periodico che esce una volta al mese.
 agg. monthly. sm. 1 (stipendio) salary. 2 (periodico) monthly.
 deriv. dal lat. mensis mese.

mensilità, sf. Ciò che si deve pagare o riscuotere per un mese di affitto, di lavoro e simili.

mensilménte, avv. Per ogni mese.

mènsola, sf. 1 Elemento architettonico che serve di sostegno. 2 Piccolo ripiano appeso al muro, usato per sostenere libri e oggetti vari. ~ ripiano. il telefono era sulla mensola in sala.
 sf. 1 (arch.) corbel. 2 (ripiano) shelf.
 lat. mensula, dimin. di mensa.

mensur, sf. invar. Duello alla sciabola praticato un tempo dagli studenti universitari tedeschi e che ritornò in auge dopo la seconda guerra mondiale.

mensuràle, agg. Di un tipo di canone nel quale le voci iniziano contemporaneamente e si svolgono seguendo la stessa melodia, ma con ritmi diversi.

ménta, sf. Pianta appartenente alla famiglia delle Labiate, di odore e sapore aromatico e l'essenza che se ne ricava.
 sf. mint.
 lat. menta.

mentàle, agg. 1 Relativo alla mente. ~ cerebrale. aveva dei problemi mentali. 2 Che si fa con la mente, senza parlare. orazione mentale, preghiera non detta a parole. 3 Del mento. riportò una frattura mentale.
 agg. mental.
 lat. mediev. mentalis, deriv. da mens, mentis mente.

mentalità, sf. Modo di pensare, comportarsi e considerare la vita. ~ educazione.
 sf. mentality.

Mentalità primitiva, La Opera di etnologia di L. Lévy Bruhl (1922).

mentalménte, avv. Con la mente.
 avv. silently.

Mentàna Comune in provincia di Roma (30.360 ab., CAP 00013, TEL. 06). Centro agricolo (coltivazione di viti, ortaggi, frutta e cereali) a 150 m di altitudine. Nel 1867 fu sede della battaglia che vide le truppe pontificie e francesi sconfiggere i garibaldini. Vi si trova un palazzo baronale. Gli abitanti sono detti Mentanesi.

Mentàna, Enrìco (Milano 1955-) Giornalista. Apparve per la prima volta sul piccolo schermo nel 1981, per commentare da Londra le nozze del principe Carlo d'Inghilterra. In seguito, svolse importanti incarichi: inviato e capo dei servizi del Tg1 e vicedirettore del Tg2. Passato alla Fininvest, fu nominato direttore del telegiornale di Canale 5. Rivestì il ruolo del conduttore nelle trasmissioni Braccio di ferro (1993-1994) e Rotocalco (1994).

mentàno, sm. Idrocarburo saturo dal quale derivano molti terpeni monociclici.

Mentawai Arcipelago (21.000 ab.) dell'Indonesia, a ovest di Sumatra, nell'oceano Indiano.

ménte, sf. 1 L'insieme delle funzioni intellettive, immaginative di una persona. ~ intelletto. 2 Persona dotata di particolare intelligenza. ~ genio. 3 Ragione, senno. 4 Memoria. ~ ricordo, reminiscenza.
 sf. 1 mind. 2 (organizzativa) pl. brains. 3 (imparare a mente) to learn by hearth.
 lat. mens, mentis.
Mens sana in corpore sano. (Mente sana in corpo sano) Proverbio latino citato da Giovenale nelle Satire.

mentecàtto, agg. e sm. 1 Pazzo. ~ demente. 2 Imbecille. ~ stupido.

mentène, sm. Denominazione generica di idrocarburi terpenici ottenuti per disidratazione dei mentanoli.

mentìna, sf. Pasticca di menta.

mentìre, v. intr. Dire il falso consapevolmente. ~ dire bugie. <> dire la verità.
 v. intr. to lie.
 lat. mentiri, deriv. da mens, mentis mente.

mentìsmo, sm. Successione di idee o di immagini che scorrono velocemente nell'individuo che, pur essendone conscio, non riesce a controllarle.

mentitaménte, avv. In modo falso, bugiardo.

mentìto, agg. Falso, simulato.

mentitóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, o chi, mente.

Mentitore, Il Romanzo di M. A. Hansen (1950).

ménto, sm. La parte inferiore del viso.
 sm. chin.
 lat. mentum.

mentòlo, sm. Sostanza contenuta nella menta, usata in farmacologia e profumeria.
 sm. menthol.
 franc. menthol.

mentóne, sm. Chetone terpenico; una sua varietà detta levogira è riscontrabile nell'essenza di menta.

mentonièra, sf. Tavoletta concava che si applica alla base del violino e della viola e serve all'esecutore per appoggiarvi il mento.

mèntore, sm. Precettore, guida, consigliere di fiducia (dal nome del consigliere di Ulisse). ~ consigliere.

Mèntore Personaggio mitologico, re dei Tafi. Fu un saggio consigliere di Ulisse.

mentovàre, v. tr. Far menzione di. ~ rammentare.

méntre, cong. e sm. cong. 1 Nel tempo in cui. 2 Intanto che. 3 Laddove. ~ durante il tempo in cui.
sm. invar. In quel momento.
 cong. 1 while. 2 (avversativo) whereas. 3 (quando) when, as.

mentùccia, sf. Menta di profumo delicato e meno penetrante di altre varietà; è utilizzata come aromatizzante di frittate e di altri piatti.

menù, sm. Lista delle vivande e dei vini disponibili in un ristorante. ~ carta.
 sm. menu.

Menùridi Famiglia di Uccelli Passeriformi cui appartiene il genere Menura.

Menzel, Adolf von (Breslavia 1815-Berlino 1905) Pittore tedesco. Tra le opere La camera del balcone (1845, Berlino, Gemäldegalerie).

Mènzio, Francésco (Tempio Pausania, Sassari 1899-Torino 1979) Pittore italiano. Membro del gruppo "dei Sei" si è perfezionato in nature morte, vedute, ritratti come il famoso Ritratto di Erika.

menzionàre, v. tr. Far menzione. ~ citare. <> omettere, dimenticare, ignorare.
 v. tr. to mention.

menzióne, sf. L'atto del nominare una cosa parlando o scrivendo. ~ citazione.
 sf. mention.
 lat. mentio,-onis.

menzógna, sf. Affermazione non vera. ~ bugia. <> verità.
 sf. lie.
 lat. volg. mentionia, deriv. da mentiri mentire.

Menzogna e sortilegio Romanzo di E. Morante (1948).

Menzogne della notte, Le Romanzo di G. Bufalino (1988).

menzognèro, agg. 1 Che mente. ~ bugiardo. 2 Illusorio. ~ ingannevole.

Mèo Patàcca Maschera romana dai tipici tratti trasteverini: bulletto arguto e insolente, ma anche coraggioso. È protagonista dell'omonimo poema giocoso di G. Berneri.

Mèolo Comune in provincia di Venezia (5.241 ab., CAP 30020, TEL. 0421).

meònio, agg. Relativo alla Meonia.

Mer de Glace Ghiacciaio sul versante francese del monte Bianco.

mèraclon, sm. invar. Fibra tessile artificiale, a base di polipropilene.

meraménte, avv. Puramente, semplicemente.

Meràna Comune in provincia di Alessandria (194 ab., CAP 15010, TEL. 0144).

Meràno Comune (32.600 ab.) in provincia di Bolzano alla confluenza del torrente Passirio nell'Adige. Le risorse economiche principali sono le industrie enologiche e della birra e le attrattive turistiche come il famoso gran premio di galoppo. Di origine romana, i principali monumenti sono il ponte romano sul Passirio, il Castel Tirolo (XII sec.), la cattedrale gotica del XIV sec. e il castello di Sigismondo d'Austria (1480).

Merapi Vulcano (2.911 m) attivo dell'Indonesia, sull'isola di Giava.

Meràte Comune in provincia di Lecco (14.091 ab., CAP 22055, TEL. 039). Centro industriale (prodotti tessili, elettrotecnici, della carta e meccanici), sede di un osservatorio astronomico. Vi si trova la villa Belgioioso, costruita tra il XVII e il XVIII sec. Gli abitanti sono detti Meratesi.

meravìglia, sf. 1 Sentimento di sorpresa. ~ stupore. mostrò meraviglia nel vederlo già lì. 2 Cosa o persona che desta ammirazione. ~ portento, prodigio. quel bimbo che suonava era una meraviglia. 3 Ottimamente. a meraviglia, benissimo.
 sf. 1 wonder, amazement. 2 (sorpresa) surprise. 3 (persona) wonder, marvel.
 lat. mirabilia, da mirabilis mirabile, deriv. da mirari ammirare.

meravigliàre, v. v. tr. Suscitare meraviglia, strabiliare. ~ stupire.
v. intr. Provare meraviglia.
v. rifl. Stupirsi.
 v. tr. to surprise. v. rifl. to be surprised.

Meravigliosa storia di Peter Schlemihl, La Romanzo di A. von Chamisso (1814).

meravigliosaménte, avv. In modo meraviglioso.

meraviglióso, agg. 1 Che desta meraviglia, ammirazione, stupore. ~ stupefacente. <> orribile. aveva trovato una ragazza meravigliosa. 2 Che suscita spavento. quell'essere meraviglioso ricordava un drago.
 agg. marvellous, wonderful.

Meraviglioso mago di Oz, Il Romanzo fantastico di L. F. Baum (1900). Racconta la storia di Dorothy, una ragazza di una fattoria del Kansas che sogna di essere portata via da un tornado fino a un paese strano chiamato Oz. Per ritornare a casa deve recarsi nella capitale, Emerald City, e ricorrere al Mago di Oz. Lungo la strada incontra tre compagni (un taglialegna di latta, uno spaventapasseri parlante e un leone pauroso) con i quali affronta una serie di avventure. Il romanzo è stato portato sullo schermo nel 1939, con Judy Garland nella parte di Dorothy.

Mercadànte, Lorènzo Mercadèr détto (XV sec.) Scultore bretone. Lavorò prevalentemente a Siviglia, in Spagna, realizzando terrecotte decorative per la cattedrale.

Mercadet l'affarista Commedia di H. de Balzac (1840).

Mercàlli, Giusèppe (Milano 1850-Napoli 1914) Sismologo e vulcanologo. Compilò la prima carta sismica d'Italia e definì la scala sismica empirica che porta il suo nome.
Scala Mercalli
Scala sismica proposta nel 1902 che permette di misurare l'intensità di un terremoto indipendentemente dalla distanza dall'epicentro. La scala si basa sugli effetti, sugli edifici e sull'ambiente naturale ed è attualmente suddivisa in dodici gradi.

Mercàllo Comune in provincia di Varese (1.563 ab., CAP 21020, TEL. 0331).

mercànte, sm. (f.-éssa) Chi esercita un'attività commerciale. ~ commerciante.
 sm. 1 merchant. 2 (d'arte) art dealer.

Mercante delle quattro stagioni, Il Film drammatico, tedesco (1971). Regia di Rainer Werner Fassbinder. Interpreti: Hans Hirchmuller, Irm Hermann, Hanna Schygulla. Titolo originale: Der Händler der vier Jahreszeiten

Mercante di Venezia, Il Dramma di W. Shakespeare (1596-1597). È una delle commedie più note di Shakespeare. La trama si basa in parte su una novella di Giovanni Fiorentino (XIV sec.), che Shakespeare aveva conosciuto attraverso la traduzione di W. Painter (1540-1594). Il mercante Antonio evita, attraverso l'intervento legale di Porzia, di pagare la sua libbra di carne all'ebreo Shylock che gli ha fatto un prestito. Per Shylock le cose non si concludono felicemente. Il ritratto odioso di questo personaggio risente sicuramente del pregiudizio antiebraico e della condanna medioevale dell'usura. Il discorso commovente di Shylock nell'atto 3, scena 1, pare un tentativo del drammaturgo di superare gli stereotipi del tempo. La scena più famosa della commedia è quella che si svolge nell'aula del tribunale, nella quale Porzia sostiene in modo brillante la superiorità della compassione rispetto alla cattiveria e invoca la comprensione tra gli uomini.

mercanteggiaménto, sm. L'atto del mercanteggiare.

mercanteggiàre, v. intr. 1 Esercitare il commercio. ~ trattare, commerciare. mercanteggiava abitualmente in generi alimentari di prima necessità. 2 Contrattare il prezzo. ~ negoziare. gli piaceva mercanteggiare sui prezzi per ottenere degli sconti. 3 Sfruttare pecche morali altrui.
 v. intr. to haggle, to bargain.
 deriv. da mercante.

mercantésco, agg. (pl. m.-chi) Di, o da, mercante.

Mercanti e banchieri nel medioevo Opera di storia di J. Le Goff (1956).

mercantìle, agg. e sm. agg. Relativo ai mercanti e al commercio.
sm. Nave mercantile.
 agg. mercantile, commercial. sm. merchantman.

mercantilìsmo, sm. Teoria e prassi economica protezionistica tesa a ridurre le importazioni e a favorire le esportazioni.

mercantilìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Seguace del mercantilismo.

mercantilìstico, agg. (pl. m.-ci) Che si ispira al mercantilismo.

mercanzìa, sf. Insieme di merci. ~ merce.
 sf. merchandise.

mercaptàno, sm. Termine generico per indicare i composti organici solforati. Mantengono la stessa costituzione degli alcoli, ma con lo zolfo che sostituisce l'ossigeno.

mercàre, v. tr. 1 Fare commercio di qualcosa. 2 Trattare qualcosa in modo venale.

Mercatèllo sul Metàuro Comune in provincia di Pesaro (1.499 ab., CAP 61040, TEL. 0722).

Mercatìna Cónca Comune in provincia di Pesaro (1.069 ab., CAP 61013, TEL. 0541).

mercatìno, sm. 1 Mercato all'aperto su bancarelle di roba usata. 2 Mercato di titoli azionari non quotati in borsa.

mercatìstica, sf. (pl.-che) Scienza che studia i fattori che possono favorire la diffusione di merci su un mercato.

mercàto, sm. 1 Contrattazione e vendita di merci e il luogo dove si effettuano. 2 Luogo pieno di confusione.
 sm. 1 market. 2 (dei cambi) exchange market. 3 (a buon mercato) cheap.
 lat. mercatus,-us, deriv. da mercari commerciare.
In economia è il complesso delle contrattazioni tra acquirenti e venditori per l'effettuazione di scambi. Il punto d'incontro tra la domanda e l'offerta di un determinato bene è definito prezzo di mercato del bene stesso. A seconda della concorrenza, e quindi del numero di venditori di uno stesso bene, si parla di mercato monopolistico, nel quale non esiste concorrenza e il venditore è unico, di mercato oligopolistico, se vi sono pochi venditori, e di libera concorrenza. Con il termine economia di mercato si indica un sistema economico basato sulla libera concorrenza.
Ricerca di mercato
È lo studio sistematico degli elementi del mercato (dai bisogni del consumatore, alla concorrenza ecc.) il cui scopo è la definizione di chi sono gli acquirenti, di cosa abbiano bisogno e cosa sia necessario fare per orientarne l'acquisto.

Mercàto San Severìno Comune in provincia di Salerno (19.078 ab., CAP 84085, TEL. 089). Centro agricolo (coltivazione di olive, cereali, uva e ortaggi) e industriale (prodotti alimentari, del tabacco, chimici e meccanici). Vi si trova il palazzo Municipale alla cui realizzazione contribuì L. Vanvitelli. Gli abitanti sono detti Sanseverinesi o Sanseverinati.

Mercàto Saracèno Comune in provincia di Forlì (6.051 ab., CAP 57025, TEL. 0547).

Mercator Commedia di T. M. Plauto (205-191 a. C.).

Mercatóre (Rupelmonde 1512-Duisburg 1594) Matematico e geografo fiammingo, il cui vero nome è Gerhard Kremer. Fu il fondatore della cartografia scientifica e rivoluzionò i metodi cartografici del tempo, introducendo una metodologia matematica e scientifica. Iniziò come incisore a Lovanio (1530) e realizzò carte geografiche e mappamondi sia terrestri che celesti. Accusato di eresia, fece ritorno a Duisburg nel 1552. Nel 1569 pubblicò il famoso mappamondo in diciotto fogli, nel quale applicò la proiezione cilindrica isogona a latitudini crescenti, che ancora oggi porta il suo nome.

mercé, sf. 1 Aiuto, grazia. 2 Essere in balia di qualcuno.
 sf. mercy.

mèrce, sf. Ogni prodotto della natura o dell'industria, oggetto di commercio. ~ prodotto. la merce acquistata in grande quantità e a scatola chiusa si rivelò tutta avariata.
 sf. merchandise, pl. goods.
 lat. merx, mercis.

mercéde, sf. 1 Retribuzione, salario. ~ soldo, stipendio. 2 Ricompensa. ~ compenso.

mercenàrio, agg. e sm. agg. 1 Che presta la sua opera per mercede. ~ salariato. 2 Prezzolato, venale. ~ assoldato.
sm. Chi esercita il mestiere delle armi per denaro. ~ avventuriero, soldato di ventura.
 lat. mercennarius, deriv. da merces,-edis paga
Guerra dei mercenari
Guerra combattuta da Cartagine contro i suoi mercenari che si erano ribellati per dei mancati pagamenti; pur essendosi loro uniti gli indigeni africani, furono definitivamente sconfitti da Amilcare Barca nel 238 a. C.

mercenarìsmo, sm. L'istituto delle milizie mercenarie.

Mercenàsco Comune in provincia di Torino (1.191 ab., CAP 10010, TEL. 0125).

merceologìa, sf. Studio delle merci in relazione alla loro natura, qualità e provenienza.

merceologicaménte, avv. Dal punto di vista merceologico.

merceològico, agg. (pl. m.-ci) Attinente alla merceologia.

merceòlogo, sm. (pl.-gi) Studioso di merceologia.

mercerìa, sf. 1 Articoli minuti per lavori di cucito. 2 Bottega dove si vendono mercerie.
 sf. 1 haberdashery. 2 (negozio) haberdasher's shop.

mercerizzàre, v. tr. Trattare chimicamente i tessuti di cotone, al fine di renderli lucenti come la seta.

mercerizzàto, agg. Di cotone reso lucente come la seta.

mercerizzazióne, sf. Processo per ottenere il cotone mercerizzato.

merchandising, sm. invar. Attività promozionale presso i punti vendita.

merciàio, sm. Chi vende mercerie.

Mercier, Louis-Sébastien (Parigi 1740-1814) Drammaturgo e prosatore. Tra le opere La carriola del commerciante d'aceto (dramma, 1775) e Ritratto di Parigi (prosa, 1781-1788).

mercificàre, v. tr. Sottoporre a mercificazione.

mercificazióne, sf. Riduzione di valori umani e culturali a pure fonti di profitto.

mercimònio, sm. Traffico illecito.
 lat. mercimonium mercanzia.

Merckx, Eddy (Meensel-Kiezegem 1945-) Ciclista belga. Nel 1964 fu campione mondiale su strada dei dilettanti. Dal 1972 al 1974 fu primatista mondiale dell'ora con 49,432 km. Nella sua lunga carriera fu tre volte campione dei professionisti e vinse cinque Giri di Francia, cinque Giri d'Italia e sette Milano-Sanremo.

Mercogliàno Comune in provincia di Avellino (9.675 ab., CAP 83013, TEL. 0825).

mercoledì, sm. invar. Il terzo giorno della settimana.
 sm. invar. Wednesday.
 lat. Mercurii dies giorno di Mercurio.

mercorèlla, sf. Genere di piccole piante erbacee eurasiatiche. Appartiene alla famiglia delle Euforbiacee.

Mercouri, Melina (Atene 1922-New York 1994) Attrice cinematografica greca. Dal 1981 al 1989 fu anche ministro della cultura. Interpretò Mai di domenica (1960) e Topkapi (1964).

mercuriàle, agg. e sf. agg. Che contiene mercurio.
sf. 1 Il listino dei prezzi medi del mercato. 2 Preparato galenico contenente mercurio.

mercùrico, agg. (pl. m.-ci) Riferito all'ossido di mercurio HbO e ai sali del mercurio bivalente.

mercurìfero, agg. Che contiene mercurio.

mercùrio, sm. Elemento chimico (Hg) con numero atomico 80 e peso atomico 200,6. È un metallo liquido a temperatura ambiente, di colore bianco argenteo, che in natura si trova sotto forma di cinabro (HgS). La temperatura di fusione è di-38,9 °C, mentre la temperatura di ebollizione è di 356,9 °C e il peso specifico è 13,59. Forma amalgama con molti metalli, tra cui l'oro, ed è molto usato nelle apparecchiature di laboratorio (termometri, barometri, pompe per vuoto a diffusione). Il mercurio è anche utilizzato per la produzione di lampade, prodotti farmaceutici, antisettici e detonanti. È fortemente velenoso per assunzione respiratoria, gastrointestinale o cutanea ed è molto inquinante.
 sm. mercury.

Mercùrio (astronomia) È il pianeta del sistema solare più vicino al Sole, dal quale dista in media 58.000.000 di km, con periodo di rivoluzione di 88 giorni e periodo di rotazione di 176 giorni terrestri. Il suo diametro è di circa 4.700 km e circa l'80% della massa di Mercurio è costituita da ferro. La temperatura varia dai 340 °C circa della faccia esposta al Sole, ai-170 °C della zona in ombra. È privo di satelliti. È caratterizzato dal fenomeno delle fasi, dovute al fatto che la sua orbita è interna a quella terrestre; grazie alle esplorazioni compiute dalla sonda Mariner, si è potuta scoprire la caratteristica conformazione craterizzata della sua superficie, a causa dell'impatto di meteoriti.

Mercùrio (mitologia) Personaggio mitologico, dio romano dei commerci. Identificazione del greco Ermes. Venivano celebrate feste in suo onore alle idi di maggio.

mercuróso, agg. Riferito ai composti del mercurio monovalente.

Mercury Serie di capsule spaziali costruite dalla NASA per mettere in orbita i primi astronauti nello spazio. La sperimentazione è durata dal 1961 al 1963 con sei voli complessivi in cui furono analizzate le reazioni dell'uomo nello spazio e collaudate alcune tecnologie particolari.

mèrda, sf. 1 Escremento, sterco. ~ feci. 2 Cosa o persona spregevole.
 sf. shit.
 lat. merda.

merdóso, agg. Sporco di merda.

Meredith, George (Portsmouth 1828-Box Hill 1909) Scrittore inglese. Aperto alle nuove correnti del positivismo e dell'idealismo, rinnovò il romanzo vittoriano, scrivendo romanzi psicologici e realistici. Le opere principali sono i romanzi La prova di Richard Feverel (1859), La carriera di Beauchamp (1876), il suo capolavoro L'egoista (1879) e le poesie Amore moderno (1862) e Poesie e liriche della gioia della terra (1883).

merènda, sf. Piccolo pasto, tra il pranzo e la cena. ~ spuntino.
 sf. afternoon snack.

Meréto di Tómba Comune in provincia di Udine (2.862 ab., CAP 33036, TEL. 0432).

meretrìce, sf. Prostituta. ~ battona.
 lat. meretrix,-icis, deriv. da merere meritare.

meretrìcio, sm. Prostituzione.

Merezkovskij, Dmitrij Sergeevic (San Pietroburgo 1865-Parigi 1941) Scrittore russo. Influenzato dal simbolismo, lo diffuse in Russia interpretandolo in chiave mistica. Dopo la rivoluzione russa emigrò e scrisse contro il regime sovietico. Le principali opere sono, Simboli (1893), la trilogia Cristo e Anticristo (1896-1905), il dramma storico Paolo I (1908), il romanzo Il segreto di Alessandro I (1911) e Il 14 dicembre (1918).

Mèrgo Comune in provincia di Ancona (875 ab., CAP 60030, TEL. 0731).

Mergòzzo Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (1.990 ab., CAP 28040, TEL. 0323).

Merì Comune in provincia di Messina (1.984 ab., CAP 98040, TEL. 090).

Mérida (Messico) Città (523.000 ab.) del Messico, capitale dello stato di Yucatán, a circa 30 km dalla costa settentrionale della penisola dello Yucatán. Progreso è il suo scalo marittimo. Mercato di prodotti agricoli, ha nelle industrie tessili, dello zucchero, del tabacco e del cemento, le sue maggiori risorse economiche. Sede di un'università risalente al 1785. La città fu fondata nel 1558.

Mérida (Venezuela) Città (196.000 ab.) del Venezuela e capitale dello stato omonimo, situata sulla Cordigliera di Merida. Centro commerciale della regione, è mercato dei prodotti agricoli delle Ande (cotone, caffè, grano, mais, frutta) e dei prodotti dell'allevamento. Sede di industrie tessili, alimentari e del tabacco. Sede arcivescovile, la città ospita numerose chiese e conventi. Fu fondata nel 1558 e divenne importante centro culturale con la fondazione dell'università nel 1785.
Cordigliera di Merida
Catena montuosa del Venezuela (il prolungamento della Cordigliera orientale colombiana), presso il lago di Maracaibo. Vetta più elevata il Pico Bolívar (5.007 m).
Stato di Merida
Lo stato di Merida (615.000 ab.) si estende dalla cordigliera omonima al lago di Maracaibo. Le principali risorse sono l'agricoltura, con coltivazioni di caffè, zucchero, banane e mais, l'allevamento e l'attività estrattiva (oro e petrolio).

meridiàna, sf. 1 Orologio solare formato da un'asta che proietta su una scala graduata posta su un muro la sua ombra. 2 Retta di intersezione di un punto della superficie terrestre con il piano meridiano.
 sf. sundial.
 da linea meridiana.

meridiàno, agg. e sm. agg. Relativo al mezzogiorno.
sm. Linea convenzionale semicircolare che passa tra i poli terrestri. Per analogia, la nozione di meridiano viene applicata in matematica ai solidi di rotazione: viene infatti definito piano meridiano qualsiasi piano contenente l'asse di rotazione e sezione meridiana l'intersezione del piano meridiano con il solido stesso. Qualsiasi cerchio, quindi, può essere considerato una sezione meridiana di una sfera di pari diametro.
 sm. e sm. meridian.
 lat. meridianus, deriv. da meridies mezzogiorno.
Meridiano celeste
Ciascuno dei due circoli massimi corrispondenti al meridiano geografico; passa per il prolungamento dell'asse di rotazione della Terra (polo della sfera celeste). Il passaggio al meridiano rappresenta la culminazione della traiettoria diurna di un astro e permette di calcolare l'ora siderale locale. In particolare, quando l'astro osservato è il Sole, l'ora è il mezzogiorno vero locale.
Meridiano geografico
Circolo massimo che passa per i due poli terrestri; può essere antimeridiano, quando la sua metà attraversa la metà opposta della superficie terrestre; viene detto locale, quando la sua metà passa per i due poli e per un punto della superficie terrestre. Accettando per convenzione un meridiano fondamentale (in geografia, Greenwich) è possibile misurare la longitudine del luogo calcolando la distanza angolare del meridiano locale da quello fondamentale.

meridionàle, agg. e sm. agg. 1 Che riguarda il mezzogiorno. ~ australe. <> settentrionale. 2 Proprio dei popoli meridionali.
sm. Abitante di Paesi meridionali.
 agg. southern. sm. southerner.
La questione meridionale è l'insieme dei problemi sorti con l'unificazione risorgimentale dello Stato italiano. Il carattere sociale ed economico della questione meridionale è dovuto al malcontento delle popolazioni meridionali, per le quali l'unità d'Italia significò un aumento dei contributi fiscali, e alla forte differenza tra le regioni meridionali, in condizioni di arretratezza e depressione, e le regioni settentrionali più avanzate. Dopo la spedizione dei Mille di G. Garibaldi, mediante la legge Rattazzi sull'ordinamento amministrativo, si verificò un forte accentramento del potere governativo, a scapito di qualsiasi, seppur velata, forma di autonomia locale. Con il nascere del fenomeno del brigantaggio il problema cominciò a diventare noto in tutto il Paese, anche per le opere di P. Villari (Prime lettere meridionali del 1861 e Seconde lettere meridionali del 1872), L. Franchetti (Condizioni economiche e amministrative delle province napoletane, 1875) e all'inchiesta svolta in Sicilia nel 1876 da Franchetti e S. Sonnino. G. Fortunato (Il mezzogiorno e lo stato italiano, 1911) studiò le differenze fisiche tra le due Italie, individuando nelle condizioni climatiche e nel secolare sfruttamento intensivo del suolo una delle cause dell'arretratezza delle regioni meridionali. Il programma di sviluppo del meridione di S. Nitti, incentrato sui lavori pubblici, fece sì che si formasse un'alleanza tra le industrie del settentrione e il ceto agrario del meridione, basata sul comune interesse a provvedimenti protezionistici. Il mancato decollo di un'economia meridionale provocò il fenomeno dell'emigrazione, nel quale milioni di persone appartenenti alle masse contadine meridionali si spostarono al nord e nei Paesi europei più avanzati e industrializzati (Germania, Svizzera, Belgio ecc.).

Meridionàle (Malawi) Regione (3.970.000 ab.) amministrativa del Malawi, capoluogo Blantyre.

Meridionàle (Sierra Leone) Provincia (740.000 ab.) di Sierra Leone, capoluogo Bo.

Meridionàle (Sri Lanka) Provincia (946.000 ab.) dello Zambia, al confine con lo Zimbabwe. Capoluogo Livingstone.

Meridionàle (Sudan) Regione (5.271.000 ab.) amministrativa autonoma del Sudan, capoluogo Juba.

Meridionàle (Thailandia) Regione (7.402.000 ab.) amministrativa della Thailandia, estesa nella penisola di Malacca.

meridionalìsmo, sm. 1 L'insieme dei caratteri linguistici propri dell'Italia meridionale. : :sava un meridionalismo tipico della sue parti. 2 La tendenza a voler studiare e risolvere i problemi delle regioni meridionali

meridionalìsta, sm. e sf. (pl.-i) Studioso di problemi economici e sociali dell'Italia meridionale.

meridionalìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al contesto culturale o ai problemi sociali ed economici dell'Italia meridionale.

meridióne, sm. 1 Sud. ~ austro. <> settentrione. 2 Insieme delle regioni meridionali di un paese. ~ mezzogiorno.
 sm. south.

meriggiàre, v. intr. Stare all'ombra nelle ore calde.

merìggio, sm. L'ora del mezzogiorno.

Mérimée, Prosper (Parigi 1803-Cannes 1870) Scrittore francese, noto soprattutto per i racconti brevi nei quali descrive le passioni, la psicologia, il gusto per l'esotismo romantico, con uno stile molto curato. Fu ispettore generale dei monumenti storici nel regno di Napoleone III e, traducendo dal russo, contribuì alla diffusione della letteratura russa in Francia. Le opere più importanti sono Matteo Falcone (1829), La visione di Carlo XI (1829), Il vaso etrusco (1830), Colomba (1840) e Carmen (1845), alla quale si ispirò l'opera omonima di G. Bizet. Grande ammiratore di Stendhal, pubblicò le sue testimonianze in Note e ricordi (1855) e nell'epistolario Corrispondenza, pubblicato nel 1941-1961.

 

 

Note:  

Definizioni, informazioni, … sono in gran parte recuperate (a partire dal 1999) da varie fonti accessibili via Internet o da altre fonti "informatiche" freeware; per molti lemmi sono state riviste e, in modo più o meno consistente, riscritte; la revisione è tuttora in corso: solo una parte delle definizioni è stata rivista (vi sono ancora errori e imprecisioni, come del resto si trovano nei dizionari cartacei, anche "famosi"). Le, eventuali, date di morte dei personaggi citati dovrebbero essere aggiornate al luglio 2009; il numero degli abitanti delle località riportate quando è stato aggiornato riporta a fianco anche la data dell'aggiornamento.

Le informazioni (storiche, geografiche, …) sono aggiornate al 1999, ma molte sono state ulteriormente aggiornate

 

     indica l'etimologia
    ~ indica un (circa, e in qualche contesto) "sinonimo"
    <> indica (in genere) un "contrario"

 

Fonte: http://dictionario.wikispaces.com/file/detail/dictionario_m.doc

sito web: http://macosa.dima.unige.it/diz/diz.htm

Autore del testo: http://macosa.dima.unige.it

 

 

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