Preistoria riassunto

 


 

Preistoria riassunto

 

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Preistoria riassunto

 

STORIA

 

1. LA PREISTORIA: IL PALEOLITICO

 

1. L’origine della vita

L’origine dell’universo.

15 miliardi di anni fa una grande esplosione chiamata Big Bang creò l’universo.

 

L’origine della Terra

5 miliardi di anni fa, una palla di gas e polveri che ruotava nello spazio cominciò a raffreddarsi e a solidificarsi. Si formò la Terra.

La vita cominciò a diffondersi sul nostro pianeta 3 miliardi di anni fa passando da organismi unicellulari a quelli più complessi con un processo chiamato evoluzione.

I primi esseri viventi nacquero nell’acqua: batteri e alghe, poi con l’evoluzione arrivarono: pesci, anfibi, rettili e con il passare del tempo i mammiferi e l’uomo. Questo periodo che va dalla formazione della Terra all’invenzione della scrittura viene chiamato preistoria.

 

Doc. 1: La formazione dei continenti

Secondo la teoria del geologo tedesco Alfred Wegener (1880-1930) i continenti una volta erano uniti in un unico ammasso chiamato Pangea, pian piano questo continente si spaccò nella Laurasia e nella Gondwana che a sua volta diedero origine, con spostamenti ancora oggi in atto, ai continenti attuali. A sostenere questa teoria sta il fatto che il Sud America e l’Africa avvicinate, combaciano perfettamente.

 

L’evoluzione della Terra

Può essere divisa in cinque ere geologiche

  1. Arcaica o Archeozoica (=della vita antichissima) in questo periodo: la crosta terreste cominciò a solidificarsi, nacquero i primi organismi viventi ed esisteva la Pangea.
  2. Paleozoica o Primaria (iniziò 570-500 milioni di anni fa) comparvero numerose forme di vita sia animale che vegetale.
  3. Mesozoica o Secondaria o Era dei Rettili (iniziò 220-200 milioni di anni fa) in questo periodo la Pangea di divide in due, i dinosauri governavano il pianeta e nacquero i primi uccelli e i primi mammiferi.
  4. Cenozoica o Terziaria o Era dei Mammiferi (iniziò 65 milioni di anni fa) nacquero le grandi catene montuose e cominciarono a distinguersi i continenti, scomparvero i grandi rettili e si diffusero i mammiferi.
  5. Neozoica o Quaternaria (iniziò 2 milioni di anni fa e dura tutt’oggi) durante questa era appare l’uomo (2 milioni e mezzo di anni fa)

 

Il clima nell’era Neozoica

L’era Neozoica è segnata dalla quattro grandi glaciazioni. Quando il lima diventava freddo i ghiacciai dai poli e dalle montagne si espandevano mentre quando il clima si faceva caldo i ghiacciai si ritiravano con queste mutazioni si formarono valli, pianure, colline … e questo portò alle variazioni degli animali e delle piante nelle varie zone del pianeta. Con questi mutamenti gli animali migravano e molti vegetali o si modificavano o scomparvero.

 

2. L’Origine dell’uomo

La teoria dell’evoluzione

Charles Darwin affermò che l’uomo si era evoluto da altri animali preesistenti. Secondo Darwin l’evoluzione è regolata dalla lotta per la vita e dalla selezione naturale, solo gli animali che sanno additarsi all’ambiente (all’epoca in continuo cambiamento) riescono a sopravvivere a tali mutamenti. Noi non deriviamo dalle scimmie ma abbiamo un antenato in comune.

 

La specie umana

L’uomo appartiene ai primati della famiglia degli ominidi siamo rimasti solo noi uomini. I nostri parenti più prossimi sono la famiglia che comprende gorilla, scimpanzé e orang-utan. L’uomo si distingue dagli altri primati per l’aspetto fisico, per l’intelligenza, per la postura eretta e per il cervello molto più sviluppato.

 

Dai più lontani antenati dell’uomo all’uomo moderno

  1. Australopiteco (4 milioni e mezzo di anni fa) comparve nelle Savane dell’Africa , camminava diritto si estinse 1 milione di anni fa.
  2. Homo Habilis (2 milioni e mezzo di anni fa) sempre nato in africa l’Homo Habilis ha il primo segno dell’intelligenza umana e cominciò a produrre strumenti di lavoro si estinse sempre 1 milione di anni fa.
  3. Homo Erectus (1 milione e 800 mila anni fa) circa 1 milione di anni fa cominciò a occupare Europa e Asia adattandosi a diversi ambienti e climi. Si estinse 400 mila anni fa
  4. Nello stesso periodo comparve l’Homo sapiens che popolò l’Europa, viene chiamato Uomo di Neanderthal dalla località tedesca dove sono stati trovati i primi resti. L’Uomo di Neanderthal era di corporatura robusta, spalle larghe e muscolose, fronte bassa, aveva un cervello più sviluppato del nostro, si estinse circa 35 mila anni fa il motivo di questa sua scomparsa non si sa con certezza forse per via delle malattie portate dagli Homo sapiens sapiens.
  5. Le prime tracce dell’ uomo moderno si trovano in Medio Oriente (100 mila anni fa). Chiamato anche Homo sapiens sapiens o Uomo di Cro-Magnon.

 

L’ultima glaciazione

L’ultima glaciazione (da 80 mila a 10 mila a.C.) copriva la Scandinavia  e l’arco Alpino  erano coperti dal ghiaccio, nel resto dell’Europa dominava la tundra mentre il Nord Africa era coperto di pascoli e foreste. Il livello dei mari era molto basso e c’era un passaggio fra l’Asia e l’America e circa 30 mila anni fa alcuni uomini lo percorso, questi erano gli antenati degli Indiani d’America.

 

3. Storia e preistoria

I molti dubbi di una distinzione

La distinzione tra storia e preistoria solleva molti dubbi perché questa distinzione è formata dall’invenzione della scrittura, infatti la scrittura non appare in tutti i luoghi contemporaneamente.

 

Doc. 1: Stonehenge

Stonehenge è un grande edificio a cielo aperto costruito dagli uomini del terzo millennio avanti Cristo, circondato da un duplice cerchio di pietre colossali, con questo edificio matematici e astronomi dell’epoca erano in grado di predire eclissi a fini religiosi, infatti grazie al computer si è dimostrato che si potevano prevedere sia l’eclissi sia le fasi lunari per un arco di tempo fino a 300 anni.

 

L’età della pietra

La preistoria viene anche chiamata età della pietra, poiché molti oggetti rinvenuti erano quasi sempre di pietra e può essere divisa in 3 periodi:

  1. il paleolitico (antica età della pietra) da 2 milioni 500mila a 12 mila anni fa
  2. il mesolitico (media età della pietra) da 12 mila a 10 mila anni fa
  3. il neolitico (nuova età della pietra) da 10 mila a 5 mila anni fa

 

Doc. 2: Non solo pietre e caverne

I resti degli uomini più antichi sono spesso trovati in caverne, ma queste non erano le uniche case dell’uomo, purtroppo i resti degli altri tipi di casa sono stati distrutti dalla natura o dall’agricoltura. In qualche caso però gli archeologi hanno trovato tracce di capanne del paleolitico, formate da pali formate nel terreno che sostenevano strutture in legno, fraschi o pelli di animali. Nelle regioni più fredde erano usate ossa di animali. Gli stessi problemi si incontrano anche per gli strumenti, infatti  il legno era più facile da lavorare, ma non conservandosi come la pietra non troviamo resti.

 

La paleontologia, la scienza dei fossili

La paleontologia è la scienza che studia gli antichi organismi vegetali e animali ormai estinti di cui troviamo i resti pietrificati (soprattutto foglie, pezzi di legno, ossa, denti ecc.) che vengono chiamati fossili. E assai raro trovare scheletri completi, come nel caso di Lucy, o corpi mummificati come Ötzi.

 

4. Le invenzioni della preistoria

Il paleolitico

I primi strumenti realizzati dall’Homo habilis, sono molto semplici, creati tenendo fermo un sasso con la mano, mentre con l’altra lo si colpisce creando un bordo tagliente chiamato chopper (ascia), se il sasso è scheggiato solo da una parte, mentre se scheggiato da due le parti è chiamato chopping tool (strumento per tagliare). Questi strumenti fanno capire che l’Homo habilis non era un cacciatore, semmai questi strumenti servivano per tagliare le carni di animali già morti. Quindi si nutriva di ciò che trovava nella savana.

 

Doc.2: scene di caccia

Molti ritrovamenti dimostrano l’importanza della caccia per l’homo erectus e l’homo sapiens. L’homo erectus usava il fuoco per spaventare elefanti e spingerli in zone paludose così che fossero facile preda dei cacciatori. Dell’homo sapiens invece possediamo resti di armi, come punte di lance. Per lanciare queste lance usavano il cosiddetto propulsore, che imprimeva maggior forza. Mentre dal Mesolitico abbiamo testimonianze di arco e frecce usati non solo per uccidere animali ma anche per uccidere altri uomini.

 

Il dominio del fuoco 

L’uomo erectus ebbe una nuova conquista: il fuoco. Probabilmente nel primo momento imparò a utilizzare e a conservare tizzoni accesi da incendi, ma poi imparò anche a produrre il fuoco sfregando una pietra (selce o pietra focaia) o di due bastoncini. Imparò ad usare il fuoco 450 mila anni fa. Quel che è certo che il fuoco migliorò le condizioni degli uomini: consentì di avere cibo cotto, quindi più tenero e digeribile, permise di proteggersi dal freddo e consentì di illuminare la notte e di tener lontano le bestie.

 

La vita spirituale

L’Homo sapiens costruiva strumenti in pietra e non si nutriva solo con i frutti spontanei. Riusciva a cacciare animali più grandi come cervi, bisonti e mammut. I resti umani intorno a 100 mila anni fa, cominciarono ad essere sepolti. Questa dimostrava un rispetto per il defunto e l’uomo così incominciò a pensare a qualcosa che potremmo chiamare spiritualità.

 

L’arte rupestre

35 mila anni fa la tecnica era sviluppata e gli uomini costruivano vari attrezzi di pietra, ma sono stati scoperti anche oggetti costruiti in osso, avorio e corno. La forma di questi oggetti comincia anche ad avere un certo gusto artistico con decorazioni e intagli rappresentanti animali, perline. Compare l’arte. In molte caverne si sono ritrovate pitture risalenti a un periodo che va dal 25 mila a 10 mila anni fa proprio perché è incisa o dipinta sulla roccia viene detta rupestre. Queste ritraggono la vita degli uomini e poi sono state trovate delle statuette rappresentanti figure umane (solitamente femminili). La sepoltura comincia ad essere un rito: i morti venivano sepolti con ornamenti di osso e madreperla, spesso ricoperti di ocra, e ricoperti di fiori.

 

Le conquiste del Mesolitico

Le tecniche di caccia si perfezionarono e gli uomini inventarono l’arco. La pesca cominciò ad essere molto importante e l’uomo cominciò a addomesticare il cane. Si inventarono i primi granai (buche nel terreno riempite di cibo per essere conservato)

 

2. LA PREISTORIA: IL NEOLITICO

 

1. La rivoluzione agricola

Il neolitico: la nuova età della pietra

La fine dell’ultima glaciazione 10 mila a.C. segnò completamente il paesaggio. L’Europa si coprì di unica foresta e il mare s’innalzò formando nuove isole cometa Sicilia. Il meridione diventò più caldo e meno ospitale e nel Nord Africa cominciò a formarsi il deserto del Sahara. Il Neolitico va dall’ottavo al quarto millennio a.C. questo periodo viene chiamato anche della Pietra levigata perché l’oggetto veniva scheggiato e poi levigato.

 

Perché coltivare?

Con il neolitico inizia la rivoluzione agricola, il motivo non si sa con certezza. Forse la fine della glaciazione provocò la crisi delle comunità umane per colpa della crescita delle foreste e allora inventarono l’agricoltura e l’allevamento o forse l’aumento della popolazione provocò la richiesta di maggiore di cibo.

 

Agricoltura e Allevamento

Probabilmente l’osservazione della natura portò la scoperta dell’agricoltura e forse questa idea di seminare l’ebbero le donne che si occupavano di raccogliere le piante. Nello stesso periodo gruppi di cacciatori trovarono conveniente non uccidere subito gli animali catturati, ma tenerli in vita fino al momento di cibarsene, così nacque l’allevamento del bestiame.

 

Tessitura e ceramica

Nel neolitico nacque la tessitura: fibre animali e vegetali venivano intrecciate ottenendo stuoie, tappeti e tessuti. Comparve la ceramica modellando ed essiccando l’argilla dei fiumi, poi l’oggetto veniva messo in una buca ricoperta di brace ardenti, questa cottura induriva l’argilla che non veniva più rammollita dall’acqua. I vasi di ceramica divennero contenitori di molti prodotti, liquidi e solidi e anche in questo modo poterono essere cucinati cibi nuovi, come il brodo, la minestra ecc.

 

L’uomo modifica se stesso e la natura

La scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento portò un grande cambiamento nella vita dell’uomo. La società  un tempo semplice (uomini caccia, donne raccolta e crescita figli) venne sostituita da una più complessa infatti oltre che a coltivare la terra e allevare gli animali l’uomo inventò nuovi mestieri (tessitore, ceramista ecc.) e ruoli sociali (re, sacerdoti ecc.). Quindi divenne fondamentale il lavoro svolto e il potere e non più il sesso e l’età.

L’agricolture e l’allevamento modificarono anche la natura. Coltivando più volentieri varietà di grano con maggior numero di chicchi ed allevando pecore che davano più lana e bovini che li seguivano più docilmente al pascolo, l’uomo fece diffondere le piante e gli animali che soddisfavano i suoi bisogni. Così si diffusero le specie domestiche che non potrebbero vivere da soli in natura.

L’uomo comincia a trasformare la natura abbattendo foreste, trasformandoli in campi coltivati. Ma questa trasformazione ci ha lasciato tante eredità che vorremmo fare a meno (il mal di schiena, il mal di denti, la malaria ecc.)

 

2. Nomadi e sedentari

 

Gli attrezzi degli agricoltori

Prima dell’agricoltura gli uomini raccoglievano radici e usavano un bastone appuntito con un peso di pietra per dare più forza nel terreno e piante selvatiche venivano raccolte con una specie di falce. Questi attrezzi vennero utilizzati anche dai primi agricoltori assieme a tipi di asce e zappe di pietra. Alla fine del neolitico s’inventò l’aratro. Così nacque il mondo contadino e molte persone per millenni lasciarono la loro vita legata nei campi.

 

La mezza luna fertile

La rivoluzione agricola raggiunse rapidamente la mezza luna fertile, una zona che comprende territori, palestinesi, siriani turchi e iracheni, nelle valli dei grandi fiumi (Nilo, Tigri ed Eufrate) dove erano bagnate da abbondanti piogge e periodiche inondazioni. Poi tra il 7 mila e il 3 mila a.C. l’agricoltura si diffuse nel mondo Mediterraneo e l’Europa.

 

Un unico centro?

La rivoluzione neolitica non si diffuse solo dal Vicino Oriente ma anche dalla Cina settentrionale, dalla Thailandia, dal Vietnam, dall’America centrale e andina.

 

Popoli stanziali e popoli nomadi

I popoli che restarono legati ai vecchi modi di vita e non vivevano sempre nello stesso territorio erano nomadi, ad esempio con l’arrivo dell’inverno erano obbligati a spostarsi in un’altra zona per ricercare selvaggina e piante di cui avevano bisogno. Mentre i popoli che si dedicarono all’agricoltura si fermarono in modo stabile in certe zone erano sedentari.

Certi popoli nomadi si dedicarono alla pastorizia e si spostavano in cerca di pascoli.

 

Una rivalità antica

La storia antica è segnata dai contrasti tra i nomadi e i sedentari. I sedentari avevano una vita più sicura e organizzata ma spesso non libera mentre i nomadi avevano un minor benessere ma erano più liberi. I sedentari conobbero presto la differenza tra ricchi e poveri l’oppressione e la schiavitù. I nomadi divennero pastori, mercanti o predoni. I Camuni si stanziarono in Val Canonica lasciando incisi nella roccia la loro arte.

 

3. La nascita delle città

 

Si sviluppano villaggi e città

Grazie a più cibo questo permise un aumento della popolazione facendo crescere i villaggi. Le case erano costruite con fango seccato, paglia…sorgevano vicino ai fiumi ed erano appoggiate su pali di legno, queste erano chiamate palafitte che aiutavano l’uomo a difendersi dalle bestie e dall’umidità.

10 mila anni fa nacquero le prime città. A Gerico si possono trovare le tracce di un villaggio neolitico (8 mila s.C.), in Anatolia è sorto Çatal Hüyük un’antichissima città di più di cinquemila abitanti.

 

Le caratteristiche della città

Divenendo sedentari gli uomini resero necessario il commercio così da ottenere prodotti che non c’erano nel proprio territorio. Gli uomini si specializzarono in un solo tipo di lavoro a persona. Si cominciò a offrire i propri prodotti in cambio di quelli di un altro, questo fu chiamato baratto. Il commercio venne però ostacolato dal trasporto terrestre molto lento poiché veniva ostacolato dalle strade poco battute e dal tempo, per questo motivo  i prodotti venivano fatti navigare sui fiumi o sulle coste. Nelle città nacque l’esigenza di un posto dove avvenissero questi scambi, cos’ nacque il mercato.

 

Il mistero dei megaliti

Una testimonianza della cultura neolitica sono i megaliti. I più semplici sono i menhir: delle grosse pietre verticali infisse al suolo. Poi ci sono i dolmen: una latra di pietra orizzontale appoggiata su due verticali. Forse erano segni religiosi come i cromlech, ovvero una struttura megalitica di tipo circolare.

 

4. Dalle pietre ai metalli

L’uomo impara ad utilizzare i metalli

Verso il 5 mila a.C. gli uomini imparano a fondere il rame con un piccolo forno alimentato con la legna. Diventato liquido il metallo veniva versato in un stampo da cui prendeva forma, poi l’oggetto veniva affilato se serviva per tagliare. Poi nel 3° millennio a.C. gli uomini impararono a fondere insieme rame e stagno ottenendo il bronzo, molto più resistente del rame. Poi nel 2° millennio a.C. scoprirono il ferro.

 

Tre età dei metalli

  1. Età del rame , dal 5 mila al 3 mila a.C.
  2. età del bronzo dal 3 mila al 1100 a.C.
  3. età del ferro dal 1100 a.C.

Nel neolitico:

    • l’uomo vive in città di circa 5 mila abitanti
    • indossa abiti intessuti con fibre animali e vegetali
    • è specializzato in un mestiere e baratta il suo lavoro
    • ha una ricca vita spirituale

 

Molti popoli, una sola razza

L’uomo vive in una società complessa. Doveva esistere una forma di potere, però non abbiamo nessun documento che ci dia queste informazioni.

Verso il 3200 a.C. nella mezzaluna fertile si inventa la scrittura e inizia la storia. In Europa invece la preistoria durò per ancora due millenni, mentre per alcuni popoli dura tutt’oggi. Siamo tutti comunque Homo sapiens sapiens.

 

3. LA CIVILTà DEI FIUMI LA MESOPOTAMIA.

1. La Terra di Sumer

 

Una terra tra due fiumi

Il Tigri e l’Eufrate nascono dall’Anatolia e la regione tra il loro corso e il Golfo Persico prende il nome di Mesopotamia (terra fra i due fiumi), oggi Iraq. Dal 5 mila a.C. gli uomini scesero dalle montagne e cominciarono a coltivare la terra e costruire villaggi, poi altre popolazioni giunsero in quelle pianure, ma non si insediarono stabilmente, continuando una vita nomade, questo portò al contrasto le due comunità, ma poi con il tempo le due si amalgamarono. Da questa unione nacquero i Sumeri. Questo popolo non era l’unico ad abitare la Mesopotamia, infatti c’erano anche gli Accaddi e i Babilonesi.

 

Una ricca civiltà

Non sappiamo quali erano gli uomini che scesero dalle montagne alla Terra di Sumer, ne chi fossero gli nomadi e nemmeno molti aspetti della vita dei sumeri ci sono ancora sconosciuti. Pochi decenni fa con la decifrazione della lingua sumera si è portata alla luce una civiltà dimenticata.

 

Le città numeriche

Le città nacquero da villaggi del 5 mila a. C. con la crescita di questi ultimi. Molte città sumere erano città-stato come Ur, Uruk, Eridu, Lagash, e Nippur. Solo più tardi qualcuna divenne potente e cominciò a imporsi alle altre creando veri e propri imperi.

 

Una precisazione, le civiltà urbane

In quest’epoca poche persone abitavano nelle città, però si parla di civiltà urbana poiché la città è diventata subito il centro della civiltà e del progresso. Infatti il potere politico e religioso, le attività economiche, le forme d’arte e di cultura più significative erano concentrate nelle città.

 

Doc. 1: Lo stato

Nella terra di Sumer nasce lo stato che è molto diverso da quello moderno, ma ha comunque una popolazione, un territorio ben definito, un’autorità, cioè una persona capace di farsi rispettare da tutti. Lo stato è dunque un’autorità capace di controllare un determinato territorio e la popolazione che vi abita. Gli stati Mesopotamici furono i primi stati burocratici, cioè con diversi uffici che danno ordini, disposizioni, regolamenti dall’alto verso il basso e ricevono documenti dal basso verso l’alto, per questo motivo questi stati formarono i primi imperi.

 

2.Il potere politico e religioso

Il centro della città

 

Fonte: http://mirwen.altervista.org/file/appunti/STORIA.doc

Autore del testo: non indicato nel documento di origine

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Preistoria riassunto

L A    P R E I S T O R I A

 

LA PREISTORIA  è il lunghissimo periodo storico che inizia con la comparsa dell’uomo sulla terra ( più di 2 milioni di anni fa ) e finisce con l’invenzione della scrittura ( circa 3000 anni a.C. ) quando inizia la Storia.  La Preistoria ( = prima della Storia ) si divide in :

-  ETA’  PALEOLITICA  ( cioè età della pietra antica – litos in greco = pietra ) L’uomo del Paleolitico lavora la pietra e  con questa costruisce i primi strumenti ( coltelli, ascie, zappe ecc…)  Abita nelle caverne, vive in piccoli gruppi ed è nomade, cioè si sposta per seguire gli  animali.  Le sue attività sono la  caccia e la  raccolta di frutti e radici.  La scoperta più importante di questo periodo è la scoperta del fuoco che cambia la vita dell’uomo. Con il fuoco l’uomo può riscaldarsi, cuocere la carne, illuminare le caverne, tenere lontani gli animali.

- ETA’  NEOLITICA ( cioè età della pietra nuova ) L’età neolitica inizia quando l’uomo comincia a coltivare la terra e ad allevare gli animali. Questo cambia profondamente la sua vita : da nomade diventa stabile e nascono così i primi villaggi. Ora non deve più occupare tutto il suo tempo nella caccia ed ha bisogno  di sacchi per il grano e per l’orzo,  di tazze e di vasi per l’olio e per il vino e per cuocere i cibi.  Nasce così l’artigianato, cioè la tessitura dei tessuti per fare sacchi e vestiti  e  la lavorazione della ceramica per fare vasi e tazze.

- ETA’ DEI METALLI : il primo metallo che l’uomo comincia a lavorare è il rame, poi il bronzo  ( rame + stagno fusi insieme ) e più tardi il ferro.  Con i metalli l’uomo può costruire  nuovi strumenti più robusti e resistenti. Durante questo periodo l’uomo inventa la ruota e il carro e le prime imbarcazioni.   Nasce il commercio ( il baratto cioè uno scambio ) ed i villaggi diventano più grandi e si trasformano in città.   Le città con il territorio intorno formano lo Stato.   Verso  il 3000 a. C. l’uomo inventa  la scrittura.  Finisce così la Preistoria ed inizia la Storia.

 

LA CRONOLOGIA  -  Come si calcolano gli anni

 

Noi contiamo gli anni dalla NASCITA DI CRISTO e li dividiamo in  ANNI AVANTI CRISTO ( a.C. ) cioè prima di Cristo e ANNI DOPO CRISTO ( d. C. )

      Anni          avanti       Cristo                     Nascita di Cristo                    Anni      dopo    Cristo 

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UN MILLENNIO  è un periodo di mille anni.  UN SECOLO è un periodo di 100 anni

 

VI sec.a.C.   V sec.  IV sec.     III sec.     II sec.     I sec.    I sec.d.C.  II sec.      III sec.     IV sec.   V sec.     VI sec.     VII sec.

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         secoli  avanti Cristo                                          Nascita di Cristo                    secoli dopo Cristo

 

NUMERI ROMANI

I = primo - II = secondo – III = terzo – IV = quarto –V = quinto – VI = sesto – VII = settimo – VIII = ottavo – IX = nono

X = decimo – XI = undicesimo – XII = dodicesimo – XIII = tredicesimo – XIV = quattordicesimo – XV = quindicesimo

XVI = sedicesimo – XVII = diciassettesimo – XVIII = diciottesimo – XIX = diciannovesimo – XX = ventesimo

 

I secolo d.C. : dall’anno 1 al 100 – II sec. d.C. : dal 100 al 200 – III sec. d.C. dal 200 al 300 - X sec.d.C. dal 900 al 1000 – XV sec. d.C. dal 1400 al 1500 – XX sec. d.C. dal 1900 al 200 – XXI sec. d.C. dal 2000 al 2100

 

I sec. a.C. dal 100 all’1 -  II sec. dal 200 al 100 – III sec. a.C. dal 300 al 200 – IV sec. a.C. dal 400 al 300

 

I millennio d.C. : dall’anno 1 all’anno 1000 - II millennio d.C. : dal 1000 al 2000 – III millennio : dal 2000 al 3000

I millennio a.C  :dall’anno 1000 all’anno 1 -II millennio a.C. : dal 2000 al 1000- III millennio a.C. dal 3000 al 2000

 

Fonte: http://www.strarete.it/documenti/lidia/itstoria/PreistoriaCronol.doc

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Preistoria riassunto

La preistoria è la fase della storia dell'uomo antecedente alla comparsa di testimonianze scritte.
Il termine indica pure la disciplina (più precisamente paletnologia) che studia la presenza e l'attività dell'uomo nella preistoria.

La preistoria viene convenzionalmente suddivisa in tre periodi (meglio sarebbe dire fasi in quanto non in ogni regione geografica le fasi hanno la stessa durata e termine) paleolitico, mesolitico e neolitico

 

Le origini

È necessario accennare, seppur brevemente, a ciò che ha permesso lo sviluppo dei mammiferi e di conseguenza l'evoluzione della specie umana: la scomparsa dei dinosauri circa 65 milioni di anni fa a seguito di una grande catastrofe ambientale.
Un brusco cambiamento delle condizioni ambientali, le cui cause sono tuttora in discussione, permise ai mammiferi primitivi, probabilmente piccoli insettivori arboricoli di evolversi occupando tutta una serie di nicchie ecologiche lasciate libere dai grandi sauri.
I più antichi progenitori degli attuali primati, gruppo a cui appartiene anche l'uomo, si possono riconoscere nelle tupaie, presenti oramai solamente nell'ecosistema del Madagascar Attualmente si ritiene che l'antenato comune alle scimmie antropomorfe ed all'uomo sia il Ramapiteco vissuto, in Africa, circa 10 milioni di anni fa. Dal ramapiteco si ritiene che abbiano avuto origine varie linee evolutive, una delle quali dette origine, circa quattro milioni di anni fa, al gruppo degli Australopitecidi che possono essere visti come la prima fase del processo di ominazione.

 

Il primo uomo l'Homo habilis

Il primo appartenente al genere Homo è l'Homo habilis i cui più antichi resti, provenienti dalle regioni intorno al lago Kenia in Africa, risalgono a circa due milioni, o forse più, di anni fa. È convinzione attuale che, per un certo periodo l'habilis abbia convissuto con varie specie di australopiteco.

 

Da un milione a 100 mila anni fa: l'Homo erectus

Evoluzione, sempre avvenuta in Africa, dell'Homo abilis è l'Homo erectus che presenta una postura completamente eretta, un notevole sviluppo cranico e sopratutto lo sviluppo di una primordiale tecnologia; gli strumenti dell'erectus non sono solamente ciò che la natura fornisce ma sono lavorati, modificati, adattati alle necessità.
I resti archeologici, principalmente tracce di accampamenti, ci confermano che l'erectus possiede il controllo del fuoco. Questa maggior conoscenza tecnologica e quindi la capacità di adattarsi a diversi ambienti è forse ciò che permette all'erectus di migrare, colonizzando tutte quelle parti del mondo che sono in collegamento diretto con l'Africa: l'Europa e l'Asia Il più antico resto fossile europeo, vero e proprio, è una mandibola trovata in Germania a Heidelberg. Da una approssimativa datazione sembra risalire a 650 mila anni fa.
Il più antico sito europeo dell'erectus è la grotta del Vallonet sulla Costa Azzurra databile tra i 950-900 mila anni fa. In questa grotta sono stati trovati strumenti in pietra e anche schegge lavorate in osso che costituiscono i resti più antichi di strumenti in Europa. Non sono ancora presenti bifacciali.
In Europa ritrovamenti di utensili bifacciali indicano la presenza di questa tecnica solo 600 mila anni fa mentre reperti di strumenti bifacciali recuperati in Etiopia vengono datati a molto prima, 1,5 milioni di anni fa.

 

Da 100 mila a 30 mila anni fa: l'Homo sapiens

Ulteriore stadio evolutivo dell'Homo erectus è l'Homo sapiens, ancora di origine africana.
Circa 100 mila anni fa un gruppo di sapiens migrò nell'Europa glaciale dando origine a quello che viene comunemente chiamato uomo di Neanderthal, dalla valle tedesca ove vennero effettuati i primi ritrovamenti.

 

Da 30 mila anni fa ad oggi: l'Homo sapiens sapiens

Circa 30 mila anni fa in Europa giunge quello che viene detto uomo di Cro-Magnon, dal sito del primo ritrovamento zoologicamente Homo sapiens sapiens, ossia una sottospecie del sapiens.
Negli ultimi anni si è rafforzata la teoria che vede Neanderthal e Cro-Magnon come due specie diverse evolutesi in modo quasi parallelo.
L'uomo di Cro-Magnon, ovvero l'uomo moderno, sostituisce, in Europa l'uomo di Neanderthal (che si estingue circa 28 mila anni fa) in un arco di tempo relativamente breve anche se non è possibile stabilire che tipo di relazioni (collaborazione, indifferenza, guerra) si stabiliscano tra i due.

 

10 mila anni fa: agricoltura e sedentarismo

Con l'irrompere di una economia fondata sull'agricoltura si dà inizio ad un venir meno al tradizionale nomadismo della specie umana per un sedentarismo che con il tempo sarà sempre più spinto e di cui il processo di urbanizzazione sarà il sintomo più eclatante.
Un altro elemento non trascurabile e carico di conseguenze è che le comunità di agricoltori sedentari hanno la possibilità di accumulare proprietà e, di conseguenza, tendono a proteggerle.

 

5000 anni fa l'invenzione della scrittura

Il processo di astrazione, che nella nostra specie si era avviato con il primo strumento di lavoro e che non si era fermato ma era proseguito con la costruzione di strumenti che permettevano di realizzare a loro volta altri strumenti, ebbe ricadute non solo sulla vita concreta ma anche sullo sviluppo degli organi di fonazione, del linguaggio, della comunicazione e in ultima analisi del pensiero.
Con la nascita della scrittura, come mezzo per registrare e trasmettere informazioni, il processo di astrazione raggiunge un nuovo traguardo, anche se questo stadio dell'evoluzione umana presenta una casistica molto complessa (civiltà che pur giungendo all'organizzazione sociale dello stato non sviluppano, almeno per quanto ne sappiamo, la scrittura). Le prime forme di registrazione scritte compaiono, quasi contemporaneamente, in varie parti del mondo: Sumer, valle del Nilo, Cina circa 5000 anni fa. Per convenzione si usa utilizzare la datazione dei primi reperti ritrovati di documenti scritti come spartiacque tra l'epoca preistorica della specie e una nuova era che convenzionalmente viene designata con il termine più appropriato di storia.

Presso le società preistoriche la memoria dei fatti accaduti, i miti e le conoscenze tecniche erano tramandati oralmente di generazione in generazione; tale patrimonio di sapere scompariva il più delle volte con l'estinzione del gruppo. L'archeologia costituisce pertanto l'unico mezzo per ricostruire gli eventi preistorici, attraverso l'esame delle testimonianze materiali lasciate dai popoli: abitazioni, utensili, rifiuti, modificazioni del contesto ambientale, monumenti e opere d'arte.

Accanto all'analisi dei reperti portati alla luce dagli scavi archeologici, lo studio della preistoria si avvale degli apporti di altre discipline – quali la geologia, la paleontologia, l'antropologia e la paletnologia, la geomorfologia – al fine di ricostruire il contesto ambientale in cui si trovarono a vivere aggregati umani preistorici, e quindi di conoscere il loro modo di interagire con esso, sfruttando le risorse offerte. Grande importanza assumono inoltre le dinamiche di sviluppo delle civiltà, nel campo delle conquiste materiali e dei mutamenti culturali, e gli spostamenti geografici dei popoli. Occorre tuttavia specificare che il concetto di preistoria ha un significato non necessariamente cronologico, in quanto esistono ancora oggi, in alcune aree del nostro pianeta, gruppi umani che non conoscono alcuna forma di scrittura.

 

 

Fonte: http://vgg.labcad.di.unimi.it/cbus/webscu/casale/la%20preistoria.doc

 

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